Bellinzona, Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Bellinzona

Il progetto di fondazione del centro dei minori osservanti si prepara all’inizio degli anni Ottanta del XV secolo insieme alla fondazione dei centri di Erba e Montebrianza, ma anche Maleo e Vercelli, come sembra dimostrare un breve di Innocenzo VIII indirizzato a frate Francesco Trivulzio. Per Bellinzona i progetti risalgono al 1480. La chiesa fu consacrata però solo nel 1505.

La chiesa impostata secondo il tipico “modulo bernardiniano” creato probabilmente per la milanese Santa Maria degli Angeli (o Sant’Angelo) è dotata di un’aula per i fedeli coperta da un soffitto lineo a capiate. Un alto tramezzo divide l’aula dalla cappella dei frati, dietro all’alta parete si trova la chiesa interna voltata con il coro inferiore estivo e invernale superiore. Le cappelle sono disposte a sinistra dell’ingresso mentre i chiostri del convento si trovano a destra. Si tratta di un impianto esattamente speculare rispetto a Santa Maria degli Angeli a Lugano, chiese appartenente allo stesso ordine dei minori osservanti.

Probabilmente la chiesa era inizialmente decorata in modo semplici con graffiti a pettine e radianti con il simbolo di san Bernardino. A partire dal 1510 circa si iniziò a decorare la cappella di San Bernardino, la prima a sinistra, rimasta incompiuta. In essa è attivo un affascinante maestro capace di sintetizzare i modi di Bergognone, Bramantino e Zenale. il 31 dicembre 1512 la comunità di Bellinzona conferma ai frati la donazione di 7 ducati «pro fabrica seu parte fabricationis pincture Passionis» sul tramezzo. Gli affreschi della passione di Cristo sono divise in sedici riquadri più la Crocifissione che ne occupa il posto di sei. L’ascendenza foppesca dipende evidentemente dal modello del tramezzo di Sant’Angelo a Milano realizzato attorno al 1478, mentre alcune scende dimostrano già un aggiornamento su modelli gaudenziani dipendenti probabilmente dal tramezzo di Santa Maria delle Grazie a Varallo del 1513, anche se è scomparso il tramezzo di San Bernardino a Pallanza indicato come modello nel 1512 per un centro mai costruito a Cislago su committenza viscontea. La stessa bottega attiva sul tramezzo lavora anche alle cappelle site alla sua base, quella di Sant’Antonio da Padova a sinistra, già dei Re Magi, e quella della Madonna dormiente a destra.

La chiesa interna era decorata con Storie della Vergine riemerse nel 1923 e ispirati a modelli di Albrecht Dürer raccolti in volume nel 1511.

Distrutta da un incendio ii 31 dicembre 1996, la chiesa è stata restaurata e riaperta nel 2005.

Si veda anche la ricca scheda di Wikipedia.

Bibliografia estesa:

Calderari 2010 = Lara Calderari, 3. Bellinzona. Santa Maria delle Grazie, in Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari, a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Milano, Officina Libraria, 2010, pp. 54-65.

Calderari, Chiesi, Martignoni, Pedrioli 2014 = Santa Maria delle Grazie a Bellinzona, Storia e restauri, curato da Lara Calderari, Giuseppe Chiesi, Andrea Martignoni e Patrizio Pedrioli, Bellinzona, Casagrande, 2014.

Nova 1983 = Alessandro Nova, Tramezzi in Lombardia tra XV e XVI secolo: scene della Passione e devozione francescana, in Il Francescanesimo in Lombardia. Storia e arte, Cinisello Balsamo (Milano) 1983, pp. 197­-214.

Rossetti 2011 = Edoardo Rossetti, Una questione di famiglie. Lo sviluppo dell’osservanza francescana e l’aristocrazia milanese, in Fratres de familia. Gli insediamenti dell’Osservanza minoritica nella penisola italiana (sec. XIV- XV), a cura di L. Pellegrini, G.M. Varanini, «Quaderni di storia religiosa», 2011, pp. 101-165.