Palazzo di Gerolamo Pallavicini a Milano (Palazzo Taverna-Isimbardi)
Edoardo Rossetti
Milano, Porta Orientale, parrocchia di San Babila foris.
Milano, Corso Monforte, 35.
(edificio parzialmente esistente)
Passaggi di proprietà:
- Agostino Rossi, consigliere ducale, ed eredi (ante 1489)
- Gerolamo Pallavicini, vescovo di Novara, ed eredi.
- Pallavicino Fogliani, sua figlia Luigia e Sforza Sforza di Santa Fiora.
- Francesco Taverna, gran cancelliere, ed eredi (1552-1718)
- Fisco (1718-1731)
- Gesualdo Lambertenghi ed eredi (1731-1775)
- Isimbardi (1775-1918)
- Franco Tosi (1918-1935)
- Provincia di Milano
L’edificio nato attorno al 1480 come residenza semiurbana del consigliere ducale parmense Agostino Rossi era costruito attorno a una grande corte porticata attorno alla quale si inserivano padiglioni affacciati sul giardino con una cappella e una grande sale con loggiato. Passato al vescovo di Novara, Gerolamo Pallavicini, costituì uno dei tasselli del complessi sistema residenziale del casato in Porta Orientale. Dalla metà del XVI secolo diventa la residenza semiurbana del gran cancelliere Francesco Taverna.
Regesto dei documenti:
1489 settembre 2,
Milano, porta Orientale, parrocchia di San Babila intus, palazzo Pallavicini di Busseto.
ASMi, Notarile 1869, notaio Antonio Zunico.
Meleadro Sovico figlio del fu Millano, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di Santo Stefano ad Nuxigiam cede il diretto dominio di un sedime in San Babila foris ad Angelo Carissimi da Parma, figlio del fu Antonio, abitante a Milano in Porta Orientale, parrocchia di San Babila intus erede del defunto Agostino Rossi che era stato investito dei detti beni con atto del 1484 febbraio 6 (rogato Francesco Pasquali) e dopo la morte del Rossi il 24 ottobre 1486 (rogato dal notaio milanese Antonio Zunico). La proprietà è descritta «cum coquina una cum suo aquayrolo intus, sareta una cum suis archabanchis, camera una, porta una cum andito suo et cum sua pusterla, saleta una cum scala in capite dicte salete et cum dicta scala que bona fuit versus strata, et ab una parte infrascripte curie magne et cum cancelaria una, et quodam loco curiali, et scala una magna per qua itur in solario, que bona sunt ab una alia parte infrascripta curia magna, et cum camera una cum camarino uno intus fodrata et solata assidibus, studieto uno cum suo visa (?) in forma vestiarii et cum suis archabanchiis, et alia camera, qua sunt ab una alia parte dicte curie, et cum curia una magna cum porticibus suis a duabus partibus, et pontibus a duabus aliis, cum suis columpnis siriciis et cum suis archabanchiis a duabus partibus, et cum alia curia magna in qua sunt porte sue, hostia per que itur in canepam et prestinum infrascriptos ab una parte, et cum alio hostio per quod itur in capelam in volta pictam cum suis breliis et zeloxiis, et cum camera una seu loco uno in qua est furnus, et cum ipso furno, et cum canepa una magna, et cum capela suprascripta in volta ques est ab uno capite suprascripte secunda curia, et cum scala structa per quam itur in solario, et cum sala magna aperta et picta pulcra, cum suis columpnis serrecis respicentem veruss intrasrptum ortum, et cum orto uno murato seu zardino ante dicta sallam cum suis fontana marmorea, pergolis putheo et pavagliono uno et […]». Il tutto per la somma di 2.800 lire imperiali.
1489 settembre 2,
Milano, porta Orientale, parrocchia di San Babila “intus”, palazzo Pallavicini
ASMi, Notarile 1870, notaio Antonio Zunico.
Il reverendissimo marchese Gerolamo Pallavicini, figlio del fu Pallavicino, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Babila intus si accorda con Angelo Carissimi, figlio del fu Antonio, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Babila foris, affinché entro un mese il Carissimi faccia mettere alle grida «sedimen unum magnum, seu plura sedimina simiel se tenentibus iacenti in porte Orientali, parochie Sancti Babille foris Mediolani, ubi dicitur in Monforte, cum suis hedifitiis, cameris, solariis, salis, coquinis, stalis, putheis, locis curialibus et ortis tenetur a plantes, ortis, et aliis suis iuribus et pertinentiis, quibus coheret a duabus partibus strata, ab alia vinea que tenetur per dictum dominum Angelum a monasterio Sancti Dionisiis Mediolani et ab alia heredum quondam domine Caterine de Vicomercato».
1490 marzo 17,
Milano, porta Orientale, San Babila foris, casa del vescovo Gerolamo Pallavicini e fratelli.
ASMi, Notarile 2018, notaio Gabriele Sovico.
L’atto di vendita della casa del defunto conte Galeazzo Bevilacqua è rogato nella casa del vescovo di Novara, Gerolamo Pallavicini alla presenza come testimone del pittore Mathei de Fidelibus filius quondam magistri Antonii, porte Orientalis, parrochie Sancti Pauli in Compedo.
1492 maggio 10,
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62 (Brunetti 2007, pp. 41-42).
Il vescovo Gerolamo Pallavicini acquista da Angelo Carissimi un sedime in porta Orientale, parrocchia di San Babila foris, «ubi dicitur in Monte Forte». Il riferimento è contenuto in un sunto delle vicende del sedime senza la specifica del notaio, il documento originale doveva essere segnato A mentre il testamento del presule del 1497 era il documento B.
1494 giugno 30,
ASMi, Notarile 2374, notaio Guido Bossi.
Testamento di Gerolamo Pallavicini con il quale il vescovo di Novara lega alla chiesa di San Pietro in Gessate una rendita di 100 ducati d’oro annui per quattro messe al giorno, alle figlie di Ludovico Fogliani e Ludovica Pallavicini 500 ducati caduna sia se si sposano che se entrano in religione, a Pallavicino Fogliani suo nipote la casa in cui abito a Milano in Porta Orientale, parrocchia di San Babila foris, a Ludovico Fogliani suo nipote 2.000 ducati d’oro, a Galeazzo, Antonio Maria e Cristoforo Pallavicini suoi fratelli 2 ducati d’oro caduno, erede universale è nominato Ottaviano Pallavicini suo fratello. Tra i testimoni figura Ercole Rusca figlio del conte Giovanni.
1497 ottobre 16,
ASMi, Notarile 2375, notaio Guido Bossi; Ivi, Archivio Taverna, Parte Antica 62; Brunetti 2007, p. 41.
Testamento di Gerolamo Pallavicini con il quale il vescovo di Novara lega alla figlia Bernardina sua figlia 2.000 ducati d’oro, ordina di fare costruire quattro cappelle, tre in chiese milanesi e una nella chiesa di Materno a Lentate che siano intitolate ai santi Gerolamo e Materno, destina alle figlie di Ludovico Fogliani e Ludovica Pallavicini 500 ducati caduna sia se si sposano che se entrano in religione, lascia a Pallavicino Fogliani ogni diritto sulla casa in cui abita sita in San Babila foris, nomina eredi universali Galeazzo, Ottaviano, Antonio Maria e Cristoforo Pallavicini.
1502 novembre 3,
ASMi, Notarile 3445, notaio Antonio Cernuschi.
Gerolamo Pallavicini agente anche a nome di Ludovico Fogliani fa una vendita simulata a Gaspare Brazelli per recuperare 7.000 scudi da versare ai francesi di un sedime, cioè giardino sito in San Babila foris confinante da due lati con la strada e dall’altro con la chiesa di San Pietro in Monforte, e di un sedime in San Fedele confinante con la strada, e con i beni di Bartolomeo da Cemo e di Ludovico Visconti.
1516 ottobre 16, Lione.
ASOM, Archivio Litta 9, doc. 67.
Testamento di Antonio Maria Pallavicini con il quale assegna il giardino di Monforte sito di fronte a quello ora dei figli di Ludovico Fogliani (già di Gerolamo Pallavicini) e di fronte alla prepositura di San Pietro in Monoforte ai frati minori osservanti di Sant’Angelo per costruirvi il nuovo monastero.
1524, Milano.
ASMi, Censo p.a., b. 1520, Estimo.
5.000 ducati, «heredi de li signori Palavicini per la casa et zardino in Monforte». Il documento si riferisce verosimilmente all’altro giardino di proprietà di Antonio Maria Pallavicini.
1520-1540,
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62.
Sunto di quanto occorso al giardino dopo la morte del vescovo di Novara. In particolare si sottolinea il passaggio della proprietà a Pallavicino Fogliani il quale era debitore di Francesco Bernardino da Corte e si fa riferimento alla confisca dei beni fatti dalla camera ducale.
1545 settembre 17, Milano.
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62.
Giuliano Pessina procuratore di Luigia Pallavicini presenta i diritti della stessa sul sedime di Monforte.
1546 ottobre 26, Milano.
ASPr, Famiglie, 352 (Pallavicini 48).
Misura del giardino dell’argrimensore Giuseppe Galimberti che dichiara essere il giardino con i casamenti «rotti» essere di 12 pertiche e 2 tavole, fatto salvo la proprietà attigua già parte dello stesso ora dei Cambiaghi estimato 400 lire alla pertiche che farebbero 4.800 lire.
1549 febbraio 15,
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62; Brunetti 2007, pp. 41-42; ASPr, Famiglie, 352 (Pallavicini 48).
Luigia Pallavicini vince la causa sulla proprietà del giardino di Monforte che gli è assegnato definitivamente.
ca. 1552
ASPr, Famiglie, 352 (Pallavicini 48).
Elenco dei documenti raccolti prima della vendita del giardino di Monforte: sentenza del giardino; petizione fatta da Guglielmo Pusterla; capitoli dell’illustre Gonzaga alla città di Piacenza; misura del giardino di Monforte; memoriale delle investiture Pallavicine; testamento del vescovo di Novara Pallavicino; scripture fatte contro la camera per il giardino; istruzione per quelli di corte; genealogia Pallavicina; procura; privilegi della casa Pallavicini; testamento di Pallavicini Fogliani; memoria del giardino di Monforte.
1552 gennaio 14,
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62; Brunetti, pp. 41-42.
Luigia Pallavicini e Sforza Sforza di Santa Fiora abitanti a Viterbo vendono per il prezzo di 3.650 lire imperiali a Francesco Taverna i casamenti e il giardino di 12 pertiche (8000 metri quadrati) sito in Monforte a Milano in Porta Orientale, parrocchia di San Babila foris. Roga il notaio milanese Aloisio della Croce.
1555 novembre 30,
ASMi, Archivio Taverna, Parte Antica 62
Angela Tagliabò tutrice dei fratelli Cambiaghi vende per il prezzo di 1.400 lire imperiali a Francesco Taverna i diritti dei figli sul sedime già Pallavicini. Roga il notaio Alessandro Sola.
Bibliografia estesa:
Brunetti 2007 = Anna Lucia Brunetti, Palazzo Monforte, in Archivio Taverna. Questi conti Taverni… Storia di una famiglia, di un fiume e di un castello, Milano, Archivio di Stato, 2007, pp. 41-46.
