Convento di Santo Spirito a Milano, ovvero di Santa Caterina di Rancate
Disegni Paravicini: BAMi, III.St.E.XIV, volume 31, tavola 11 (numerazione originale tavola 8); Ivi, S.P.217, quaderno 7, cc. 27-28.
Disegni di una porzione del portico, dei capitelli e di uno stemma recante l’impresa della famiglia Bolla.
I disegni sono all’esposizione di Torino (1884, p. 119, n. 263): «Milano: Chiesa nel monastero di Aurona – Portico del convento di S. Spirito – Casa in via Torino n. 10 e 12 – Chiesa del giardino – Camino ora al Museo Poldi Pezzoli _ Porta della casa via San Romano n. 17 – Portico della Canonica di S. Ambrogio – Casa Rabbia sulla piazza S. Sepolcro – Lazzaretto – Casa lungo il Naviglio di S. Sofia (un album di tavole 40)». Corrisponde probabilmente al volume 31 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 17.


©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio
Il convento delle orsoline di Santo Spirito che da il nome alla via di Milano tra via Montenapoleone e via della Spiga è fondato nel 1296 come comunità femminile umiliata denominata Santa Caterina in Borgo di Rancate. Nel 1472, il cenobio passava all’ordine agostiniano unito al monastero di Sant’Ambrogio di Carugate, mentre nel 1498 vi confluivano anche le monache di San Vittorello, cistercensi. A seguito di una serie di scandali che portarono il Senato di Milano a definire le monache «prostitutae laicae» e il cenobio un lupanare, nel 1539 il cenobio fu soppresso e unito a Santa Caterina alla Chiusa, mentre l’edificio passava agli umiliati di Santo Spirito di Porta Vercellina che avevano il loro complesso demolito a causa dei lavori di fortificazione del castello. A compromettere le riforme monastiche nel cenobio fu la famiglia Bolla che con le badesse Modesta e Paola avevano condizionato la vita della comunità monastica per sessant’anni (Chabod 1971, pp. 231-241; Chittolini 2021, pp. 230, 241, nota 27). Un elenco di religiose guidate da Paola Bolla si trova in ASMi, Notarile 3264, notaio Giovanni Ambrogio Maestri, 1507 novembre 12. Il toponimo «in Burgo Ranchate», Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus compare in questo documento e in altri riguardanti transazioni immobiliari di beni prossimi al monastero (Ivi, 1869, Antonio Zunico, 1489 agosto 22: sedime di Marco e Ambrogio de Prederiis di proprietà di Giovannina Montorfano; Ivi, 3116, notaio Benedetto Lombardi, 1491 maggio 14, beni di Santa Caterina di Biassono cofinanti con il sedime de Prederis).
Bibliografia estesa:
Chabod 1971 = Federico Chabod, Il ducato di Milano e l’impero di Carlo V1. Lo Stato e la vita religiosa a Milano nell’epoca di Carlo V, Torino, Enaudi, 1971.
Chittolini 2021 = Giorgio Chittolini, La Chiesa Lombarda. Ricerche sulla storia ecclesiastica dell’Italia Padana (secoli XIV-XV), Milano, Scalpendi, 2021.
Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.
