Casa in via Torino, 10, 12 a Milano
Disegni Paravicini: III.St.E.XIV., volume 25, tavole 36-40 (numerazione originale 33-37).
Disegni acquarellati di pianta, alzati e vari particolari della casa in via Torino ai numeri civici 10 e 12.
I disegni sono all’esposizione di Torino probabilmente divisi in due volumi: «Milano: Chiesa nel monastero di Aurona – Portico del convento di S. Spirito – Casa in via Torino n. 10 e 12 – Chiesa del Giardino – Camino ora al Museo Poldi Pezzoli _ Porta della casa via San Romano n. 17 – Portico della Canonica di S. Ambrogio – Casa Rabbia sulla piazza S. Sepolcro – Lazzaretto – Casa lungo il Naviglio di S. Sofia (un album di tavole 40)». Corrisponde probabilmente al volume 31 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 17. Gli alzati della casa in via Torino anche in Paravicini 1878, tav. 41 (1884, p. 119, n. 263); «Milano: Avanzi rinvenuti presso il Castello – Piazza del Duomo – Avanzi del cortile del Banco Mediceo – Finestra di una casa – Avanzi di una torre e di un ponte al Canobbio (sic) – Cortile casa n. 74 in via S. Maurizio (sic) – Avanzi della casa Marliani in via Monte Napoleone – Casa Salimbeni – Casa in via Torino – Basilica di San Vincenzo in Prato (un album di tavole 50)». Corrisponde almeno in parte al volume 25 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 11 (1884, p. 119, n. 265).
©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio
Milano, Porta Romana, parrocchia di Santa Maria Beltrade/ parrocchia di San Galdino.
Milano, via Torino angolo via Spadari (edificio non più esistente).
Questa abitazione già posta quasi in angolo tra via Spadari e via Torino corrispondeva nel Catasto Teresiano al n. 21 della parrocchia di Santa Maria Beltrade di Porta Romana e al n. 3291 del Castasto Lombardo Veneto. Il nucleo della dimora si incentrava su un cortiletto rettangolare di 5.70 x 4.90 metri intorno al quale si disponevano tre facciate rinascimentali disposte su tre piani ritmate da portici, logge e finestre centinate; il quarto lato era chiuso da un muro alto almeno un piano. Su queste facciate si sofferma Paravicini particolarmente interessato a questa architettura minore. Per la sistemazione di via Torino l’edificio è alterato nel 1912 e nel 1922 per essere poi completamente demolito nel 1933. I materiali della casa sono ricoverati nel Castello Sforzesco e la facciata opposta all’ingresso da via Spadari è rimontata nella Piazza d’Armi accanto ai resti del Palazzo Landriani già in San Cipriano.
Nell’impossibilità di ricostruire la proprietà della dimora nel XV secolo, si deve per approssimazione tentare di ricostruire quanto noto sul quartiere per avere un’idea di quale fosse lo status dell’originale proprietario della dimora. La casa si trovava in posizione prossima alla chiesa di San Maria presso San Satiro in un quartiere abitato prevalentemente da artigiani del lusso (orafi, armaioli, ricamatori, ecc.). L’isolato era allora diviso tra le giurisdizioni parrocchia di Santa Maria Beltrade e San Galdino. Univo punto fermo per ricostruire la sistemazione dei sedimi nell’isolato la presenza del carcere della Malastalla al suo centro.
Di seguito si riassumono i documenti relativi all’isolato:
1449 maggio 31,
ASMi, Notarile 891, notaio Giovanni Girami.
I deputati della Repubblica Ambrosiana vendono a Franceschino Martignoni per 650 fiorini il sedime della Malastalla sito a Milano in Porta Romana, nella parrocchia di San Galdino, confinante a est con la strada mediante due botteghe, a nord con la proprietà di Giacomo e fratelli Visconti e con quella di Bartolomeo de Rochis, da un altro lato con i beni di Maffiolo da Como, e infine in parte con i beni di Giovanni Antonio Vimercati e in parte con quelli di Maffiolo da Como.
1483 aprile 21,
ASMi, Notarile 959, notaio Salomone de Sudati.
Margherita Guastoni, figlia del fu Stefano e moglie Bernardo Terzaghi, vende al prezzo di 750 lire imperiali Andrea Vimercati, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Galdino, l’utile dominio e naturale possesso e miglioramenti di quattro parti su dieci di un sedime sito a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Galdino, confinante da un lato con ila strada, dall’altro in parte i beni degli eredi del fu Rolando Visconti e in parte con i beni di Antonio da Ello, dall’altro lato con i beni tenuti a fitto da Ambrogio Latuada e dall’altro in parte con la Malastalla e in parte con i beni tenuti a fitto da Ambrogio Arcuri. La transazione avviene con il consenso di Laura Bossi, figlia del fu Francesco e vedova di Antonio Visconti e dei suoi figi Benedetto, Giuseppe e Giovanni Francesco Visconti, in virtù del fatto che il defunto Stefano Guasconi pagava per una bottega sita nel detto sedime un fitto di 26 lire imperiali ad Antonio Visconti, ovvero a Giovanni Francesco detto Fra de Rochis.
1487 settembre 11,
ASMi, Notarile 1564, notaio Bertola Pecchi.
Andrea Vimercati fa convenzioni con Caterina ed Elisabetta sorelle da Meda per alienare l’utile dominio e i miglioramenti di un sedime sito a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Galdino, confinante da un lato con i beni di Andrea Vimercati, dall’altro con la strada, dall’altro lato con la Malastalla e dall’ultimo lato in parte con la Malastalla e in parte con i beni di Andrea Vimercati.
Bibliografia estesa:
Paravicini 1878 = Tito Vespasiano Paravicini, Die Renaissance-Architektur der Lombardei. L’architettura del Risorgimento in Lombardia. L’architecture de la Renaissance en Lombardie, Dresden, Gilbers, 1878.
Rossetti 2014 = Edoardo Rossetti, Resti di un cortile in via Torino 10-12, angolo via Spadari a a Milano, in Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco. Scultura lapidea, III, a cura di Maria Teresa Fiorio, Milano, Electa, 2014, pp. 347-350.
Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.
