Certosa di Pavia
Disegni Paravicini: BAMi, III.St.E.XIV album 18; Ivi, album 19; Ivi, S.P.II.217, quaderno 11, c. 47 (numerazione originale c. 44r).
Tito Vespasiano Paravicini si occupa attivamente della Certosa di Pavia e dei suoi restauri. L’architetto pubblica una serie di articoli in Natura ed Arte. Rassegna quindicinale illustrata italiana e straniera di Scienze, Lettere ed Arti, nn. 15, 22, 24 nell’annata 1892-1893, volume II (giugno-novembre 1893); contributi riuniti in un volume di 39 pagine con 27 illustrazioni dal titolo La Certosa di Pavia (Bellini 2013, p. 233). Il Paravicini non solo realizza importanti disegni del complesso, ma conserva anche un album con fotografie della Certosa (BAMi, III.St.E.XIV, album 17). Tra i disegni sono particolarmente interessanti quelli dei pavimenti (Ivi, album 19).
Molti dei disegni della Certosa fanno mostra di se all’esposizione di Torino del 1884 in particolare «Certosa di Pavia, Chiesa e chiostro (due tavole di prove di stampa e un album di tavole 50)». Corrisponde probabilmente al volume 18 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 3; nonché un «Grande acquarello della Certosa di Pavia (tav. 1)» (Torino 1884, p. 119, n. 266, p. 120, n. 271).
Particolari decorativi di una finestra, dei lavabi della sagrestia e del monumento di Gian Galeazzo Visconti in Paravicini 1878, tavv. 29-34.
Una finestra della facciata della Certosa di Pavia anche in Paravicini 1879, p. 67, fig. 26; pianta generale del complesso e storia del cantiere in Ivi, pp. 157-174 (con molte immagini).
Nel suo Fresco decorations and stuccoes of churches and palaces in Italy during the XVth and XVth centuries del 1844 Ludwig Gruner dedica alla Certosa di Pavia diverse tavole (a parte una dedicata al Monastero Maggiore, sono le uniche sulla pittura affresco lombarda) illustrando: il fronte principale del vestibolo; la facciata nord dello stesso; la facciata sud; il soffitto del vestibolo con una pianta della chiesa; particolari del soffitto della chiesa; la decorazione del soffitto delle cappelle; la decorazione del transetto; e vari dettagli decorativi.
Nell’impossibilità di riassumere tutta la bibliografia sull’edificio si segnala il progetto Carthusia, Codice Diplomatico-Artistico della Certosa di Pavia, Parte prima: dalla fondazione all’ultimo duca Sforza (1396-1535), coordinato da Beatrice Bentivoglio Ravasio, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia (anni 2007-2018), con la supervisione scientifica di Stefania Buganza. A breve saranno editi diversi materiali derivati dal progetto a cura di Stefania Buganza.
Bibliografia estesa:
Tito Vespasiano Paravicini, Die Renaissance-Architektur der Lombardei. L’architettura del Risorgimento in Lombardia. L’architecture de la Renaissance en Lombardie, Dresden, Gilbers, 1878.
Tito Vespasiano Paravicini, Le arti del disegno in Italia. Storia e critica, III. L’Evo Moderno, Milano, Vallardi, 1879.
Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.
