Milano, Palazzo Landriani in Borgonuovo

Palazzo di Tommaso Landriani in via Borgonuovo a Milano

 

Disegni Paravicini: BAMi, III.St.E.XIV, volume 24, tavole 49, 50, 51 (numerazione originale cc. 45, 46, 47); S.P.II.217, quaderno 8, cc. 44, 45, 46, 47, 48 (numerazione originale cc. 50r, 51r, 52r, 53r, 54r).

I disegni acquarellati sono all’esposizione di Torino (1884, p. 119, n. 264): «Milano: Cappella di S. Pietro martire a S. Eustorgio – Monumento di S. Pietro martire – Cappella id. – Monumento id. – Casa Grifi – Battistero di S. Satiro – Casa in via Borgonovo – Facciata di Santa Maria presso S. Celso (un album di tavole 58)». Corrisponde probabilmente al volume 24 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 9.

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

 

Per i cambi di proprietà del palazzo si veda ora la dettagliata scheda di Federico Maria Giani e Luca Tosi, in Bernardino Luini 2014, pp. 174-177, n. 29.

A differenza di quanto affermato da Giuseppe Mongeri e dai collaboratori di Felice Calvi, che farebbero risalire la residenza del Landriani in Borgonuovo al 1513, Tommaso abita in San Bartolomeo intus fin dal 29 marzo 1511 (ASMi, Notarile 8341, notaio Aloisio Canali, 1518 dicembre 16), come risulta dal pagamento di un fitto rogato nelle stanze del preposito di Brera Battista Tonsi; quest’ultimo è forse il committente di Luini per l’affresco già in Santa Maria di Brera del 1521 (Ceriana, Quattrini 2003, pp. 33-38; Bruzzese, in Bernardino Luini 2014, pp. 224-228, nn. 45, 46).

Tommaso Landriani amplia il palazzo avvalendosi dei benefici accordati dall’editto sforzesco “in laute hedificare” (17 luglio 1493).

La procedura è avviata nel 1518 facendo esplicito riferimento all’e- ditto (ASMi, Notarile  8341, notaio Aloisio Canali, 1518 ottobre 15) e si chiude solo nel 1521 (ASMi, Notarile 4102, notaio Giovanni Antonio Robbiati, 1521 gennaio 21), ma già dal 1520 i ven- ditori, i fratelli Pachel de Alemagna, figli dello stampatore Leo- nardo, si sono trasferiti altrove.

Sebbene la cessione del palazzo concordata nel 1535 a Giovanni Paolo Sforza non vada a buon fine (ASMi, Notarile 7286, notaio Aloisio della Croce, 1535 settembre 3), nell’edificio prende residenza la vedova dello Sforza, Violante Bentivoglio, e sono dunque gli ambienti di palazzo Landriani quelli menzionati nell’inventario del 1536 (ibid., 1536 marzo 22), quando si enumera una parte delle collezioni già di Alessandro Bentivoglio e Ippolita Sforza (Sacchi 2005, I, pp. 344-345).

 

Regesto dei documenti: 

 

1514 agosto 3, Milano.

ASMi, Notarile 7884, notaio Rizardo Garimberti.

Caterina Quartari figlia del fu Simone e vedova di Pietro vende dei sedimi a Vaprio a Tommaso Landriani figlio del fu Francesco abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus.

 

1518 ottobre 15, Milano.

ASMi, Notarile 8342, notaio Aloisio Canali.

Con mandato dell’ufficio di provvisione del comune di Milano ad istanza di Tommaso Landriani sono chiamati a comparire presso l’ufficio Battista e Francesco Alemanni onde fare stimare la propria abitazione che Tommaso intende comprare per il prezzo di mercato più un quarto secondo l’editto «in favoerm volente laute hedificare in civitate Mediolani». Tra i teste compare Santino da Rosate figlio del fu Alberto abitante a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Nazaro in Brolo intus.

 

1518 novembre 11, Milano.

ASMi, Notarile 8342, notaio Aloisio Canali.

I frati di Santa Maria di Brera hanno ceduto a Tommaso Landriani una casa sita a Milano in Borgonuovo, Porta Nuova, parrocchia diSan Bartolomeo intus per il fitto di 19 lire imperiali su riscontro di un fitto di 30 lire imperiali e deponendo 600 lire, come risulta da un rogito del notaio milanese Rizzardo Garimberti.

 

1519 febbraio 23, Milano.

ASMi, Notarile 8342, notaio Aloisio Canali.

Tommaso Landriani nomina come proprio procuratore Giovanni Antonio Tassi per notificare a Battista e Francesco Alamania il contenuto dell’arbitrato di Pietro Foppa, rogato dal notaio milanese Rizzardo Garimberti venerdì 18 febbraio 1519.

 

1519 maggio 21, Milano.

ASMi, Notarile 8342, notaio Aloisio Canali.

I fratelli Alamania vendono a Tommaso Landriani i miglioramenti di un sedime contiguo alla casa del Landriani.

 

1521 gennaio 8, Milano.

ASMi, Notarile 4102, notaio Giovanni Antonio Robbiati.

Il senatore Giovanni Francesco Marliani figlio del fu Antonio abitante a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Giovanni in Conca vende per il prezzo di 400 lire imperiali a Tommaso Landriani figlio del fu  Francesco, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus il diretto dominio e civile possesso di un sedime sito a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus contingua alla casa di Tommaso con edifici, camere, solai, corte e altre pertinenze confinante da un lato con la strada, dall’altro con la casa di abitazione di Tommaso, dall’altro lato con i beni dei frati umiliati di Brera e da ultimo con i beni di Sasso e fratelli Visconti, beni sui quali prestava un fitto di 16 lire imperiali annue da parte di Leonardo Alamania e dopo la sua morte dai frateii Battista e Francesco suoi figli i quali hanno già ceduto i miglioramenti sui detti beni al Landriani con un documento rogato dal notaio milanese Aloisio Canali del 5 aprile 1520.

 

1535 settembre 3, Milano.

ASMi, Notarile 7286, notaio Aloisio della Croce.

Tommaso Landriani figlio del fu Francesco, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus vende per 12.000 lire imperiali all’illustrissimo Giovanni Paolo Sforza figlio del fu Ludovico olim Mediolani ducis, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Laurenziolo in Torrigio, un sedime sito a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus con edifici camere solai, due corti e orto, seu giardino, e pertinenze confinante da due lati con la strada, da un lato con i beni del preposito e frati di Brera, dall’altro con il sedime piccolo, e più un sedime piccolo contiguo confinante da un lato con la strada e dall’altra con i beni dei Frisiani e da due lati con il sedime grande. Gerolamo Brebbia e Bernardo Scaccabarozzi, uno tesoriere generale e l’altro canepario del censo, assegnano la cifra pattuita sulle entrate del ducato di Milano.

 

1536 marzo 22, Milano.

ASMi, Notarile 7286, notaio Aloisio della Croce.

Sacchi 2005, vol. I, pp. 345-346, nota 92.

Inventario dei beni del defunto Giovanni Paolo Sforza fatto redigere da Violante Bentivoglio sua vedova abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus.

 

Bibliografia estesa: 

Beltrami 1902 = Luca Beltrami, L’antica casa Landriani in via Borgonuovo a Milano, “Rassegna d’arte”, 2 (1902), 11-12, pp. 183-184.

Motta 1898 = Emilio Motta, Giacomo Jonghlinck e Leone Leoni in Milano (nuovi documenti), “Rivista Italiana di Numismatica”, 21 (1898), pp. 75-82.

Rossetti 2014 = Edoardo Rossetti, Con la prospettiva di Bramantino. La società milanese e Bartolomeo Suardi (1480-1530), in Bramantino. L’arte nuova del Rinascimento lombardo, catalogo della mostra (Lugano, Museo Cantonale d’Arte, 28 settembre 2014 – 11 gennaio 2015), a cura di M. Natale, con la collaborazione di E. Rossetti, Milano 2014, pp. 43-79.

Sacchi 2005 = Rossana Sacchi, Il disegno incompiuto. La politica artistica di Francesco II Sforza e di Massimiliano Stampa, 2 voll., Milano, LED, 2005, II, pp. 455-462.

Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.