Milano, Palazzo dei marchesi di Mantova

Palazzo dei marchesi di Mantova a Milano

Edoardo Rossetti

Milano, Porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio, seu San Bartolomeo intus.

Milano, via Borgonuovo, via Brera.

(edificio non più esistente)

Una grande proprietà sita tra il giardino dei frati di Brera e Borgonuovo era durante la prima metà del XV secolo abitazione di Innocenzo Cotta del fu Alberto personaggio di spicco della Repubblica Ambrosiana, detto in tutti i documenti abitare in Porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio. Confiscato il Cotta la dimora fu donata in data imprecisata dagli Sforza ai Gonzaga come risulta da un successivo documento di donazione di una porzione della proprietà a Giovanni Angelo Talenti di Firenze. Nel 1476 Ludovico Gonzaga aveva ipotecato la casa per debiti contratti con i Cavalcabò. Erasmo Trivulzio marito di Veronica Cavalcabò fece valere all’indomani dell’entrata dei francesi in Milano i propri diritti sulla proprietà. Il bene rientra in proprietà dei marchesi di Mantova nel 1502 ma non senza contestazioni e probabilmente è dismesso dai Gonzaga durante il XVI secolo. Stretto tra gli orti dei frati umiliati di Brera e Carugate la proprietà aveva due affacci uno su Brera e l’altro su Borgonuovo, doveva estendersi in parte su quello che è ora Palazzo Orsini in via Borgonuovo 11 e Palazzo Citterio in via Brera 12, 14. Tra i vicini dei Gonzaga si trovavano Angelo Carissimi da Parta, e i medici Giovanni e Daniele Marliani, tutti personaggi noti a Leonardo da Vinci, ma anche Giovanni Stefano Castiglioni genero di Bartolomeo Calco e ambasciatore sforzesco a Firenze, nonché parente e ospite di Baldassarre Castiglione che proprio in questa casa viveva durante i suoi soggiorni milanesi. La presenza di questa dimora dei Gonzaga a Mantova filtra anche in diverse lettere dei carteggi gonzagheschi e nelle novelle di Matteo Bandello.

 

Regesto dei documenti:

1.1471 febbraio 22,

ASMi, Notarile 1678, notaio Antonio Medici

Zaccarina Aliprandi figlia del fu Bartolomeo e vedova del dottore in medicina Giovanni de Pessina, abitante a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara vende per 300 lire imperiali ad Aloisio Cavenago figlio del fu Ambrogio, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo il diretto dominio e il civile possesso di  due parti su tre pro indiviso di due sedimi siti a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo inus in contrada Borgonuovo con vari fabbricati, confinanti da una parte con la strada, da due parti con i beni di Alessandro Castiglioni, un tempo tenuto a livello da Innocenzo Cotta dallo stesso Castiglioni, dall’ultimo lato con i beni del marchese di Mantova che erano di Innocenzo Cotta. Beni sui quali pagano un fitto livellario di 18 lire Giovanni Marliani dottore in medicina e Daniele Marliani, figli del fu Castello, come risulta da un documento rogato dal notaio milanese Giovanni Antonio Borsi del 2 marzo 1457.

 

2. 1477 giugno 4, Milano

ASMi, Notarile 1840, notaio Antonio Zunico.

Il marchese di Mantova presta consenso alla donazione fatta da Bona di Savoia e Giovanni Galeazzo Maria Sforza duca di Milano a Giovanni Angelo Talenti da Firenze di una parte della proprietà contigua alla casa dei marchese di Mantova sita in Borgonuovo a Milano, «sedimen quoddam contiguum ipsi domui iacens in extremitatibus orti domus donate alias per ill.mos d. predecessores nostros illustri d. Marchioni Mantue», confinante da un lato con la casa dei marchesi di Mantova e da due parti con la prepositura di Carugate.

 

3. 1493 luglio 6,

ASMi, Notarile 2887, notaio Giovanni Francesco Castiglioni, 1493 luglio 6

Giovanni Giacomo Castiglioni figlio del fu Giovanni Antonio abitante a Lambrate inferiore, pieve di San Donato, minore di anni venti con beneficio di lettere ducali e il magnifico ducale segretario Giulio Cattaneo con rogito di me notaio del 11 maggio scorso fecero gride per vendere al prezzo di 935 ducati ora magnifico Giulio Cattaneo, figlio del fu Cattaeo, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro alla Vigna, a utilità del ducale senatore presso i fiorentini Giovanni Stefano Castiglioni, figlio del fu Francesco l’utile dominio e naturale possesso e miglioramenti di un sedime sito a Milano in Porta Nuova parrocchia di San Bartolomeo intus con i suoi edifici, camere, solai, cantine, portici, cortile, orto e stalle con pozzo e sue pertineze, confinante da un lato con la strada, dall’altro con i beni di Paolo Annoni, dall’altro con i beni del marchese di Mantova, dall’altro ancora con i beni del marchese di Mantova e con quelli del dottore in medicina Giovanni Marliani; beni tenuti da Gaspare Prestinari per i quali si deve un fitto livellario di 13 fiorini a Giovanni del Conte come risulta da investitura livellaria fatta a suo tempo da Innocenzo Cotta tra Gabriele Castiglioni con un documento rogato dal notaio milanese Merlchiorre Agradi del 1447 marzo 29, e da un documento di vendita fatta da Gaspare del Conte olim padre di Giovanni rogata dal notaio milanese Francesco Regna e da una ricognizione di Giovanni del Conte ad Alessandro Castiglioni in ipso Giovanni Giacomo Castiglioni. Giovanni Giacomo Castiglioni confessa ricevuta di 485 ducati.

 

4. 1498 agosto 17, Milano, Giorgio Brognolo a Francesco II Gonzaga

ASMn, Archivio Gonzaga 1632; Carteggio MN, XV, lettera 211. 

Ludovico il Moro mostra un luogo presso Santa Maria delle Grazie dove fare realizzare una casa per il marchese di Mantova «io gli rispose subridendo che questa si venderia da tre in quatro mila ducati, et che bisogneria spendere molto di più»; «io ho infoamtione che la si venderà bene, per avere due belle strate ad ogni canto, et già questo illustrissimo signore mi ha dicto che la si porria dare a due persone».

 

5. 1500 gennaio 21, Milano

ASMi, Notarile 2021, notaio Sovico Gabriele.

Il regio vicario generale Giovanni Francesco Malatesta figlio del fu Eusebio, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio, procuratore di Francesco Gonzaga marchese di Mantova, vende la casa (o meglio cede a soluzione di un debito) la casa di Milano a Erasmo Trivulzio figlio del fu Giacomo, abitante a Milano in Porta Romana, parrocchia di San Nazaro in Brolio, descritta come sedime uno sito in Milano in Porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio, con edifici, camere, solai, sala, curia, stalla, orto, viridario, cantine, portici, pozzi e altre pertinenze confinanti da un lato con la strada, dall’altro con i beni di Zanardo Aliprandi e con quelli delle monache di Sant’Agostino, quelli del priore di Carugate e di Angelo Carissimi, dall’altro lato con la strada di Borgonuovo in parte e in parte con i beni degli eredi di Giovanni da Turate, dall’altro  lato con i beni di Giovanni Stefano Castiglioni e di Paolo Annoni e dall’ultimo lato con l’orto dei frati di Brera in parte e in parte con gli eredi di Giovanni Gallarati e con i beni di Abramo Suganappi. Proprietà per la quale si devono un fitto livellario di 19 lire e 4 soldi ai frati di Brera, come risulta da un documento rogato dal notaio milanese Giovanni Cardano del 17 settembre 1481 e un altro fitto di 16 lire ai frati di Carugate. Il tutto a copertura del debito di 2.800 ducati «che havemo cum messer Zoanne Cavalcabò», il marchese si dichiara «contenti ultre le altre ragione per rispeto dil signor Zoaniacobo farli assignare [a Erasmo] in pagamento la casa nostra di Milano per la parte che tohca a noy di esso debito […] cum patto che la possiamo scotere in termine de duy anni et non la scotentdo lei li habia libera ragione per dicta summa. Mantova,12 gennaio 1500».

 

6. 1501 settembre 2,

ASMi, Archivio Trivulzio, Archivio milanese 510.

Meschini 2004, p. 52, nota 81

Erasmo Trivulzio in causa contro il marchese di Mantova.

 

7. 1502 giugno 25, Milano

ASMi, Archivio Trivulzio, Archivio milanese 95.

Il marchese di Mantova riacquista una casa compromessa da un debito che Ludovico aveva contratto nel 1476 con i Cavalcabò; la figlia del Cavalcabò sposa Erasmo Trivulzio, il marchese Francesco vende al Trivulzio il suo 1/5 di casa nel 1490, il sedime è appellato sedimine domini domini Marchionis Mantue

Coerenze: Cui toto sedimini coheret ab una parte strata ab alia in parte domini zanardini de aliprandis et in parte moniallium sancti agustini et in parte dominores prioris et fratrum et Monasterij de Carughate et in parte angeli Clarissimi ab alia stratta burgi novi in parte et in parte heredum johannis de Turate ab alia magnifici domini Johnnis Stephanus de castilliono et in prte pauli de Annono et ab alia ortus fratrum monsterij braijde in parte et in parte heredum quondam domini johannis de Gallarate et in parte Ambraam de suganapis salvo. Roga Battista Pagani.

 

8. 1502 dicembre 1, 

ASMn, Archivio Gonzaga 234.

Candia 2022, p. 44, nota 26.

Il marchese di Mantova promette a Giovanni Battista Vismara di vendergli la casa di Milano.

 

9. 1510 ottobre 13, Milano

ASMi, Rogiti camerali 801

Rubrica sentenze e contratti magistrato straordinario 1419-1551.

Apprehensio domus marchese di Mantova (notaio Ciocca).

 

10. 1580 maggio 3, 

ASMi, Notarile 11835.

Candia 2022, p. 45, nota 29.

Filippo e Niccolò Coriolano vendono a Gottardo Frisiani un sedime che ricalca come coerenze quello già Gonzaga che poi diventa il nucleo su cui si costruisce Palazzo Citterio in via Brera, 12, 14.

 

 

Bibliografia estesa:

Candia 2022 = Claudia Candia, Francesco II Gonzaga e il progetto per una casa a Milano (1498): ipostesi su Leonardo da Vinci architetto, in I Gonzaga fuori Mantova, a cura di Emanuela Garofalo e Francesca Mattei, Roma, Viella, 2022, pp. 45-79.

Meschini 2004 = Stefano Meschini, Luigi XIIduca di Milano. Gli uomini e le istituzioni del primo deminio francese (1499-1512), Milano, Franco Angeli, 2004.