Milano, Palazzo degli Sforza di Pesaro

Palazzo degli Sforza di Pesaro (Ca’ Bella di Porta Nuova) a Milano 

Edoardo Rossetti

Milano, Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus.

Milano, via Manzoni

(edificio non più esistente)

Passaggi di proprietà:

Bibl.: Zanoboni 2005, p. 41, nota 45; Ambrogiani 2003, pp. 87-88

La casa di porta Nuova era appartenuta ai Premenugo ed era stata donata ad Alessandro Sforza da Galeazzo Maria il 9 ottobre 1470. Nel 1477 la duchessa Bona l’espropriava a Costanzo Sforza per darla al cognato Ottaviano; Costanzo protestò e Ottaviano nel frattempo morì, così l’edificio restò di proprietà del pesarese (Ambrogiani 2003, pp. 87-88 e note).

Nel 1483, qualche mese prima di morire, Costanzo Sforza era costretto ad ipotecare l’edificio per pagare un debito di 6.000 lire imperiali contratto per l’acquisto di drappi serici (Zanoboni 2005, p. 41 e nota 45; ASMi, Notarile 3882, notaio Francesco Barzi, a. 218, 1483 aprile 28).

Nel 1486 la casa venne ancora minacciata di esproprio: si voleva donarla ai Medici per il compenso del perduto Banco, poi gli oratori fiorentini optarono per la casa dei Montefeltro per rispetto ai signori di Pesaro, che erano pur sempre degli Sforza; ma la proprietà della residenza era messa in forse ancora nel 1490, quando il Moro voleva che la casa venisse sgombrata, infine nell’ottobre del 1499 il palazzo veniva donato dai francesi a Bernardino da Corte come compenso per il suo tradimento (Martinis 2008; Pélissier 1912, p. 96).

 

Regesto dei documenti: 

1457 agosto 30,

ASMi, Rogiti Camerali, b. 528, notaio Giacomo Perego,  doc. n. 94.

Francesco Premenugo ha promesso di vendere al duca Francesco Sforza Visconti una casa sita a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolmeo intus per il prezzo di 12.480 lire imperiali. Il dottore in legge Antonio Bossi, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Protaso ad Monachos, e Paolo Castiglioni figlio del fu Beltrame, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Vittore ai Quaranta Martiri, agendo come procuratori del duca di Milano, si accordano con Francesco Premenugo, figlio del fu Margioli, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, questi promettere di vendere per il prezzo di 12.800 lire imperiali, delle quali gli sono anticipati 8.800 lire che confessa di avere ricevuto e le restanti 4.000 lire gli agenti del duca promettono di versarli alla definizione del contratto, la proprietà è un sedime sito a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus con edifici, portici, solai, cantine sotto terra, orto, brolio, due corti, un prato, pozzi e luoghi curiali, confinante da un lato con i beni di Lorenzo Marinoni, dall’altro con i beni degli umiliati di Crescenzago in parte e in parte con gli eredi di Guidetto Marinoni, dall’altro con i beni di Ambrogio da Garbagnate in parte e in parte sempre con i beni degli umiliati di Crescenzago per un’estensione complessiva di 9 pertiche. Segue la grida fatta per la vendita dei beni del Premenugo.

Nota: 1475 agosto 30, ASMO, Archivio Litta 258. Pietro Anzaverti loca in perpetuo per 33 lire imperiali ad Ambroigo Marinoni, figlio del fu Vincenzo, due parti di un sedime sito a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, confinante «ab una parte strata que appellatur cursus porte Nove Mediolani, ab alia Baptista de Sellanova, seu quod per eum tenetur, ab alia alia illustrissimi et eximii domini domini ducis mediolani, et ab alia dominarum dell’annunciata Mediolani». Roga il notaio milanese Antonio Confalonieri.

 

1470 ottobre 9, Milano

Galeazzo Maria Sforza dona la casa di Porta Nuova a Alessandro Sforza.

 

1477 gennaio 3, Milano

ASMi, Registri ducali 32, ff. 4-6.

Gian Galeazzo Sforza e Bona di Savoia donano ad Ottaviano Sforza la casa «super cursus porte Nove” detta “domus illorum de Premenugo».

 

1477, 

Corio-Morisi Guerra 1978,vol. II, p. 1412.

A questo per la ducissa essendo proveduto, li fratelli predicti uscirono de corte, il perché Sforza entrò nel palazzo che fu de Thomaso da Rieto, contiguo a porta Tonsa. Filippo in quello de Scaramuza Visconte a porta Vercellina, Ludovico ne l’habitazione de Ziliolo di Bonizi cremonese a Sancto Giovanne in Concha, dove già fu la corte di Bernabò, Ascanio ne la contrada de Fagnano nel palazo che già fu de Lionardo Vicemala, ed Octaviano in quello di Francesco Preminuto sopra il corso di porta Nova.

 

1483 aprile 28, Milano.

ASMi, Notarile 3882, notaio Francesco Barzi, atto numero 218.

Bibl.: Zanoboni 2005, p. 41

Costanzo Sforza di Pesaro ipoteca per un debito di 6.000 lire contratto con Niccolò da Gerenzano per l’acquisto di panni serici la casa di porta Nuova, descritta come «sedimen unium situm et jacentem in civitate Mediolani in porta Nova et in parrochie Sancti Bartolmei intus, quod appellatur est domus pulcra, quod est cum hedefitiis, cameris, solariis, curte, putheo, orto et aliis suis juribus et pertinentiis. Cui coheret ab una parte strata, ab alia Jacobi de Garbagnate, ab alia dominorum prepositi et fratrum Brayde, et ab alia domini Jacobi de Casate».

 

1486 giugno 30, Milano, Iacopo Guicciardini a Lorenzo de Medici

ASFi, Mediceo Anti Principato, filza 39, n. 525.

Circha il fatto della casa io mi bargavo a quella da porta Nuova, come ti scrissi, per rispetto degli obrighi in quella d’Urbino, ma trovando ancora in quest’altra delle medesime cose per essere del signor de Pesero, ed essere stata data al padre e posedendola, sono stato confortato tore quella che fu d’Urbino […].

 

1494 maggio 23,

ASMi, Notarile 1882, notaio Antonio Zunico.

Il tesoriere Antonio Landriani vende per il prezzo di 3592 lire imperiali a Galeazzo Moroni, figlio del fu Antonio, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Martino ad Nuxigiam, un sedime sito a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus «vidilicet super cursu a manu sinistra eundo versus portam Novam quod est cum suis hedifitiis, cameris, solariis, curiis tribus, orto, putheo, necessario et aliis suis iuribus et pertinentiis cui coheret ab una parte dictus curus, ab alia Petrus Guidonus et fratres de Undegardis in parte et in parte tenetur ad libellum per Santinam de *** heredes domini Iacobi de Garbagnate et in parte monasterii Sancte Marie de Carscenzagi, ab alia, vidilicet in fondo dicti orti, monasterii predicti de Carscenzagi et ab alia illustrissimi domini domini ducis Mediolani et fuit illorum de Premenugo et nunc est illustris domini domini Pisauri».

 

1503 dicembre 9, Milano, porta Orientale, parrocchia di Santa Maria alla Passerella, casa di Giovanni Stefano Castiglioni (già casa di Lorenzo Mozzanica).

ASMi, Notarile 2923, notaio Bartolomeo Pagani.

Giovanni Stefano Castiglioni, figlio del fu Francesco, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di Santa Maria alla Passerella, vende per il prezzo di 9.175 lire imperiali ad Aloisio Bechet, figlio del fu Giacomo un sedime sito a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, sul corso di porta Nuova e detto “domus pulcra”, già ceduto al Castiglioni da Bernardino da Corte con atto rogato dal notaio Bartolomeo Pagani il 12 dicembre 1502, «quod sedimen est cum suis hedeffitiis cameris, solariis, stallis, zardino, curiis, et aliis, suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte domini Prevostini de Pyoris in parte et in parte monialium de la Nuntiata Mediolani, ab alia bona tenetur per prepositure de Crasenzago, ab alia domini Galeaz Moroni et ab alia strata».

Nota: La chiesa dell’Annunciata, sottoposta alla giurisdizione dei canonici Lateranensi, sorgeva all’inizio dell’attuale via Manzoni, sulla destra appena entrati dagli archi di porta Nuova. Chiesa e convento erano stati edificati a partire dal 1484 con i finanziamenti di casa Cagnola; all’interno della chiesa era conservata almeno una tavola probabilmente riferibile agli anni della donazione dell’edificio: «nella cappella alla dirita mano trovasi una tavola di pennello antico, ma incognito, che mostra un Cristo estinto in seno alla Vergine molto Addolorata, e un san Girolamo»; una deposizione forse simile a quella di Zenale ora a Nizza e probabilmente proveniente da Santa Maria di Brera (Torre 1714, p. 265; Arisi, Buganza, Rossetti 2008).

 

1508 agosto 28, Milano. 

ASMi, Notarile 2924, notaio Bartolomeo Pagani

Altre volte Giovanni Stefano Castiglioni vendette un sedime in San Bartolomeo intus detto «domus pulcra» per 9.570 lire imperiali a Giovanni Becheto figlio del magnifico Aloisio procuratore del padre con atto del notaio Bartolomeo Pagani 9 dicembre 1503. Seguì poi una confessio di 3.000 lire del 1 marzo 1505 e ora Giovanni Stefano Castiglioni, abitante a Milano in Porta Orientale, parrocchia di San Pietro all’Orto dichiara di avere ricevuto 1.000 lire delle 5.000 che ancora gli sono dovute.

 

1514 luglio 20, Milano.

ASMi, Notarile 2981, notaio Francesco Pagani.

Con la mediazione di Battista Visconti e con prestito di Giovanni Pietro Porri, Giacoma Fedeli, figlia del fu Cristoforo, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, moglie di Aloysio Becheti, retrovende la casa di Porta Nuova per il prezzo di 10.000 lire imperiali a Giovanni Stefano Castiglioni, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Fedele, «Nominative de sedimen uno magno syto et jacente in porta Nuova Mediolani, parochie Sancti Bartolomey intus quod nuncupatu La casa Bella, quos est cum suis hedefitiis, cameris, sollariis, curiis, stalla, necessariis, viridario et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia in parte domini prepositi de Piolis et in parte monasterii Nunciate Mediolani, ab alia prefati domini Aluisii per virindario quod per prefatum dominum Aluisium tenetur ad libellum nomine monasteri de Carsenzacho, et ab alia in parte heredum quondam domini Galeaz Moroni et in parte dicti virindari».

 

1536 gennaio 27, Milano.

Mongeri 1881, p. 428; Dimitrio 2007, pp. 47-48

Il grancacelliere Francesco Taverna permuta la Ca Bella di Porta Nuova con la casa di Girolamo Aliprandi in porta Nuova, parrocchia di San Donnino alla Mazza.