Palazzo dei Pallavicini di Cortemaggiore a Milano
Edoardo Rossetti
Milano, Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta
(edificio non più esistente)
Regesto dei documenti:
1456 agosto 7,
ASMi, Notarile 330, notaio Gabriele Bulgheroni.
Roberto Sanseverino, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Giovanni sul Muro, retrocede ad Arasmino de Zoppa, figlio del fu Ottolino, agente a nome proprio e di Antonio de Zoppa, suo zio, una casa sita a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Maria alla Porta, confinante da due lati con la strada, dall’altro lato con l’Ospedale di San Giacomo e dall’altro lato con i beni degli eredi di Francesco Zavattari.
1460 agosto 18,
ASMi, Notarile 918, notaio Lazzaro Cairati.
Gregorio, Giovanni e Ambrogio Zavattari, figli del fu Francesco, abitanti a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, avevano venduto a Francesco Maletta figlio del fu Antonio, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, con accesso dalla contrada degli Zavattari, confinante da un lato con la strada, dall’altro con i beni di Francesco Maletta, da un altro lato con l’Ospedale di San Giacomo in parte et in parte con i beni di Francesco Maletta, dall’ultimo lato con i beni di Andrea Caimi.
1460 settembre 2,
ASMi, Notarile 918, notaio Lazzaro Cairati.
I deputati dell’Ospedale di San Giacomo vendono a Francesco Maletta per il prezzo di129 ducati d’oro, 2 lire e 4 soldi, quattro piccoli sedimi siti a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, confinanti da un lato con la cappella dell’Ospedale di San Giacomo, dall’altro con i beni di Andrea Caimi e da ultimo con i beni di Francesco Maletta.
1489 giugno 21, Milano, banco di Niccolò Maggiolini in Porta Orientale, parrocchia del Monastero del Lentasio.
ASMi, Notarile 1936, notaio Antonio Bombelli.
Carlo Arlotti, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, vende a Matteo de Cassinis, figlio del fu Cristoforo abitante a Bargono, diocesi di Parma e ora temporaneamente domiciliato a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, agente a nome di Rolando marchese Pallavicini, un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta con edifici, camere, solai, due cortili, orto, luoghi curiali, stalla, cantine e altre pertinenze, confinante da due lati con la strada, dall’altro lato con l’Ospedale di San Giacomo, dall’altro lato in parte il sedime affittato da Giovanni Platina detto Serizum, e in parte con i beni di magister Giovanni Bergognone e in parte con il successivo sedime descritto; e un secondo sedime sito nella stessa porta e parrocchia confinante da due lati con la strada e dagli altri lati con il sedime grande sopra descritto, più gli arcabanchi che sono in detto sedime, il tutto per il prezzo di 13.400 lire imperiali. Il denaro era dato in deposito nelle mani di Niccolò Maggiolini, figlio del fu Pietro, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Fedele. Si precisa inoltre che la casa era pervenuta a Carlo Arlotti come erede testamentario del defunto Francesco Maletta, mentre la casa era stata precedentemente acquistata da Francesco Pedrictus da Antonio Maletta come da rogito di Giovanni Angelo Galli. Compaiono come testimoni Giovanni Angelo Galli, figlio del fu Nicola, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, Francesco Litta, figlio del fu Ramengo, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Vittore al Teatro, Simone Sovico, figlio del fu Tommaso, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Nicolao foris.
1508 agosto 21,
ASMi, Notarile, b. 3944, notaio Francesco Besozzi;
Bibl.: Rossetti 2019, p. 131, nota 9.
Francesco Maria della Rovere duca di Urbino temporaneamente domiciliato a Milano in porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, nomina come proprio procuratore Goffredo Ferrero. L’atto è rogato nella casa di residenza del duca di Urbino che è chiamata la domus dell’illustrissimo marchese Rolando Pallavicini. Compaiono tra i testimoni il marchese Marco Antonio Pallavicini figlio di Rolando, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, Giovanni Angelo Mirofoli da Seregno [alias Maestro della Pala Sforzesca], figlio del fu Fermo, abitante a Milano in Porta Ticinese, parrocchia di San Fermo, e Alessandro Riva, figlio di Simone, abitante a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Marcellino.
Bibliografia estesa:
Rossetti 2019 = Edoardo Rossetti, Sebastiano Ferrero a Milano: un finanziere sabaudo nel segno della continuità, in Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli (1519-2019), catalogo della mostra (Biella, 18 aprile -18 agosto 2019), a cura di Mauro Natale, Biella-Milano 2019, pp. 120-133.
