Neorinascimento

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’architettura rinascimentale diventa un modello da seguire e imitare, per creare nuovi linguaggi, e un mezzo per definire le identità moderne. L’importanza di uno studio comparato tra gli sviluppi storico-artistici e letterari del Quattrocento e del Cinquecento e la loro rilettura e reinterpretazione ottocentesca e primo novecentesca è stata recentemente evidenziata da molti studiosi (Buck, Vasoli 1989; Grieco, Rocke, Gioffredi Superbi 2002; Portebois, Terpstra 2003; Koopmann, Baron 2013; Bolzoni, Payne 2018). Questi studi hanno sottolineato la necessità di indagare questo tema nel più ampio contesto della storia culturale e con un approccio innovativo che privilegi lo studio dell’intersezione tra varie discipline, piuttosto che insistere su una specificità settoriale. All’interno di questo approccio, la creazione e la reinterpretazione del mito rinascimentale viene definita «not so much as a revival but as a pan-European phenomenon of critique, commentary and re-shaping of a nineteenth-century present perceived as deeply problematic» (Bolzoni, Payne 2018, pp. 9-10). Lontano dallo spirito romantico con cui si riscopre un Rinascimento torbido all’inizio del secolo, e sull’onda di quanto accade contemporaneamente in Gran Bretagna e in Francia, la nuova classe dirigente milanese in ascesa si specchia nella storia della vitale nobiltà mercantile del XV secolo. Alcuni dei duchi viscontei e sforzeschi sono sottoposti a una sorta di revisionismo storico che li trasforma da tiranni in figure dal valore positivo. Ciò avvenne soprattutto nel caso di Ludovico il Moro mecenate di Bramante e Leonardo e quindi principe positivo. In questo quadro, finanzieri e imprenditori (Bagatti Valsecchi, Brambilla, Borghi, Conti, Crespi, Hoepli, Ponti, Turati, ecc.), storici dell’arte e architetti collaborarono più o meno consapevolmente alla riscoperta e alla diffusione dei motivi dell’architettura del Rinascimento lombardo.

Sono schedati in questa sezione alcuni edifici topici del neo-rinascimento “lombardo” (neo-bramantesco, neo-sforzesco, ecc.). Ci si è concentrati su costruzioni peculiari che rappresentano una sorta di ripresa letterale di edifici rinascimentali “lombardi”, o nelle quali si riutilizzano parti di costruzioni quattro e cinquecenteschi.

 

Una delle immagini emblematiche del neo-rinascimento milanese è una vignetta ironica che compra sul«Guerin Meschino», del 29 settembre 1895 e si intitola Aedilita Mediolanensis. Rappresenta Luca Beltrami indica ai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi come decorare la casa di via Santo Spirito 7.

 

Le tavole di Gruner sul rinascimento lombardo

Oltre al riuso e alla “riscoperta” locale del Rinascimento lombardo come modello per l’architettura e decorazione contemporanea, il linguaggio “lombardo” ha un successo anche in Europa, come, solo per fare un esempio interessante, nell’attività di Heinrich Ludwig Gruner (1801-1882). Probabilmente un ruolo fondamentale in questa riscoperta è legato alle possibilità che l’architettura in cotto lombardo fornisce alla moderna società industriale. Non a caso un volume intero di Gruner è dedicato alle terrecotte, facilmente riproducibili in serie e quindi espedienti economici ed eleganti per rivestire di un nuovo rinascimento gli edifici europei.

Nei suoi repertori per ornamenti compaiono in una posizione assolutamente rilevante i seguenti edifici lombardi:

Completamente dedica al cotto lombardo il suo volume del 1867, entro il quale sono disegnati i seguenti edifici:

  • Chiesa di Sant’Eufemia a Pavia (Gruner 1867).
  • Chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia (Gruner 1867).
  • Abbazia di Chiaravalle (Gruner 1867).
  • Chiesa di San Gottardo in Corte a Milano (Gruner 1867).
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine a Pavia (Gruner 1867).
  • Chiesa di San Francesco a Pavia (Gruner 1867).
  • Castello visconteo di Pavia (Gruner 1867).
  • Cattedrale di Crema (Gruner 1867).
  • Chiesa dei Santi Fermo e Rustico a Caravaggio (Gruner 1867).
  • Certosa di Pavia (Gruner 1867).
  • Chiesa di Santa Maria in Strada a Monza (Gruner 1867).
  • Chiesa di San Giovanni Battista a Monza (Gruner 1867).
  • Santa Maria della Croce a Crema (Gruner 1867).
  • Casa a Pavia (Gruner 1867).
  • Castello di Cusago (Gruner 1867).
  • Casa a Pavia vicino all’Ospedale (Gruner 1867).
  • Finestra di una casa a Pavia (Gruner 1867).
  • Bicocca degli Arcimboldi (Gruner 1867).
  • Casa a Santa Maria del Monte sopra Varese (Gruner 1867).
  • Casa a Uboldo vicino a Saronno (Gruner 1867).
  • Finestra di un casino di campagna (Gruner 1867).
  • Casa a Brescia (Gruner 1867).
  • Campanile a Pavia (Gruner 1867).

Per quanto riguarda invece gli affreschi il repertorio di Gruner (1844/1854) è più tradizionalmente legato alla lezione vasariana tosco-romano centrica (Raffaello, ecc.) con un affondo sulla Certosa di Pavia e una tavola dedicata all’aula interna del Monastero Maggiore.

Bibliografia estesa: 

Buck, Vasoli 1989 = Il Rinascimento nell’Ottocento in Italia e Germania/Die Renaissance im 19. Jahrhundert in Italien und Deutschland, a cura di August Buck, Cesare Vasoli, Bologna-Berlin, Il Mulino-Duncker & Humblot, 1989.

Bolzoni, Payne 2018 = The Italian Renaissance in the 19th century. Revision, Revival, and Return, a cura di Lina Bolzoni, Alina Payne, Firenze-Milano, Harvard University Press-Officina Libraria, 2018.

Grieco, Rocke, Gioffredi Superbi 2002 = The Italian Renaissance in the Twentieth Century, a cura di Allen J. Grieco, Michael Rocke, Fiorella Gioffredi Superbi, Florence, Olschki, 2002.

Gruner 1850 = Ludwig Gruner, Specimens of ornamental art selected from the best models of the classical epochs. London, Lean, 1850.

Gruner 1844/1854 = Ludwig Gruner, Fresco decorations and stuccoes of churches and palaces in Italy during the XVth and XVth centuries, London, Murray, 1844; London, McLean, 1854.

Gruner 1867 = Ludwig Gruner, The terra-cotta architecture of North Italy (XIIth-XVth centuries), London, Murray, 1867.

Portebois,Terpstra 2003 = The Renaissance in the Nineteenth Century/ Le XIXe siècle renaissant, a cura di Yannick Portebois, Nicholas Terpstra, Toronto, Centre for Refomation and Renaissance Studies, 2003.