Milano, Palazzo Carmagnola Dal Verme

Palazzo Carmagnola, Dal Verme, Sforza-Gallerani, Ferreno a Milano

Edoardo Rossetti

Disegni Paravicini: BAMi, S.P.II.217, quaderno 1, cc. 11-12 (numerazione originale cc. 8r, 9r).

Disegni della corte e particolare di alcuni capitelli realizzati il 9 giugno 1873.

 

Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara e parrocchia di San Nazzaro alla Pietrasanta

Milano, via Broletto, 7 (CONSOB); via Rovello, 2 (Piccolo Teatro)

 

Passaggi di proprietà:

  • ante 1429, Francesco Bussoni, conte di Carmagnola
  • 1432-1481, eredi del conte di Carmagnola
  • (1468-1485, conte Pietro Dal Verme)
  • 1491-1499, Cesare Sforza e Cecilia Gallerani
  • 1499-1503, Louis de Luxemburg de Ligny
  • 1504-1505, Charles Chaumont d’Amboise
  • 1505-1512, Sebastiano Ferrero, generale delle finanze
  • 1512-1515, Battista Visconti ed eredi di Pietro Dal Verme (affittato ad Alessandro Bentivoglio e a Ippolita Sforza)
  • 1515-1519, Sebastiano Ferrero e suoi eredi
  • post 1519, comune di Milano

 

Bibliografia: Sant’Ambrogio 1891; Caffi 1881; Baroni 1968, vol. I, pp. 381-393; Patetta 1987, pp. 300-304; Shell Sironi 1992, pp. 47-66; Rossetti 2014; Rossetti 2019.

 

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

 

Sul palazzo Carmagnola si rinvia a  E. Rossetti, Il palazzo Carmagnola-Del Verme Sforza-Ferrero-Visconti a Milano, in Museo d’Arte Antica…, III, 2014, pp. 436-438; G. Gorio, schede 1390-1409, ivi, 2014, pp. 438-448.

Una pianta assai dettagliata del complesso risalente al 1804-1805 utile anche per definire la forma degli spazi originali della costruzione si trova in ASMi, Genio Civile 3146; per la quale si rinvia a Repishti 2011.

 

 

Ricostruzione a cura di Edoardo Rossetti.

Ricostruzione a cura di Edoardo Rossetti.

 

Regesto dei documenti:

 

1429 settembre 8, Chiari.

ASOM, Residui archivio eredità 2, c. 59, notaio Martino Gavazzi.

Bibl.: Canetta 1881, p. 615; Baroni 1968, vol. II, p. 383, doc. 961.

Testamentum

Il conte Francesco Visconti, dictus Carmagnola, testando lascia alla moglie Antonia partem domus suae Mediolani que est deversus stratam Solatam usque ad zardinum, si erit completa et perfecta, et si non erit completa, quod habet illam partem domus predictae que est ab alia parte […].

 

1463 luglio 13, Milano.

Notaio Damiano Marliani (il documento non si conserva in ASMi, Notarile 1111; se ne conosce l’esistenza per le copie successive).

Canetta 1881, p. 609.

Il conte Pietro dal Verme, figlio del fu Luchino, agente a nome della madre Luchina, Francesco Visconti, figlio del fu Battista, agente a nome della moglie Elisabetta, Bernabò Sanseverino, figlio del fu Aloisio, agente a nome della moglie Margherita, e Francesco Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, agente a nome di sua madre Antonia, eredi del conte Carmagnola affidano a Giovanni Solari, Pietro Cernuschi e Giacomo Ricci, ingegneri, la stima della domum magnam relictam per suprascriptum quonfam magnificum comitem Carmagnolam.

 

1463 luglio 29, Milano.

Notaio Damiano Marliani (il documento non si conserva in ASMi, Notarile 1111; se ne conosce l’esistenza per le copie successive).

Canetta 1881, pp. 609-610; Baroni 1968, vol. II, pp. 383-384, nota 1.

Arbitrariamenta

Descrizione della casa del conte Carmagnola realizzata da Giovanni Solari, Pietro Cernuschi e Giacomo Ricci descritta come «… domus magna …  sita in civitate Mediolani quid in parochia Sancti Thome et quid in parochia Sancti Nazarii ad Petram sanctam porte Cumane Mediolani, que est cum quam pluribus edifitiis, sediminibus, horto in medio dictorum sediminum, sala pulcra super ipso horto, porticibus, salis, suprasalis, cameris, solariis, viridariis, canepis, putheis, locis curialibus, stallis, coquinis, portis maestris duabus et alliis suis iuribus et pertinentiis, cui toti domui et seu quibus omnibus bonis coheret ab una parte strata maestra appellata strata Solata, ab alia strata maestra deversus ecclesiam Sancti Nazarii ad Petram sanctam predictam, ab alia in parte domini Ioannis Antonii de Vicomercato filii quondam spectabilis domini Conradini, in parte domini Petri de Molteno et in parte Ioannis de Sancto Petro stagnari, ab alia in parte tenetur per spectabilem dominum Carolum de Cremona, in parte domini Ioannis Antonii de Taliabobus et in parte dicti domini Agustini de Terzago, et istis tribus proximis coherentiis mediante strictolo et seu accessio ac etiam in parte prefati domini Agustini de Terzago et ab alia tenebatur ad libellum per magistrum Agustinum de Landriano a Marco et Laurentio fratribus de Vicomercato».

 

1468 marzo 28, Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, casa di Giovanni Melzi.

ASMi, Notarile 1723, notaio Maffeo Suganappi.

Divisio et pacta

Agostino Terzaghi, Damiano Marliani e Giovanni Corio, eletti come arbitri delegati dalle parti, provvedono alla divisione dei beni tra le sorelle Luchina, Margherita, Elisabetta Visconti Francesco e Giovanni Antonio Castiglioni, e Aloisio e Battista Castiglioni.

 

1470 aprile 3, Milano.

ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani; ASCMi, Località milanesi 53 (in copia).

Pacta et investitura

A seguito dell’inadempienza di Luchina Visconti dal Verme, che non ha corrisposto la somma di 3.000 fiorini che si era impegnata a versare alla sorella Antonia Visconti Castiglioni entro quattro anni per la cessione della parte anteriore della casa paterna prospettante la contrada di San Nazaro alla Pietrasanta (come da rogito dei notai milanesi Maffeo Suganappi e Antonio Terzaghi datato 28 marzo 1468), i fratelli Castiglioni, figli del fu Guarnerio ed eredi della defunta Antonia hanno intentato causa contro la zia Luchina affinché tutta la parte anteriore della casa del nonno, conte Carmagnola, cum toto orto inclusive, resti di proprietà dei fratelli Castiglioni, mentre reliquia pars posterio dicte domus, vidilicet versus stratam Solatam, a dicto orto dicte domus exclusive, et dimitendo ipsium ortum dictis de Castiliono, debeat permanere in parte sua prefata magnifice domine Luchine. Stabilendo nuovi accordi Francesco Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, e Battista Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Giovanni sul Muro, agente a nome proprio e a nome dei fratelli Aloisio e Giovanni Antonio, tutti figli ed eredi della defunta Antonia, affittano a Beltramino da Castelletto, figlio del fu Giovanni, cancelliere di Luchina Visconti dal Verme, agente a nome della stessa Luchina e di suo figlio Pietro dal Verme, la parte posteriore predicte domus de qua ut supra, videlicet ab orto exclusive recto versus stratam Sollatam per un canone annuo di 150 fiorini, mentre Luchina e Pietro si impegnano a versare ai fratelli Castiglioni i 3.000 fiorini pattuiti entro otto anni, a completa soluzione dei 6.400 fiorini a loro dovuti.

 

1475 settembre 25, Milano, porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo, casa di Lancellotto del Maino.

ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani.

Venditio

Lancellotto del Maino figlio del defunto Ambrogio abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo vende per il prezzo di 600 lire imperiali a Giacomo de Sabadinis da Caravate, figlio del defunto Antonio, abitante al castello di San Giovanni, episcopato di Piacenza, agente a nome del conte Pietro dal Verme, il diritto di esigere una porzione di un fitto livellario del canone annuo di 150 fiorini su una parte della domus appellata domus magnifici comitis Carmagnole ab orto exclusive retro versus stratam Solatam un tempo di proprietà di Francesco Castiglioni ed ora donata al del Maino dal duca di Milano a causa della ribellione e confisca del Castiglioni.

 

1475 settembre 25, Milano, porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo, casa di Lancellotto del Maino.

ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani.

Venditio et confessio

Lancellotto del Maino figlio del defunto Ambrogio abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo vende per il prezzo di 1.400 lire imperiali a Giacomo de Sabadinis da Caravate, figlio del defunto Antonio, abitante al castello di San Giovanni, episcopato di Piacenza, agente a nome del conte Pietro dal Verme, il diritto di esigere una porzione di un fitto livellario del canone annuo di 150 fiorini su una parte della domus appellata domus magnifici comitis Carmagnole ab orto exclusive retro versus stratam Solatam un tempo di proprietà di Francesco Castiglioni ed ora donata al del Maino dal duca di Milano a causa della ribellione e confisca del Castiglioni. Contestualmente Lancillotto del Maino confessa di avere ricevuto 2.000 lire dal tesoriere ducale Antonio Landriani, figlio del fu Accorsio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, come pagamento delle due cessioni fatte al conte Pietro dal Verme.

 

1475 settembre 27, Milano, porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo, casa di Lancellotto del Maino.

ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani

Venditio et confessio

Lancellotto del Maino figlio del defunto Ambrogio abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo vende per il prezzo di 1.356 lire imperiali a Giacomo de Sabadinis da Caravate, figlio del defunto Antonio, abitante al castello di San Giovanni, episcopato di Piacenza, agente a nome del conte Pietro dal Verme, il diritto di esigere una porzione di un fitto livellario del canone annuo di 150 fiorini su una parte della domus appellata domus magnifici comitis Carmagnole ab orto exclusive retro versus stratam Solatam un tempo di proprietà di Francesco Castiglioni ed ora donata al del Maino dal duca di Milano a causa della ribellione e confisca del Castiglioni. Contestualmente Lancillotto del Maino confessa di avere ricevuto 1.356 lire dal tesoriere ducale Antonio Landriani, figlio del fu Accorsio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, come pagamento della cessione fatta al conte Pietro dal Verme.

 

1475 settembre 27, Milano, porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, casa del tesoriere ducale Antonio Landriani.

ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani.

Venditio et confessio et promissio

Lancellotto del Maino figlio del defunto Ambrogio abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo vende per il prezzo di 1.044 lire imperiali a Giacomo de Sabadinis da Caravate, figlio del defunto Antonio, abitante al castello di San Giovanni, episcopato di Piacenza, agente a nome del conte Pietro dal Verme, il diritto di esigere una porzione di un fitto livellario del canone annuo di 150 fiorini su una parte della domus appellata domus magnifici comitis Carmagnole ab orto exclusive retro versus stratam Solatam un tempo di proprietà di Francesco Castiglioni ed ora donata al del Maino dal duca di Milano a causa della ribellione e confisca del Castiglioni, nonché il pleno iure de parte et portione dicte domus, vidilicet partis anterioris già spettante a Francesco Castiglioni per una somma stabilita secondo l’accordo rogato dal notaio di Voghera Pietro de Busco. Contestualmente Lancillotto del Maino confessa di avere ricevuto 1.044 lire come pagamento della cessione fatta al conte Pietro dal Verme, avendo promesso il tesoriere ducale Antonio Landriani, figlio del fu Accorsio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, di pagare un debito di Lancillotto del Maino verso Giacomo Cusani, figlio del fu Protasio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Marcellino, agente anche a nome di suo fratello Cristoforo Cusani.

 

1491 marzo 14, Milano.

ASCMi, Località Milanesi 53, Summarium, cc. 10-11, notaio Francesco Omati.

Sententia

Il Giovanni Enrico Pecchi definisce i diritti sulla proprietà del palazzo del conte Dal Verme.

 

1491 aprile 7, Milano.

ASMo, Ambasciatori Milano 6, Gian Giacomo Trotti al duca di Ferrara.

Bibl.: Baroni 1968, vol. II, p. 384, doc. 962; Patetta 1987, p. 301.

[…] il terzo giorno de Pasqua me menette cum lui a la casa che fo del conte Petro dal Vermo dove il fece venire alchuni inzegneri per reconzarla et redurla per la Cecilia, sua femina, perchè le gli vada a stare, facto ch’el habia figlioli, la qual fa venire a Milano cum intentione de non se la menare più dredo et andarla deponendo, secondo ch’el mi dice essere suo total pensiero si sic erit. Ma sia come se volgia, tra la casa, il mobile, soglie et dinari l’harà la valuta de più de xxv mila ducati d’oro […].

 

1491 maggio 20, Milano

ASCMi, Località Milanesi 53, notaio Antonio Terzaghi.

Bibl.: Baroni 1968, vol. II, pp. 386-391

Venditio

Marchesino Stanga, figlio del fu Cristoforo, segretario ducale, agente a nome di Ludovico Maria Sforza acquista per la somma di 5.987 lire imperiali e 2 soldi da Aloisio Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, una quarta parte pro indivixo del palazzo del conte Pietro dal Verme intrando de versus Sanctum Nazarium, in longitudine, latitudine et altitudine, eundo usque ad ortum intrascripti sediminis inclusive et cum dicto toto orto inclusive.

 

1491 giugno 6, Milano

ASCMi, Località Milanesi 53, notaio Antonio Terzaghi.

Bibl.: Baroni 1968, vol. II, pp. 386-391

Venditio

Marchesino Stanga, figlio del fu Cristoforo, segretario ducale, agente a nome di Ludovico Maria Sforza acquista per la somma di 6.911 lire imperiali, 4 soldi e 8 denari da Giovanni Antonio  Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, una quarta parte pro indivixo del palazzo del conte Pietro dal Verme intrando de versus Sanctum Nazarium, in longitudine, latitudine et altitudine, eundo usque ad ortum intrascripti sediminis inclusive et cum dicto toto orto inclusive.

 

1492 marzo 21, Milano

ASMi, Sforzesco 1103.

Bibl.: Covini 2008, p. 102

Cecilia è in anticamera davanti al camino insieme a certe monache beretine, ossia umiliate

 

1493 febbraio 17, Milano.

ASFD, Giornale di cassa 1493, 847, c. 11v.

Bibl.: Shell Sironi 1992, p. 66, nota 93.

Pro illustrissimo et excellentissimo domino domino duce nostro Mediolani Ludovico Marie Sfortia Vicecomite capitulo marmoris, pro pretio centenariorum centum quinquaginta unius marmoris fini dati magistro Iohanni de Busti ducali ingeniario in partitis duabus, pro ponendo in opere in domo domine Cicilie Pergamine in anno proxime preterito 1493, die xxi maii a soldis xvii pro centenario, mandato facto sub die xvi februarii suprascripti in summa libras centum viginti octo et soldos novem imperialium, vidilicet libre cxxviii, soldos viiii.

 

1493 giugno 15, Milano.

ASCMi, Località Milanesi 53, notaio Antonio Terzaghi.

Bibl.: Baroni 1968, vol. II, pp. 386-391

Venditio

Marchesino Stanga, figlio del fu Cristoforo, segretario ducale, agente a nome di Ludovico Maria Sforza acquista per la somma di 5.987 lire imperiali, 2 soldi e 2 denari da Battista  Castiglioni, figlio del fu Guarnerio, una quarta parte pro indivixo del palazzo del conte Pietro dal Verme intrando de versus Sanctum Nazarium, in longitudine, latitudine et altitudine, eundo usque ad ortum intrascripti sediminis inclusive et cum dicto toto orto inclusive.

 

1493 settembre 26,

ASMi, Notarile 4580, Giovanni Angelo Galli,

Bibl.: Cairati 2016, p. 81, nota 48.

Antonio Bodio da Lonate e Pietro Castoldi citano in giudizio Battista Alberti da Abbiategrasso perché quest’ultimo non ha effettuato i lavori alla gronda del palazzo verso via Broletto (con lavori di cui è prevista la stima da aprte di Giovanni da Busto) come era stato previsto da precedenti patti.

 

1493 dicembre 2, Milano.

ASMi, Notarile 3208, notaio Giovanni Giacomo Scaravaggi.

Bibl.: Schofield-Sironi 1997, pp. 160-161, pp. 178-179, doc. IV.

Pacta et conventiones

Il monaco Alberto de Tutis, agente come procuratore del monastero di Santa Maria di Chiaravalle, si accorda con magister Brunoro Missaglia, figlio del fu Cristoforo, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di Santo Stefano in Brolio intus, per dare esecuzione ai patti intercorsi tra il lapicida l’abate Agostino Sansoni con i quali si prescrive che […] li capitelli sarano cum il suo nascimento de marmoro bastardo il quale nascimento sia lavorato secondo il desegno ha fato magistro Iohanne Iacobo [***] (verosimilmente il Dolcebuono) ingegnere de alteza de oncie sei; li capiteli sarano lavorati secondo sono il secondo e il terzo de quelli che noviter sono posti in opere in Sancto Ambrosio verso Sancto Francesco e quando non fosse possibile lavorarli in quella forma, al meno che il pegio lavorato sie de la perfectione del più bello de quelli sono in la stantia dove sta madona Cicilia che sono de marmoro bastardo, li quali capitelli in tavola sarano oncie quatuordeci et alti undeci almeno.

 

1494 marzo 28, Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa del notaio Giovanni Francesco Castiglioni.

ASMi, Notarile 2887, notaio Giovanni Francesco Castiglioni

Pacta et societas

Magister Battista Alberti da Abbiate, figlio emancipato di Silvestro, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Giovanni sul Muro, e magister Giovanni Marliani, figlio del fu Taddeo, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Vittore al Teatro, stringono società con magister Filippo Stramiti, figlio del fu magistri Bartolomeo, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia si San Giorgio al Palazzo, per collaborare nei lavori lignei appaltati a Battista Alberti dagli agenti del duca di Bari da realizzasi nella casa di Cesare Sforza nuncupata domus comitis Petri del Verme, accordandosi affinché l’Alberti anticipi 20 lire imperiali al Marliani e allo Stramiti rispetto alle 100 lire da lui già ricevute.

 

1495 marzo 11, Milano.

ASMi, Registri ducali 199, c. 33.

Bibl.: Beltrami 1894, p. 489.

Ambrosino Ferrario, commisario generali munition et laborer

Desiderando che li laborerii principiati in questo nostro castello ne la casa del signore Cesare nostro carissimo fiolo et le artigliarie ordinate se forniscano con omne solicitudine et studio in fare che el tuto se facia rpesto et a nostra soddisfactione e quando mancasse el modo del dinaro, sollicitarai Burgontio perché li havemo comisso provedere ad quanto serà expediente cum avisarne una volta la septimana de quanto se farà, a ciò nel tempo staremo absenti da quesa cità sapiamo chi sarà diligente o negligente ne le cose predicte, et drizarai le littere in mane de Dioniso Confanoniero nostro cancellero.

 

1495 marzo 24, Milano.

ASMi, Piazzeforti, castello di Porta Giovia.

Bibl.: Beltrami 1894, p. 491.

[…] El camarino de la illustrissima madona duchessa vostra conserte solicitarò che sia anche luy fornito presto, e li farò fare el sollo de quelli quadretini erano nella sala aperta sopra l’orto de la casa del signor Cesaro. Alla casa del prefato signor Cesaro si attende a farli fornire le gronde et el resto se ha far nel cortile grande, e quando se acaderà a far in dicti lavorii, la illustrissima signoria vostra ogni septimana sarà avisata.

 

1495 novembre 3, Milano.

ASMi, Notarile 4581, notaio Giovanni Angelo Galli.

Baroni 1968, vol. II, p. 385, doc. 964.

Pacta et conventiones

Antonio Bodii da Lonate, figlio del fu Ambrogio, e Pietro Castoldi, figlio di Ambrogio, entrambi abitanti a Milano in porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, magistri a muro impiegati dal duca di Milano per la costruzione della casa che fu del defunto conte Pietro dal Verme de versus stratam Sollatam, fanno patti con il magister Battista Alberti, figlio emancipato di Silvestro, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, magister a lignamine, per collaborare nel cantiere, in particolare per i lavori di completamento di totam grondam totius curtilis de intus de versus dictam stratam Sollatam. Il Bodio e il Castoldi si impegnano a versare all’Alberti 200 lire imperiali rispetto alle 2.000 lire ricevute da Marco Antonio Cagnola agente per conto del duca.

 

1495 dicembre 5,

ASMi, Notarile 4581, Giovanni Angelo Galli,

Bibl.: Cairati 2016, p. 81, nota 48.

Gli agenti della camera ducale versano un acconto ad Antonio Bodio da Lonate e Pietro Castoldi.

 

1496 aprile 7,

ASMi, Notarile 4581, Giovanni Angelo Galli,

Bibl.: Cairati 2016, p. 81, nota 48.

Gli agenti della camera ducale saldano i crediti di Antonio Bodio da Lonate e Pietro Castoldi per un totale di 2.000 lire imperiali.

 

1496 settembre 14.

Sanudo 1969-1979, vol. I. p. 147, col. 304.

Bibl.: Baroni 1968, vol. II, p. 385, doc. 965; Shell Sironi 1992, p. 66, nota 94.

Et introrono dicti nostri oratori [Antonio Grimani e Marco Antonio Moresini] in Milano, magno spectante populo, et alozorno nel palazo che fo del conte Pietro dal Vermo, nunc donato per il ducha al signor Cesaro suo fiol natural, nato da madona Cecilia, la qual foe sua favorita et è viva, et sta nel dito palazo non ancora compito di fabricar, et è maridata nel conte Lodovico dal Bergamino.

 

1497 luglio 31, Milano, Corte dell’Arengo, camera della tesoreria enerale.

ASCMi, Località milanesi 53 (in copia), notaio Antonio Bombelli.

Venditio et datum insolutum

Il tesoriere Antonio Landriani, figlio del fu Accorsio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, e il giudice dei dazi Gualtiero Bascapé, figlio del fu Battista, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Giovanni sul Muro, agenti a nome del duca Ludovico Maria Sforza Visconti vendono a Giovanni Antonio da Saronno, figlio del fu Berto, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di Sant’Andrea alla Pusterla Nuova, una parte del dazio della macina della città di Milano pari al reddito annuo di 63 lire imperiali e 17 soldi come pagamento pro una domo, seu quodam sedimen ipsius Iohanni Antonii derupta seu derupto et unita seu unito cum domo magna que fuit quondam magnifici comitis Petri del Vermo.

 

1505 novembre 18, Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus, casa di Carlo d’Amboise

ASMi, Notarile 2923, notaio Bartolomeo Pagani; ASCMi, Località milanesi 53 (in copia).

Venditio

Carlo d’Amboise, signore di Chaumont, gran maestro e marescalco di Francia e luogotenente generale citra montis del re di Francia e duca di Milano, figlio del fu Carlo, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus, vende per il prezzo di 25.000 lire imperiali a Francesco Beolco, maestro delle entrate ordinarie, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Giorgio al Pozzo bianco, il sedime a lui donato dal re di Francia, sito a Milano in porta Comasina, parte nella parrocchia di San Tommaso in Terramara e in Croce dei sicari, e parte nella parrocchia di San Nazzaro alla Pietrasanta, con patto di versare 14.000 lire imperiali entro la prossima festa di Pasqua, tenendo conto che in questa rata sono calcolate le 3.000 lire imperiali dovute al Beolco per quanto da lui anticipato per i lavori eseguiti sul Naviglio grande, e le restanti 11.000 lire entro la successiva festa di San Martino, impegnandosi a estinguere ogni carico gravante sulla proprietà, a cederla al generale delle finanze Sebastiano Ferrero e ad ottenere conferma regia della transazione.

 

1505 novembre 24, Milano.

ASMi, Notarile 5177, notaio Paolo Carcani.

Introytis

Apprensione dei beni venduti da Charles d’Amboise.

 

1506 febbraio 3, Milano, Broletto Nuovo, palazzo di Giustizia, seu Credentie.

ASCMi, Località milanesi 53 (in copia).

Contradictio

Davanti a Giacomo Crotti, vicario dell’ufficio di provvisione del comune di Milano, compare nella causa contro Francesco Beolco Giovanni da San Pietro, figlio del fu Antonio, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei sicari, dichiarando di abitare accanto alla casa oggetto del contenzioso verso la chiesa di San Tommaso e asserendo che durante i lavori fatti realizzare nella casa dal duca Ludovico Maria Sforza, contro la volontà del vicino era stato innalzato il tetto della casa del conte Pietro dal Verme con danno allo ius dominii a tecto domus vantato da Giovanni da San Pietro.

 

1506 febbraio 5,

ASMi, Notarile 5177, notaio Paolo Carcani.

Protestatio dei vicini ed ex proprietari del palazzo venduto da Charles d’Amboise a Francesco Beolco.

 

1506 febbraio 19,

ASMi, Notarile 5177, notaio Paolo Carcani.

Protestatio dei vicini ed ex proprietari del palazzo venduto da Charles d’Amboise a Francesco Beolco.

 

1506 marzo 3,

ASMi, Notarile 5177, notaio Paolo Carcani.

Protestatio dei vicini ed ex proprietari del palazzo venduto da Charles d’Amboise a Francesco Beolco.

 

1506 marzo 6, Milano.

ASCMi, Località milanesi 53 (in copia).

Cride

I maestri delle entrate straordinarie fanno pubblica grida imponendo ai notai o ai singoli cittadini di consegnare entro i prossimi quindici giorni e sotto pena di 100 ducati tutti i documenti in loro possesso relativi alla casa nominata la casa dil conte Petro del Verme, sive dil conte Cremagnola, che è metuta in porta Comasina, in parochia parte di San Tomaso in Terra amara et in Croce de lighe, et parte in parochia di San Nazaro de Petrasanta de Milano, overo parte di quella casa, aut d’alcun altre case, sedimini, edifitii, o rason contigue a detta casa, overo parte di quille.

 

1506 marzo 6,

ASMi, Notarile 5177, notaio Paolo Carcani.

Protestatio dei vicini ed ex proprietari del palazzo venduto da Charles d’Amboise a Francesco Beolco.

 

1506-1507,

ASCMi, Località Milanesi 53.

ASMi, Uffici civici 169.

Bibl.: parzialmente trascritto in Baroni 1968, vol. II, doc. 967, pp. 386-391.

“Summarium processus in litteratura antiquissima factum pro Magno Magistro Franciae, per quod probatur domum Broletti fuisse acquisitam ab illustrissimo et execellentissimo domino domino Ludovico Maria Sfortia Vicevomite duce Mediolani, et eam possedisse usque ad adventum regis Gallorum”.

 

1507 settembre 22,

ASMi, Notarile 3945, notaio Francesco Besozzi.

Tenuto conto che Francesco Beolco aveva un credito di 7.800 lire imperiali verso Sebastiano Ferrero occasione del fitto della domus di Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, Sebastiano Ferrero cede a Francesco Beolco la casa che Sebastiano Ferrero aveva acquistato da Simone Arrigoni sita in Porta Orientale, parrocchia di San Baila intus sulla quale si presta un fitto di 24 lire alla Scuola di Santa Caterina in San Nazaro in Brolo (secondo un accordo rogato da Stefano da Saronno e da Francesco Besozzi), descritta come un sedime con edifici, camere, solai, cortili, pozzo e altre pertinenze, confinante da un lato con la strada, dall’altro con i beni di Antonio Corradi in parte e in parte con i beni di Stefano Archinto, dall’altro con i beni di Giovanni Antonio Casati in parte e in parte con quella degli eredi di Aloisio Marliani, dall’altro lato in parte con i beni di Aloisio della Croce e in parte con i beni degli eredi di Bernardino della Gazzada in parte con i beni di Cristoforo Annoni. Contestualmente dopo questo datum in solutum Francesco Beolco dichiara di avere ricevuto 10.000 lire imperiali e le restanti 2.200 lire imperiali sono considerate un acconto per la promessa di vendere a Sebastiano Ferrero per il prezzo di 25.000 lire imperiali un sedime, cioè più sedimi siti a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, seu San Nazzaro alla Pietrasanta, ubi dicitur in strada Solata, con curia e stalle e curia per stalle e un’altra porta verso la contrada di San Nazzaro, confinante da due parti con la strada, dall’altra con i beni dei magnifici Corrado e fratelli Vimercati in parte i beni di Ambrogio da Novate e di Elena da Molteno sposi, in parte con i beni di Antonio e Ambrogio fratelli da San pietro, dall’altro lato con gli eredi del defunto Biagio Terzaghi e in parte con un accesso.

 

1509 settembre 22, Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei sicari e San Nazzaro alla Pietrasanta, casa di Sebastiano Ferreri.

ASCMi, Località milanesi 53 (in copia).

Venditio

Sebastiano Ferreri acquista defintivamente la casa che Charles d’Amboise aveva venduto a Francesco Beolco.

 

1509-1510, Milano.

ASMi, Registro della Missive 214, c. 169r.

E più de havere libras 2.607, soldos 19, denarios 4 per le spese facte in edificare et lavorare ne la casa de Mediolano et così de l’opera facta a Sancto Ambroxio ad Nemus nel claustro, cioè per ogni sorte di ligname, per ogni sorte de prede et de medoni, così de tutti li ferramenti et tutte le opere che sono andate in dicta casa et edificio et tutta la calzina, et sarrizzi, et altre cose como apare per il libro de le spese de li edificii de dicta casa visto per lo magnifico monsignore generale de Mediolano et dicte spese essere facte da dì 11 octobris 1509 fin all’ultimo de decembre 1510.

 

1511, Milano.

ASMi, Registro della Missive 214, c.189r.

De aver libras 170, soldos 2, denarios 6 per tanti ha speso ne la casa sive pallatio de Mediolano del magnifico monsignore generale in fare lavorare et edificare como apare al libro de le spese de la casa de l’anno presente 1511, incomenzando a zenaro fin a l’ultimo de octobre 1511.

 

1512 marzo 10, Milano.

ASMi, Notarile 7876, notaio Bernardino Besozzi.

Sebastiano Ferrero vende la casa a Francesco Besozzi, agente a nome di Battista Visconti. Delle 31.800 lire imperiali Battista si impegnava a versare a Giovanni Stefano Castiglioni 3.100 lire, a Francesco Beolco 17.000 lire, a Filippo Beolco 5.000 lire, a Pietro Maria Beolco 6.700 lire, quindi nulla andava al Ferrero.

 

1515 novembre 10,

ASMi, Notarile 3950, notaio Francesco Besozzi.

Battista Visconti retrocede la casa di Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, seu San Nazzaro alla Pietrasanta a Sebastiano Ferrero.

 

1515,

Pasquier Le Moyne, Le couronnement du roy François, premier de ce nom, Parigi, Gillet Couteau, 1520.

Bibl. : Beltrami 1890, pp. 419-420; Amerigo 2017, p

Dont il fut en grans dangier de mort, mais le roy le fist si bien traicter pas ses cirurgiens et autre que grâce à Dieu en garist en la maison du général de Millan nommé Ferrier. En la court, tout à l’entour des galleries painctes à personnages antiques l’hystoire et conqueste de certaines villes et partie de la duché de Millan que tenoient et occupoient les Veniciens du temps de dame Blanque, par ung capitaine nomé Francisque Esforce, lequel congregea et assembla gros nombre de gens de guerre, et se mist en armes vertuesemente et tellement qu’il expulsa et mist dehors de la dicte duché les Veniciens reconquist et gaigna les villes, chasteaulx et places qu’ilz occupoient, et sortit le Pape, les cardinaulx et cleré de Romme hors la ville au devant de luy en grosse révérence et sollemnité, car il estoit trè chevalereux, hardy et prenux et bien le monstra, nonobstant qu’il fust de simple conicion et y avoit une ville et chasteau nommée Follionon que les dictes Veniciens tenoient, lesquelz luy apporèrent les clefz au devant de luy. Et luy rendu la duché paisible s’en alla porter les clefz à la dicte dame Blanque. A laquelle demanda si elle le vouloit prendre pour son mary, sinon : ‘Voyla les clefz de voz villes et chasteaulx que j’ay reduitz et mis en vostre puissance soubz vostre nom et comme à vous appartenant’. Laquelle oyant et voyat son bon vouloir et vertu luy accorda sa demande et espousa icelle dame, diquel sont descenduz le More, ses enfans et autres portans le nom de Eforce. Lequel mariage ne peult attribuer drot en dicte duché au nom dessusdit.

Nota: Egli [il palazzo] è composto di due grandi cortili. Le mura, che circondano il più piccolo, che con una porta mette in un‘altra contrada presso la chiesa di San Nazaro alla Pietra Santa, dirimpetto alla mia casa, erano tutte ornate con pitture antiche a chiaro oscuro, nelle quali si vedevano rappresentati i principali avvenimenti appartenenti al Carmagnola, mentre servì il duca di Milano. La pittura fatta certamente quando il Carmagnola abitava in quella casa […] per quei tempi non era cattiva; ma preziosa era per le erudizioni, che quindi potevano ricavarsi. Io mi ricordo di averla veduta, ed esaminata attentamente più volte, e di aver osservate in essa rappresentate due grandi battaglie, una terrestre e l’altra navale; una piazza presa d’assalto; uno sposalizio solenne, e la venuta a Milano di papa Martino V, con molti cardinali a cavallo […] (G. Giulini, Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città e della campagna di Milano ne’ secoli bassi, Milano 1760, Parte III, vol. XII, pp. 267-268).

 

1519 agosto 19,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta; ivi. 3953, notaio Francesco Besozzi; ASCMi, Località milanesi 53.

Gli agenti di Sebastiano Ferrero vendono per 50.000 lire imperiali il palazzo alla comunità di Milano.

 

1519 novembre 9,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

Ricognizione livellaria fatta dal vicario di provvisione e dal sindaco del comune di Milano relativa a una bottega “ferraritia” tenuta da Gaspare Besozzi per conto dal nobile Francesco Besozzi, figlio del fu Gabardino e “de uno loco superiori ac de loco uno post dicta apothecam, et de canepa una subtus terram”. Si attesta che i beni sono affittati per 60 lire imperiali per i prossimi due anni.

 

1519 novembre 12,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari e sindaci della comunità di Milano affittano per 100 lire imperiali a Bartolomeo de l’Orto del quondam Guglielmo abitante in porta Comasina, parrocchia di San Marcellino, “loco illo seu saloto in quo alia illustris dominus generalis finantiarum regiarum comedebat, et quos est in hedeffitiis de medio, vidilicet inter unam et aliam curtem dicti et infrascripti sediminis et adheret anditu per quam itur ab curia existente versus contratam Sancti Narazii a manu sinistra eundo in aliam curiam magnam et quo recipit lumen partim super curia infrascripta magna et partim super portucum versus curiam primam versus contratam Sancti Nazarii. Item de loco illo qui este a manu dextra in ingressu infrascripte porte versus contratam Sancti Nazarii in quo execerbatur cancellaria, et de illo loco cum infrascripto alio loco se tenenti in quo habitabat custod dicte domus, et que do proxime loca sunt intermedia muro et unus eorum respocit versu infrascriptam contratam , et alius respicit versus portucum dicti et infrascripti”.

 

1519 novembre 14,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari e sindaci della comunità di Milano affittano per 160 lire imperiali ad Annibale de Vezano quondam Tommaso, abitante in porta Orientale, parrocchia di Santa Tecla, con il diritto di poter vendere pane, legumi e biada, “cameram unam cum una portucum ante que est in hedeffitiis que tenebant per dominum generalem a manu dextra in principio porticus intrando per portam que est versus contratam Sancti Nazari, et que camera cum porticu sunt in capite alterius porticus magni intrando curtem magnam per portam que est versus portam Cumanam a manu sinistra et ante anditum per quam itur ad una curia in aliam curiam, et ante bona in quibus habitabat dominus generalis predictis. Item de loco uno parvo qui est post dictam cameram supra locatam in quo adest necessarium unum et sub quo loco adest scalla per quam itur in canepam existentem subtus bona locata ut supra, et que omnia sita sunt in sedimine magno prefate comunitatis noviter per eam empto et in quo fit merchatum”.

 

1519 ottobre 29,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 300 lire imperiali ai fratelli Andrea, Giovanni Ambrogio e Giovanni Antonio de Cantio quondam Giovanni, abitanti in porta Comasina, parrocchia di San Protasio ad Monacos, con il diritto di creare un “hospitium, seu tabernam” e di vendere pane, vino e carte cotta, nonché di alloggiare uomini e cavalli, “canepa una subtus terram sitam subtus illa loca in quibus alias habitabat et comedebat illustri domini generalis et ques et longitudinis brachiorum triginta unius cum dimidio et latitudinis brachiorum undecim vel circa, et de coquina una magna cum camino uno intus cum suis superioribus ac curia existentem ante dictam coquinam, et de camereta seu dispenseta una in terra cum una camera de supra et de stalla una a platea cum suis superioribus usque ad tectum et de alia stalleta cum suo superiori usque ad tectum, et de curia existentem ante dictas stallas, cum iure accessiandi ad predicta omnia loca in et per portam infernient dictorum bonis superius descriptis et de ipsa porta et anditu eiusdem que omnia sita sunt in sedimine prefate comunitati per eam noviter empto, vidilicet a mano sinistra intrando per portam inferinentem dictorum stallis”.

 

1519 ottobre 29,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano rinnovano il contratto di affitto già stipulato con il Ferrero al magistro Francesco de Gaiano quondam Pietro, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, di una “apotheca una in terra a platea et de camera una, seu mezanello uno superiori et […] versu platem cum camino uno intus, et cum putheo et necessario”, per il fitto annuo di 60 lire imperiali.

 

1520 gennaio 3,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 16 lire imperiali al magister Paolo de Cermenate quondam Pietro, abitanti in porta Orientale, parrocchia di Santo Stefano foris, “brachiis quatuor soli porticus sitis in capite porticus situs in infrascripto sedimine a manu destra ingrediendum per portam qua itur versus stratam Sollatam Mediolani, vidilicet in capite quod est magis versus bona de medio dictorum sedimini et prope bona in quibus habitat Sebastianus de Taliabobus nomine ipsuis comunitatis, accipiendo ea quatuor brachia soli ipsius porticus in latitudine eundo ab una columna ad aliam columnam ibi existentem et deinde eundo in longitudine per rectam lineam subtus dictum porticum usque ad murum quibus quatuor brachiis soli predicti coheret ab una parte curia magna ipsius sediminis, ab alia residuum porticus predicti, ab alia murus claudetis dictorum domum a vicinis, ab alia bona que tenetur per dictum Sebastianum ut supra”. Viene inoltre concesso di tenere nella porzione di portico un banco mobile per vendere “bastis ab equis et mulis et similibus”.

 

1520 gennaio 3,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 50 lire imperiali annue a Cristoforo da Lodi quondam Giuliano, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, “stalla illa sue loco illo in quo alias illusris dominus generalis tenebat stalla magnam ab equis sitam a manu sisnistra intrando infrasciptum sedimen a porta versus contratam Sancti Nazarii ad Petram Sanctam Mediolani, quod est in latitudine brachia ***** et in longitudine brachia *****, cui loco seu stalle coheret ab una parte dicta contrata, ab alia porticus infrasctipi sediminis, ab uno capite anditurs porta stallorum locatorum per dictam comunitatem certis fratribus de Cantio, et ab alio capite camera una respicentis versus dictam contratam et versus dictum porticum”.

 

1520 gennaio 22,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 20 lire imperiali a Simone de Ruffinis quondam Giovanni, abitante in porta Orientale, parrocchia di Santo Stefano foris, “camera una in terra sita in infrascripto sedimine prefate comunitatis sito ut intra, et que est prima apud stallam magnam eundo secus porticus versus hospitium que exercetur per infrasctiptos fratres de Cantio et que recipit lumen per fenestram respiciente super curtem stallorum locatorum dictis fratribus, cui camera coheret ab auna parte stalla magna infrascripta, ab alia porticus, ab alia loca concessa dictis fratribus, et aba lia curia infrascriptorum stallorum locatorum ipsis fratribus, super qua curia camera ipsa recipit lumen per fenestram ut supra”.

 

1520 gennaio 23,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 22 lire imperiali a Baldassarre de Landenibus quondam Stefano, abitante in porta Nuovo parrocchia di San Primo intus, “camera una in terra sita in infrascripto sedimine prefatie comunitatis sita ut infra et que est prima a mano sinistra eundo in dicto et infrascipto sedimine per portam que est verus contratam ecclesie Sancti Nazarii Mediolani, cui camere coheret ab una parte strata, ab alia anditus infrascripte porte, ab alia porticus dicti sediminis, ab alia alia camera coherntis stalle magne dicti sediminis.”.

 

1520 gennaio 28,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 36 lire imperiali a Giovanni Ambrogio de Villa quondam Michele, abitante in porta Ticinese, parrocchia di Sant’Alessandro in Zebedia, “camera una in terra sita in infrascripto sedimine prefate comunitatis que est a manu dextra ingrediendo dictum sedimen per portam que est versus contratam ecclesie Sancti Nazarii Mediolani, et in capite porticus dicti sediminis et in qua camera adest caminum unum, et in ea pictum est conflictum factum per Christianissimum regem in partibus Glare Abdue, et cui camere coheret ab una parte dicta contrata, ab alia anditus, sive accessium, sive strictolum quoddam, ab alia porticus predictus, ab alia loca de quibus Bartoloeus de l’Orto investitus est a prefata cominuniate, secus portam infrascriptam.” Contratto confermato il 3 agosto 1520.

 

1520 gennaio 31,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 20 lire imperiali a Francesco detto Fra de Castilliono quondam Giovanni, abitante in porta Vercellina, parrocchia di San Nicolao foris, “camera una in terra sita in infrascripti sedimine prefate comunitatis sito ut infra, ques est secunda a manu sinistra intrando dictum et infrascriptum sedimen per portam versus dictam ecclesie Sancti Nazarii ad Petram Sanctam, cui camere cheret ab una parte porticus, ab alia stalla magna, ab alia contrada infrascripta, et ab alia camera illa prefate comunitatis que se tenet cum muro infrascripte porte infrascripti sediminis locata Baldesarri Landono”.

 

1520 febbraio 6,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 45 lire imperiali a Santino Perego figlio di Cristoforo, abitante ad Albiate, pieve di Aliate, “loco uno in terra sito in infrascripto sedimine prefate comunitatis, qui est primus a mano dextra ingradiendo dictum sedimen per portam que est verus contratam Solatam, cui coheret ab una parte dicta contrata Solata, ab alia anditus dicte porte, et ab alia porticus sita ante partem ipsius loci que locata est ut supra, et ab alia bona prefate comunitatis que tenent [***] a prefate comunitatis, Item de porticus existente ante locum infrascriptum que est in longitudine brachiis [***] et in latudine brachiis [***]”. Contratto confermato il 4 agosto 1520.

 

1520 marzo 6,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 8 lire imperiali a magister Matteo de Vericoren quondam Eligio, abitante in porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio, presso il monastero di Brera, “camerino uno picto in solario sito in domo prefate comunitatis sita partim in porte Comasine parochie Sancti Nazarii ad Petrasancta et partim in porochie Sancti Thome in Cruce Sichariorum et in Terra Amara Mediolani, et que camerinus est super anditus que adheret primi parti murum dicte domus eundo a dictam ecclesia Sancti Nazarii versus porte dicte domus, et est ultimus in capite ominiarum camaradum dicte domus respicentem versus contratam Sancti Nazarii infrascripta, et in capite dicte domus versus dictam ecclesiam Sancti Nazatii”.

 

1520 marzo 6,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 13 lire imperiali al maniscalco magister Benedetto de Ziochis quondam Giovanni, abitante in porta Orientale, parrocchia di San Babila foris, spatio uno terre seu parte porticus sito in capite porticus site in domo prefate comunitatis, intrando per portam que est verus stram Solatam a manu sinistra, et quo spatium ets in fine ipsius porticus in capite [que tangit] bona locata per prefata comunitatis Anibali de Vezano ut appareat instrumentis rogato per me notarium, et que spatium est in longitudine brachiis dece et in latitudino brachiis sex, et est eundo a prima columna dicte porticus versus murum bonorum locatorum dicto Anibali, et est eundo per rectam linea predicta columna […] ad murum claudentis dictam domum”.

 

1520 marzo 20,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 16 lire imperiali al magister Felice de Colionibus de Sacnto Gervadio quondam Antonello, abitante a San Gervaso, pieve di Pontirolo, “spatio uno porticus magnum site in domo seu sedimine prefate comunitatatis sita in porte Cumane, parochie partim Sancti Nazarii ad Petrasanctam et partim in parochia Sancti Thome in Terra Amra et in Cruce Sichariorum Mediolani, vidilicet a manu dextra ingrediendo [dicum] sedimen per portam que este versus contram Solatam, et quod spatium este in longitudine brachiis ***** et in latitudine brachiis ***** et est a penultima columna ab extremo capite ipsius porticus venerdo versus infrasciptam portam dicti sediminis, cui spatio locato coheret ab una parte curia magna, ab alia residuum porticus, ab alia murum dicte domus, ab alia bona que tenent a prefata comunitate per [***] qui exercet ferraretia”.

 

1523 marzo 23,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 9 lire imperiali a Beltramolo de Zinquantis quondam Pietro, abitante in porta Romana, parrocchia di San Calimero, “loco illo quod est subtud scallam sariziam per quam itus a prefata curia infrascripti sediminis in solario et est de Brachiis tribus et solo porticus in longitudine et brachis duabus in latitudine in angulo porticus sito, site prope dictam scallam”.

 

1520 agosto 4,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 70 lire imperiali al sarto magister Antonio de Bignamis quondam magistri Sebastiano, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Nazaro alla Pietrasanta, “loco un in terra quod est de […] ? tenetur per Cristophoro de Laude a prefata cominatate respicientem versus contratam Sancti Nazari ad Petram Sanctam, sito a manu sinistra ingrediendum infrascripti sediminis a porta versus infrascripta contrata quod est in longitudine brachiis [***] et in latitudine brachiis [***] et cui loco coheret ab una parte dictam contratam, adb alia porticus dicti sediminis, ab uno capite anditus porte stallorum locatorum per dictam comunitatem Andree et fratribus de Cantio, et ab alo capite camera una sive apotecha que tenetur a prefata comunitate per dominum Fransciscum de Castilliono respeciens versus dictam contratam et versus dictum porticum, item de cameris ducabus in solario site supra locum predictum ut supra locatum respicientisbus deversus dictam contratam.” Tra i patti è prevista la possibilità di costruire “balcononum unum a platea ac scallam una zimperiani” per accedere alle stanze superiori.

 

1520 marzo 28,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

i vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 8 lire imperiali al magister Francesco de Fererisiis se Sancto Gervasio quondam Domenico, abitante a San Gervaso, pieve di Pontirolo, “spatio uno terre porticus in longitudine per brachiis [***] in latitudine per brachiis [***] acipiendo […?] spatium apud spatium locatum per dictam comunitate […] de Colionibus anno presenti die 20 martii […?]. Item de spatio uno curie in longitudine per brachiis [***] stans murum bonorum que tenetur per [***] a comunitate et in latitudine versus curtiam tantum que est longa una campata? …”.

 

1520 luglio 31,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 60 lire imperiali allo spectabilis dominus Francesco Besozzi, figlio del fu Gabardo, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, “apotheca una a platea versus contratam Solatam et de canepa una subtus, ac mezanello uno supra, ac de loco uno in terra post dictam apothecam”.

 

1520 luglio 22,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 40 lire imperiali al Matteo Terzaghi, figlio del fu Giovanni Antonio, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, “loco uno […] quod est partium supra loca duo prefati domini Mathey, et anditum porte introytus prefati domini Mathey”, come da quando era stato verificato dall’ingegnere Stefano da Rosate per le “mensura de quella parte de caxa che sopra a la porta et fondegho che de messer Matheo de Terzagho”.

Nota: nel 1523, 18 giugno, Il Terzaghi si accorda con i rappresentanti della comunità di Milano riguardo alle migliorie fatte apportare nei beni a lui investiti collaudate dagli dall’ingegnere Stefano da Rosate il 23 agosto 1522 e stimate del valore di 600 lire imperiali.

 

1520 agosto 22,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

viene affittato a Sebastiano de Tagliabò, figlio del fu Leone abitante in porta Cumana, parrocchia di San Nazaro alla Pietrasanta, la parte di casa destinata ad ospizio già ceduta ai fratelli de Canzio. Lire 320.

 

1522 dicembre 15,

ASMi, Notarile 6003, notaio Pietro Martire Spanzotta.

I vicari, deputati e sindaci della comunità di Milano affittano per 275 ad Andrea de Cantio quondam Giovanni, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terra amara, “canepa una magna subtus terram que est longitudinis brachiorum triginta unius, et latitudinis brachiorum undecim vel circha, et de coquina una magna cum camino uno intus cum suis superioribus, et de curia existente ante dictam coquinam, cum putheo in ea curia existente, et de stalla una a platea cum suis superioribus usque ad tectum, et de alia stalleta cum suis superioribus usque ad tectum, et de curia existente ante dictas stallas, cum necessario in ea curia respicientem, et de camera una in terra adherente anditu per quod adistis et infrasctiptis bonis itur in curiam ubi fit mercatorum bladorum, et que camera cogneminatur el tinello, et de coquina una in terra cum uno camino magno intus que adheret suprascripto tinello, et de alio parvo loco se tenten cum dicta coquina inquo adest aquarolum scilie??? pro lavandis utensilibus, et de camerolu uno supra dictum parvum locum, que omnia recipuit aerem a curiis predictis. Item de cameris quatuor in solario sitis supra sicta proxime loca proa parte ad quas itur per anditum unus in alteras et recipuit aream a dictis curiis secutis?, et de camereta seu despensa una parva in terra cum una camera supra que adheret suprascripte parve stallete. Item de iure accessianti ad predicta omnia loca in et per portam inservientem dictis bonis superius descriptis, et de ipsa porta et anditu euisdem que porta respicit versus contratam Sancti Nazarii ad Petram Sacntam Mediolani”.

 

 

 

 

 

Bibliografia estesa: 

Amerigo 2017 = Simone Amerigo, La descrizione di Milano di Pasquier Le Moyne e alcuni affreschi perduti di Bramantino, in Bramantino e le arti nella Lombardia francese (1499-1525), a cura di Mauro Natale, Milano – Lugano, Skira – Masi, 2017, pp. 171-85.

Cairati 2016 = Carlo Cairati, La “casa dei Grifi” e altri palazzi milanesi intorno a piazza San Sepolcro, in « Arte lombarda», 176/177 (2016), numero monografico Bramante e l’architettura lombarda del Quattrocento, a cura di Bruno Adorni, Francesco Repishti, Alessandro Rovetta, Richard Schofield, pp. 71-84, 220.

Repishti 2011 = Francesco Repishti, Broletto [Palazzo Carmagnola], Milano 1804-1805, in Luigi Canonica. Architetto di utilità pubblica e privata, a cura di Francesco Repishti e Letizia Teceschi, Milano (Cinisello Balsamo), Silvana, Mendrisio Academy Press, 2011, p. 42.

Rossetti 2014 = Edoardo Rossetti, Il palazzo Carmagnola-Del Verme Sforza-Ferrero-Visconti a Milano, in Museo d’Arte Antica. La scultura, III, a cura di Maria Teresa Fiorio, Milano, Electa, 2014, pp. 436-438.

Rossetti 2019 = Edoardo Rossetti, Sebastiano Ferrero a Milano: un finanziere sabaudo nel segno della continuità, in Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli (1519-2019), catalogo della mostra (Biella, 18 aprile -18 agosto 2019), a cura di Mauro Natale, Biella-Milano 2019, pp. 120-133.