Palazzo di Gualtiero Bascapè a Milano
Edoardo Rossetti
Milano, Porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus.
Milano, Piazza Castello/Foro Bonaparte.
(edificio non più esistente)
Sita sul lato orientale della piazza del castello di Porta Giovia, confinante al palazzo di Ambrogio Ferrari e quindi prossima al palazzo di Marchesino Stanga, la dimora del pittore Cristoforo Moretti passa nel 1486 a Gualtiero Bascapè, favorito del Moro e giudice dei dazi come dote di Lucrezia figlia di Cristoforo e moglie di Gualtiero. Il Bascapè la amplia nel 1492 acquisendo la dimora attigua di Rolando Sassi da Piacenza. Entro la metà del 1494, Gualtiero passa però a vivere con la seconda moglie Paola Landriani nella più prestigiosa e vicina dimora già di Ambrogio Grifi, medico ducale. Confiscato perché fedele alla causa sforzesca, Gualtiero torna in possesso della casa sulla piazza del Castello nel 1505 per destinarla poi in eredità al Luogo Pio di Santa Corona.
Regesto dei documenti:
1486 settembre 5
ASMi, Notarile 1263, Marco Perego.
Nella dote in beni di Lucrezia Moretti moglie di Gualtiero Bascapè è compreso un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus, confinante da un lato con la strada, seu la piazza del castello di Porta Giovia, dall’altro con il fiume Seveso mediante strada, dall’altro con i beni di Ambrogio e fratelli Ferrari, da ultimo con i beni di Andrea da Rho.
1492 maggio 23,
ASMi, Sforzesco 1105.
Il duca approva l’acquisto fatto da Gualtiero Bascapè della casa che il duca Galeazzo Maria aveva donato nel 1475 al suo marescalco Rolando da Piacenza.
1492 maggio 24,
ASMi, Notarile 1878, notaio Antonio Zunico, quaderno 8, c. 8.
Rolando Sassi da Piacenza, figlio del fu Cristoforo, ducale sescalco, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Protaso in Campo intus, vende per il presso di 400 lire imperiali a Gualtiero Bascapè, giudice dei dazi e commissario sul sale, la parte superiore di una casa per 13 braccia e 7 once, contato anche il muro verso la piazza del castello di Porta Giovia e seguendo per linea diritta verso il Nirone per 12 braccia e 7 once, contando ance il pilastro coperto sito sull’angolo verso il Nirone, parte di un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Protaso in Campo intus, confinante da un lato con la piazza del castello, dall’altro con il fiime Nirone mediante lo spazio di terra venduto, dagli altri lati la casa di Gualtiero. Si certifica che la casa era stata donata dal duca Galeazzo Maria Sforza al suo sescalco con documento dato in Pavia il 7 maggio 1475, che il Bascapè ha fatto supplica per acquistare la proprietà il 13 novembre 1491 e che il duca ha approvato alla transazione con lettera data in Pavia il 23 maggio 1492, sottoscritta da Bartolomeo Calco.
1505 febbraio 1
ASMi, Notarile 5526, Martino Scaravaggi.
Paolo Marliani figlio del medico Giovanni, restituisce per il prezzo di 4.000 lire imperiali a Gualtiero Bascapè un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Protaso in Campo intus, con edifici, camere, sala, solai, due corti, pozzo, cantine sotto terra, confinante da un lato con la piazza del castello di Porta Giovia, dall’altro con la strada del Nirone, dall’altro con i beni degli eredi di Ambrogio Ferrari , e da ultimo con i beni della famiglia Meda.
1510 maggio 10; 1510 giugno 27,
ASMi, Notarile 5393, Giovanni Enrico Castiglioni,
I deputati del Luogo Pio di Santa Corona e Battistino Bascapè dividono la casa di Porta Vercellina, parrocchi di San Protaso in Campo intus, e Battistino vende per 1.830 lire imperiali a Gabriele da Tradate la casa detta confinante da una parte con la piazza del castello di Milano, dall’altro con i beni degli eredi di Rolando Marescalchi, dall’altro con i beni della famiglia Ferrari, da un altro lato con il fiume Nirone verso l’Ospizio del Saraceno, e dallultima parte da un lato con la strada dall’altro con i beni delle famiglia Meda.
1510 novembre 13
ASMi, Notarile 2894, Giovanni Francesco Castiglioni.
I deputati del Luogo Pio di Santa Corona vendono a Gabriele da Tradate la restante parte di un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchi di San Protasio in Campo intus, confinante da un lato con la strada mediante il fiume Nirone, dall’altro in parte un piazzolo e in parte con i beni degli eredi di Andrea da Meda, da un altro lato con i beni degli eredi di Ambrogio e fratelli Ferrari, da ultimo con la piazza del castelo di Porta Giovia. I proventi della vendita del palazzo vennero utilizzati per adempiere ai legati testamentari che Paola Landriani aveva disposto a favore di varie sue cugine e cugini (Carcano, Raverti e da Rho).
