Palazzo Tolentino (Palazzo Arconati) a Milano
Edoardo Rossetti
Milano, Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro alla Vigna.
Milano, via Brisa, 3.
(edificio non più esistente)
Giovanni Tolentino era sposo di Isotta Sforza figlia del duca Francesco (A. Giulini, Di alcuni figli meno noti di Francesco I Sforza duca di Milano, in “ASL”, XLIII (1916), pp. 29-52, p. 51), fu nominato consigliere segreto e morì nel 1470, abitava inizialmente in porta Comasina, ma il duca verso la metà degli anni ’50 acquistò la sua casa per 8.000 lire imperiali e la donò al figlio Sforza Secondo (Covini 1998, pp. 39, 98, note e bibliografia ivi citata). Il figlio naturale di Giovanni, Niccolò, sposo di Lucia Castiglioni di Guarnerio, risiedeva con la matrigna Isotta in San Pietro alla Vigna e qui visse fino alla sua morte disponendo per la costruzione di una cappella nella chiesa di Santa Maria Incoronata cara alla famiglia per la devozione a Nicola da Tolentino, al quale pure era dedicata la chiesa (cfr. vari atti in ASMi, Notarile 1112, notaio Damiano Marliani; e il suo testamento in Ibid., 1113, 1478 gennaio 5; sotta testa nella casa di San Pietro alla Vigna nel 1481, cfr. ASMi, Notarile 1228, notaio Lancellotto de Sudati,1481 luglio 5); il palazzo passò ai suoi figli che lo tennero per tutto il XVI secolo, ma nel 1517 ne affittarono una parte consistente ad Alessando Bentivoglio e alla moglie Ippolita di Carlo Sforza e Bianca Simonetta (Sacchi 1990; Sacchi 2005, pp. 217, 323).
Il 20 novembre 1494, nella divisione dell’immenso patrimonio – che comprende una casa a Cremona e il castello di Bereguardo – tra i fratelli Giovanni e Ludovico da Tolentino, figli di Nicolò da Tolentino e di Lucia Castiglioni, è menzionato il palazzo in parrocchia di San Pietro alla Vigna, a Porta Vercellina, dove i due fratelli vivono con la madre. Come sottolineato da Roberta Martinis (2008, pp. 69-70) documento è sorprendente, per il vocabolario scelto. Il palazzo è descritto come:
«Domus magnam […] cum cameris, cubiculis, cenaculis, atriis, xistis, thalamis, culina, penu furno, cellis vinariis, pullario, cassina, porticibus, curiis, orto, equili seu stalla, putheis, cloacis stercorariis, archabanchis vestariis seu armariis vitriatis, altari ancho- na tellariis, astemenia, candelabro magno celo appenso ac rasteleris palis, et aliis utensilibus et fornimentis. Equilis seu stalle ac lectera famulorum a stalla et aliis suis iuribus et pertinentiis. Cui coheret ab una parte strata, ab alia domini Iohanni Petri de Castiliono in parte, et in parte Monasterii Maioris Mediolani, ab alia strata seu accessium in parte, et in parte de Mirabiliis, ab alia accessium in parte, et in parte domini Symonis de Morigiis et in parte domini Raphaelis de Giraniis» (ASMi, Notarile 4486, notaio Maffiolo Giussani, 1494 novembre 20).
Il palazzo era ancora descritto nel 1517 (Ivi, 8067, notaio Giovanni Giussani, 1517 marzo 19) nell’inventario dei beni di Giovanni Tolentino: «la casa grande de mediolano in la quale habita la predicta madona [Taddea Landi] con sue ragione et pertinentie la quale coheretia da due parte strada, da l’altra li Girani in parte et in parte li Morigia et da altre quelli da Castiliono in parte et in parte il Monastero Maggiore. Item un altro sedimine seu case due che se teneno inseme per mezzo mezo dicta altra casa dove coheretia da una parte strada da l’altra quelli di la Croce, da l’altra gli eredi del conte Antonio Cribello et da l’altra il stegiolo». Poi (Ivi, 1517 agosto 28); con queste coerenze quando è affittato ad Alessandro Bentivoglio: «cui coheret ab una parte strata, ab alia illorum de Morigiis in parte et in parte Johannis Ambrosii de Girardis, et ab alia in parte domino Johannis de Mirabiliis et in parte strata et ab alia Monasterii Maioris Mediolani».
Nel 1517, la descrizione partiva dalla zona nobile del primo piano: “studio in solaro” dove erano conservati “tavola una depincta de romana urbe, orologio uno dorato … clavacembolo uno de cipresso in la soa cassa”; “In la camara seguente” che conteneva le maestà dipinte (una Crocifissione, una Madonna, una Santa Caterina); “In la salteta” sedie in cuoio e mobili intarsiati; “In la sala grande” tavole e mobili intarsiati; “In la camara delle arme” un gran numero di armature dorate da parata o da battaglia. Si proseguiva poi con le sale del piano terreno: “In la canzelleria in terra”; “In la camera delle asse in terra”; “In la camera de li pomaranzi” vasi con le piante da frutto; “In lo camerino del camerario in terra”; “In la saleta de Appollo in terra”. C’erano due porticati uno piccolo e uno grande contornanti il cortile di rappresentanza e decorati da lance e panche dipinte; seguiva poi la zona di servizio con: cucine, dispense, canepe, pozzi, portichetti; in questa zona erano state lasciate, forse memoria di un progetto di ristrutturazione incompiuto, colonne di marmo per una loggia e chiavi da camino con lo stemma dei Tolentino; presso un cortile di servizio c’era la “canzelleria fodrata de asse” e sotto il portico di quel cortile una delle famose carrette bandelliane “fornita con el suo materazo, cossini et coperta con el suo leone indorato”; la maggiore parte degli arredi era immagazzinata in un solaio nel quale si conservavano spalliere e arazzi con fiori, animali e le armi dei Tolentino. L’impressione generale è comunque quella che nell’inventario entrassero solo parti dell’edificio dei Tolentino, forse quelle che Taddea continuò ad abitare con i figli e non quelle affittate ai Bentivoglio. ASMi, Notarile 8067, notaio Giovanni Giussani, 1517 marzo 19.
Il palazzo diventa poi Carcano e quindi Arconati, ristrutturato prima ad opera di Ercole Turati e poi di Gerolamo Quadrio, ed è distrutto durante i bombardamenti del 1943 (Ferrario 2009; Auletta Marrucci 2004).
Regesto dei documenti
ca. 1494 (s.d.), Milano.
ASMi, Famiglie 187; Martinis 2008, p. 73.
Stima dei beni immobili ed entrate dei Tolentino con la domus magna et moderna di Milano che vale 20.000 lire imperiali e la confinante casa piccolo data in locazione che ne vale 6.000.
1494 settembre 18, Milano.
ASMi, Notarile, 7543, notaio Girolamo Bernardino Giussani; Repishti 2017, p. 27, nota 3.
Stima della casa di Milano dei Tolentino eseguita dal notaio e architetto Maffiolo Giussani.
1494 novembre 20, Milano.
ASMi, Notarile 4486, notaio Maffiolo Giussani; Martinis 2008, pp. 69-70.
Divisione dei beni tra i fratelli Giovanni e Ludovico Tolentino.
1510 aprile 18, Milano.
ASMi, Notarile 5392, notaio Giovanni Enrico Castiglioni.
Caterina Alciati, figlia del fu Antonio e moglie di Andrea de Micheriis, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta, vende per 455 lire imperiali a Gerolamo Mantegazza, figlio del fu Boschino, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia id San Pietro alla Vigna un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro alla Vigna, per il quale si paga un fitto annuo di 12 lire imperiali all’Ospedale di San Giacomo che la Alciati aveva acquistato da Giovanni Giacomo Scaravagiis già detto come confinante da un lato con la strada, dall’altro con uno strictolum, dall’altro con i beni dei Tolentino e dall’ultimo lato con la curia comune, e che ora confina da un lato con la strada, dall’altro con lo strictolum, dall’altro con i beni che furoni dei Tolentino e che ora sono di Gerolamo Mantegazza, e dall’ultimo lato con la curia comune.
1517 marzo 19, Milano
ASMi, Notarile 8067, notaio Giovanni Giussani; Sacchi 1990.
Inventario post mortem di Giovanni Tolentino.
1517 agosto 28, Milano.
ASMi, Notarile 8067, notaio Giovanni Giussani; Sacchi 2005, pp. 217, 323.
Locazione degli eredi Tolentino ad Alessandro Bentivoglio.
1543, Milano.
Ferrario 2009, p. 214.
Gli Arconati ereditano i beni dei Carcano compresa una casa sita a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta.
1611 aprile 28, Milano.
Documento disperso a cui si fa riferimento nella documentazione successiva; Ferrario 2009, pp. 214-215, 226.
I Tolentino vendono per la somma di 46.000 lire imperiali a Luigi Maria Arconati una casa sita a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro alla Vigna.
1614 agosto 21, Milano.
ASMi, Notarile 19553; Ferrario 2009, p. 226.
Gli eredi Tolentino dichiarano di avere ricevuto dal conte Luigi Maria Arconati il danaro di acconto per l’acquisto delle case di Milano, parrocchia di San Pietro alla Vigna.
1616 febbraio 17, Milano.
ASMi, Notarile 19555; Ferrario 2009, p. 226.
Gli eredi Tolentino dichiarano di avere ricevuto dal conte Luigi Maria Arconati 5.000 lire per l’acquisto delle case di Milano, parrocchia di San Pietro alla Vigna.
1619 febbraio 6, Milano.
ASMi, Fondo di Religione 1113, Sant’Eustorgio; Ferrario 2009, p. 226.
I frati di Sant’Eustorgio vendono per il prezzo di 3.520 lire imperiali al conte Luigi Maria Arconati.
1623 aprile 21, Milano.
ASMi, Notarile 19563; Ferrario 2009, pp. 215-216; Giacomini 2017, p. 322, n. 28.
Inventario post mortem del conte Luigi Maria Arconati.
1642 febbraio 8, Milano.
ASMi, Notarile 30781; Ferrario 2009, p. 226; Giacomini 2017, p. 322, n. 53.
Il conte Luigi Maria Arconati Visconti vende al conte Giovanni Battista Arconati due case in Porta Ticinese, parrocchia di San Fermo per il prezzo di 42.000 lire imperiali. La porzione del fidecommesso di Giovanni Battista Arconati è trasferito sulle case di Porta Ticinese, mentre si aliena una casa in Porta Vercellina, in «piazza della torre dei Moriggi», mentre il fidecommesso di Luigi Maria è trasferito sulel case acquistate nel 1611 dai Tolentino e nel 1619 dai frati di Sant’Eustorgio. Sono allegate due diverse stime dei palazzi di via Amedei e di via Brisa, la prima redatta il 20 settembre 1640 da Giovanni Battista Guidabombarda e la seconda del solo palazzo di via Amedei del 12 giugno 1641.
1644 maggio 8, Milano.
ASMi, Notarile 30828; Ferrario 2009, pp. 216,
Luigi Maria Arconati fa convenzione con Antonio e Carlo Francesco Viazzoli per la fornitura di materiali edili, in particolare quattro colonne di granito con base e capitelli, il tutto sotto la direzione e collaudo di Gerolamo Quadrio.
1671 febbraio 9, Milano.
ASMi, Notarile 31474; Ferrario 2009, pp. 218-219; Giacomini 2017, p. 323, n. 40.
Inventario post mortem del conte Luigi Maria Arconati Visconti.
1695, Milano.
ASMi, Fondo di Religione 2292, San Vincenzo al Monastero Nuovo; Martinis 2008, p. 70, nota 3.
Busta vuota con la scritta «Casa Arconati in San Pietro alla Vigna venduta al conte Arconati nel 1695. Documenti dal 1396 al 1695».
1719 giugno 27, Milano.
ASMi, Notarile 38370, Ferrario 2009, pp. 227-229.
Stima della casa sita a Milano in contrada di Brisa, Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro alla Vigna.
1772, Milano.
ASMi, Notarile ultimi versamenti 537, 538; Ferrario 2009, pp. 219-221.
Inventario post mortem del conte Galeazzo Arconati Visconti.
sec. XIX, Milano.
ASCMi-BT, Ornato Fabbriche 2887; Ferrario 2009, p. 215, fig. 2.
Pianta del palazzo Arconati in via Brisca con l’intero isolato dietro al Monastero Maggiore.
Bibliografia estesa:
Auletta Marrucci 2004 = Rosa Auletta Marrucci, Palazzo Arconati Dalmati Radetzki, in Bombe sulla città. Milano in guerra 1942-1944, a cura di Rosa Auletta Marrucci, Massimo Negri, Achille Rastelli, Lucia Romaniello, Milano, Skira, 2014, pp. 269-270, scheda n. 33.
Covini 1998 = Maria Nadia Covini, L’Esercito del duca. Organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza, 1450-1480, Roma Istituto storico italiano per il Medioevo, 1998.
Ferrario 2009 = Patrizia Ferrario, Un sistema villa-palazzo nel Milanese; gli Arconati, in Atlante tematico del Barocco in Italia. Residenze nobiliari, Italia settentrionale, a cura di Marcello Fagiolo, Roma 2009, pp. 214-229.
Martinis 2008 = R. Martinis, L’architettura contesa. Federico da Montefeltro, Lorenzo de’ Medici, gli Sforza e palazzo Salvatico a Milano, Milano, 2008.
Repishti 2017 = Francesco Repishti, Maffiolo da Giussano, un «amico lombardo» di Bramante, in «Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Architettura», 67, 2017, pp. 19-30.
Sacchi 1990 = Rossana Sacchi, Un episodio di classicismo lombardo: il monumento Tolentini in Santa Incoronata, in Quaderno di studi sull’arte lombarda dai Visconti agli Sforza per gli 80 anni di Gian Alberto dell’Acqua, a cura di Maria Teresa Balboni Brizza, Milano, Museo Poldi Pezzoli, pp. 100-102.
Sacchi 2005 = Rossana Sacchi, Il disegno incompiuto. La politica artistica di Francesco II Sforza e di Massimiliano Stampa, 2 voll., Milano, LED, 2005, II, pp. 455-462.
