Casa degli Atellani a Milano
Milano, Porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo foris.
Milano, Corso Magenta, 65.
La Casa Atellani a Milano è un singolarissimo esempio di dimora rinascimentale rielaborata in senso neo-rinascimentale durante i primi anni del XIX secolo a opera di Piero Portaluppi. L’edificio risulta un caso esemplare del recupero dello spirito sforzesco da parte della nuova borghesia industriale milanese. La ricostruzione rientra infatti nel progetto di Ettore Conti di colonizzazione dell’antico quartiere delle Grazie, e con la ristrutturazione della stessa Chiesa di Santa Maria delle Grazie da lui finanziata di diventare una sorta di novello duca di Milano.
Gli Atellani erano stati tra i primi fedelissimi del Moro ad approdare fuori porta Vercellina, oltre a Galeazzo Sanseverino a cui era stato comprato un palazzo già nel 1487. Ludovico Maria Sforza aveva acquistato nel 1490, dai figli del conte Manfredo Landi, e poi donato a Giacometto Atellani, due sedimi con grande giardino, posti di fronte a Santa Maria delle Grazie e coerenti con la strada del borgo e con i beni di San Vittore. Giacometto il nuovo proprietario del palazzo era uno dei camerieri favoriti del Moro e maestro di stalla del duca, sposo di Giacoma Macedonio, una delle damigelle della duchessa Isabella d’Aragona. L’edificio restò di proprietà degli Atellani per quasi tutto il Cinquecento ed è l’unico del borgo fuori porta Vercellina ad avere conservato consistenti tracce del suo passato; come nel caso di altre case sforzesche, il suo prestigio era dovuto al grande giardino (teatro delle scorribande bandelline) e ai suntuosi interni; anonima la fronte dell’edifico in un disegno della fine del XVI secolo di Hendrik Gijsmans (già Anonymous Fabriczy), solo segnata da un portale, che si deve immaginare simile a quelli Mozzanica in corsia dei Servi e Fontana in San Sepolcro.
Uno schizzo del celebre soffitto con le lunette ritraenti i duchi di Milano e l’indicazione «Casa Bianca alle Grazie» si deve ad Alessandro Greppi.
Regesto dei documenti:
1489 aprile 7,
ASMi, Notarile 1936, notaio Antonio Bombelli.
Boniforte della Porta, figlio del fu Pietro, abitante a Milano nel monastero di San Vittore al Corpo, procuratore del cardinale Ardizzino della Porta, cardinale Aleriense dei Santi Giovanni e Paolo, concede a Giorgio de Pisti da Cremona, figlio di Raffaele abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo foris, agente per conto dei conti Corrado, Pompeo e Federico fratelli Landi figli del fu Manfredo, il permesso di vendere un sedime sito a Milano sui terreni del monastero, sedime che Agostino Magni, agente per conto del padre Cristoforo aveva venduto a Antonio de Riuriis, figlio del fu Giovanni, procuratore del conte Manfredo Landi per il prezzo di 4.400 lire imperiali (come risulta dai documenti rogati dai notai Giovanni Gallarati e Antonio Bombelli); ovvero due sedimi siti a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo foris, confinanti il primo con la strada, il secondo sedime, i terreni del monastero di San Vittore e [spazio bianco], il secondo con la strada, il primo sedime, i terreni del monastero di San Vittore, e [spazio bianco].
1490 agosto 23,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 1.
I conti Corrado, Pompeo e fratelli Landi fanno procura ad Antonio de la Riviera e Antonio Bombelli per vendere l’utile dominio e miglioramenti di una casa sita in Porta Vercellina con il consenso dei padri di San Vittore al Corpo al duca di Bari Ludovico Maria Sforza o ad altra persona. Roga il notaio di Piacenza Francesco Barni.
1490 settembre 25, Milano, Castello Sforzesco, in camera magna in terra dove vive Ludovico il Moro.
ASMi, Notarile, b. 4579, notaio Giovanni Angelo Galli; Ivi, Archivio Taverna, b. 67, doc. 2
Antonio della Riviera figlio del fu Giovanni abitante a Piacenza in vicinia di Santa Maria del Tempio agente a nome di Corrado, Pompeo e Federico fratelli Landi, vende per 6.000 lire imperiali a Ludovico Maria Sforza, figlio del duca Francesco, moram traens in castro Porte Iovis due sedimi videlicet uno magno et altero parvo contigui siti in Porta Vercellina parrocchia di San Martino al Corpo foris cui coheret ab una parte strata, ab alia tenetur per Ioannem dictum Merletium de l’Aqua et ab alia tenetur per certos de Camariis et ab alia bona infrascripte abbatie che paga fitto livellario all’abbazia di San Vittore. Compaiono come testimoni Bartolomeo Calco, figlio del fu Giovanni, abitate a Milano in Porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio, e di presente abitante in castello, Antonio Landriani, figlio del fu Accorsio, abitante a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, Bergonzio Botta, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta.
1490 settembre 25, Milano, Castello Sforzesco, in camera magna in terra dove vive Ludovico il Moro.
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 3.
Ludovico il Moro dona a Giacometto Atellani i beni appena acquistati. I testimoni sono gli stessi dell’atto precedente ai quali si aggiungono Gualtiero Bascapè, figlio del fu Battista, abitante a Milno in Porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus, Alberto Feruffini, figlio del fu Filippo, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Nicolao intus, Matteo Trotti, figlio quondam Marco, abitante a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Marcellino, Aloisio Cagnola, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Orientale, parrocchia di San Raffaele. Roga il notaio milanese Giovanni Angelo Galli.
1515,
ASMi, Rogiti Camerali 801.
Apprensio bonorum dei fratelli Atellani.
1557 luglio 8,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 4.
Transazioni e convenzioni tra Annibale Atellani e Barbara Stampa.
1559 gennaio 1,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 5.
Annibale Atellani vende a Camillo Atellani procuratore di Barbara Stampa Atellani una casa con un giardino detto la vigna.
1560 marzo 27,
ASMi, Archivio Taverna, b. 67, doc. 6.
Carlo Atellani iuniore dona a Camillo Atellani suo cugino una casa.
1565 luglio 6,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 7.
Pompeo Cavalieri e Angela Caterina Capella cedono a Carlo Atellani l’utile dominio di una casa.
1595 febbraio 22,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 8.
Ottavio Atellani cede a Antonio Maria Ferrario metà indiviso di un sedime di casa.
1599 febbraio 19,
ASMi, Archivio Taverna 67, doc. 9, 10.
Permuta tra Ottaviano Atellani e monaci di San Vittore al Corpo con reciproca liberazione.
Bibliografia estesa:
Ghilardotti 2015 = Jacopo Ghilardotti, La casa degli Atellani e la vigna di Leonardo, Roma, RaiEri, 2015.
Patetta 1987 = Luciano Patetta, L’ architettura del Quattrocento a Milano, Milano, Clup, 1987, pp. 328-329.
Portaluppi 1922 = Piero Portaluppi, La casa de gli Atellani in Milano, Milano, Bestetti e Tuminelli, 1922.
Rossetti 2016 = Edoardo Rossetti, «In la mia contrada favorita»: Ludovico il Moro e il Borgo delle Grazie. Note sul rapporto tra principe e forma urbana, in Santa Maria delle Grazie: una storia dalla fondazione a metà Cinquecento, a cura di S. Buganza, M.G. Rainini, «Memorie Domenicane», 47 (2016), pp. 259-290.
Rossetti 2019 = Edoardo Rossetti, Un diluvio di appunti. Leonardo, l’Archivio Storico Lombardo e qualche nota inedita su personaggi vinciani (Evangelista da Brescia e Pietro Monte), in «Archivio Storico Lombardo», 145 (2019), pp. 221-247.
Sacchi 2005 = Rossana Sacchi, Il disegno incompiuto. La politica artistica di Francesco II Sforza e di Massimiliano Stampa, 2 voll., Milano, LED, 2005, I, pp. 364-374.
Selvafolta 2018 = Ornella Selvafolta, «Proficue intersezioni»: Ettore Conti e Piero Portaluppi, committente a architetto delle centrali ossolane, in “Oscellana”, rivista Illustrata della Val d’Ossola, a.XLVIII, n.1-4, gennaio 2018, pp. 5-30.
Terraroli 2003 = Valerio Terraroli, Casa degli Atellani, in Piero Portaluppi. Linea errante nell’architettura del Novecento, catalogo della mostra, a cura di L. Molinari, Milano 2003, pp. 34-39.
