Palazzo di Filippo Eustachi a Porta Vercellina
Edoardo Rossetti
Milano, porta Vercellina, parrocchie di San Martino al Corpo intus e San Pietro sul Dosso
Milano, corso Magenta 27, 29, via Terraggio, 1, 3, 5 (edificio solo parzialmente esistente)
Passaggi di proprietà:
- Guido Antonio Arcimboldi (ca. 1470-1485)
- Filippo Eustachi (1485-1489)
- Convento di Sant’Agnese, agostiniane (1489-sec. XVIII)
Bibliografia: Motta 1892; Fumagalli, Santambrogio, Beltrami 1892, vol. III, p. 57; Moretti 1900; Clausse 1900, vol. I, pp. 182-191; Fabriczy 1900, pp. 5-6; Gazzola 1939; Marchini 1942, p. 92; Mezzanotte Bascapè [1948] 1968, pp. 325-327; Heydenreich 1977, vol. II, pp. 321-323; Patetta 1987, pp. 308-313, 409; Martinis 2003, p. 46; Rossetti 2005-2006; Covini 2007, pp. 313-314; Schofield 2013, pp. 32-42; M. Ceriana, E. Rossetti, in Bramante 2015, pp. 196-197, scheda III.11; Martinis 2015; Schofield 2016; Martinis 2021, pp. 75-109.
Il complesso soggetto di diversimisunderstanding è creduto da Giorgio Giulini la dimora milanese di Scaramuccia Visconti (in realtà esattamente dal lato opposto di corso Magenta), mentre da Emilio Motta (1892) è creduto la dimora donata da Ludovico il Moro a Lorenzo de Medici dopo la vendita del Banco Mediceo. L’edificio donato a Lorenzo nel 1486 è in realtà il palazzo dei Montefeltro, poi Salvatico. La leggenda della donazione ai Medici caratterizza direttamente la storia della casa in corso magenta ancora nota con il nome della famiglia fiorentina.
Il palazzo nasce invece come dimora di Guido Antonio Arcimboldi che abita qui durante gli anni Settanta del XV secolo in uno spazio caratterizzato anche per l’esistenza della più importante dimora della famiglia Arcimboldi sita dall’altro lato di corso Magenta accanto alla dimora di Scaramuccia Visconti in Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta.
Nel 1485, Guido Antonio Arcimboldi vende la dimora per 7.900 lire imperiali a Filippo Eustachi, castellano di Porta Giovia. Nel 1486, Bramante è attestato come abitante in Porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo intus. Un territorio parrocchiale che praticamente include solo le case acquistate dall’Eustachi per ampliare il palazzo Arcimboldi.
Nel settembre 1489, l’Eustachi è arrestato e condannato a morte ma poi graziato e detenuto per un lustro come prigioniero di riguardo in alcuni castelli ducali. Il palazzo rimasto incompiuto è donato alle monache di Sant’Agnese che hanno il loro cenobio alle spalle del sontuoso edificio.
Di fatto la dimora Eustachi è l’unico palazzo milanese con facciata plastica disposta su uno degli assi viari principali della città. Del complesso si conserva parte del secondo cortile e un salone terreno (poi parzialmente cinema Orchidea d’Essai). La facciata è nota da un’incisione di Giulio Cesare Bianchi del 1760 e rappresenta una complicato tentativo di conciliare modelli antichi con un’inedita monumentalità moderna; compaiono qui per la prima volta a Milano pareste ribattute bramantesche. Il complesso doveva essere incentrato su due cortili formanti un parallelepipedo allungato con il fronte lungo su corso Magenta e quello breve su via Terraggio, dietro al quale sorgeva un giardino. La corte di sinistra più piccola doveva essere quella originaria di casa Arcimboldi, mentre quello di destra aveva un fondale con nicchie depresse.
Sia per questioni documentarie, sia per il linguaggio della facciata e della corte con nicchie, si può fare rientrare l’edificio nel catalogo (assai ristretto) dei palazzi progettati da Bramante.

Giulio Cesare Bianchi, Avanzi del palazzo di Scaramuccia Aicardi da San Giorgio Visconti, 1760, illustrazione delle Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città e campagna di Milano ne’ secoli bassi di Giorgio Giulini.

Restituzione della facciata del Palazzo Eustachi (rielaborazione grafica di Edoardo Rossetti).
Regesto dei documenti:
1. 1485 marzo 12,
Milano, castello di Porta Giovia
ASMi, Notarile 2060, notaio Giosafat da Corbetta
Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 437, nota 16
Venditio
Il magister Giacomo Luoni, figlio del fu Baldassarre, vende per il prezzo di 180 fiorini, al magnifico militi et comiti domino Filippo Eustachi, consigliere ducale e castellano del castello di Porta Giovia di Milano, figlio del fu magnifici militis domini Antonio, i miglioramenti di un sedime sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, quod est cum suis hedifitiis, cameris, solariis, curtis duabus, et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte Pignotelle Mediolani, et tenetur per heredum quondam domini Rossini de la Cruce, ab alia prefati domini emptoris, et tenetur per heredum magistri Iohanni de Pavia, et ab aliis strata. Contestualmente il Luoni confessa di avere ricevuto 180 fiorini da Filippo Eustachi.
2. 1485 giugno 13,
Trezzo, castello
ASMi, Notarile 2060, notaio Giosafat da Corbetta
Bibl.: Somaini 2003, vol. I, p. 157, n. 32; Rossetti 2005-2006, p. 437, nota 15
Venditio
Il magnificus miles dominus Guido Antonio Arcimboldi, consigliere ducale, castellano del castello di Trezzo e figlio del fu magnifici et prestanti iuris utriusque doctoris domini Niccolò, abitante nel castello di Trezzo, vende per la somma di 7.900 lire imperiali a Francesco Corio, figlio del fu Gabriele, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo intus, agente a nome di Filippo Eustachi, due sedimi contigui siti a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo intus, que sunt cum hedeffitiis, cameris, solariis, sallis in terra et solaro, porticibus, ortis, curiis et stallis, ac stationis quam pluribus et aliis suis iuribus et pertinentiis, quibus omnibus coheret ab una parte strata cursiis Porte Verceline Mediolani, ab alia monasterii Sancte Agnetis Mediolani, ab alia similiter dicti monasterii, ab alia in parte Bartolomei de Anono et in parte heredum magistri Martini de Leucho, et in parte strata, sive platea, et in parte infrascripta domus, sive utile dominium ipsius quod sue qua tenetus per prefatum dominum Guidum Antonium sive eius nomine; item de utili dominio et naturali possessione domorum duarum, seu sediminis duabus […] sitis in porte Verceline, parocchie Sancti Petri supra Dorsum Mediolani, que sunt cum suis hedefitiis, cameris, solariis, curtis et aliis suis iuribus et pertinentiis, quibus coheret ab una parte strata, ab alia suprascripta domo sive sedime, et ab aliis suprascripti monasterii Sancte Agnetis Mediolani; con l’onere di corrispondere per questi due ultimi sedimi un fitto annuo di 10 lire imperiali all’Ospedale di San Giacomo di Milano. Contestualmente Guido Antonio Arcimboldi confessa di avere ricevuto 1.900 lire da Francesco Corio, mentre il Corio promette che 2.000 lire saranno versate da Giuliano Bossi entro le prossime calende di luglio e le restanti 4.000 lire saranno versate da Aloisio Cagnola entro la prossima festa di Pasqua.
3. 1485 giugno 28,
Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, casa di Margherita de Civinini
ASMi, Notarile 2060, notaio Giosafat da Corbetta.
Apprensio
Margherita de Civinini, figlia del fu Petrolo e vedova del fu magistri Giovanni da Pavia, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, prende possesso in riscossione della propria dote dei miglioramenti apportati al sedime in cui Margherita abita sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, quod est cum suis hedefitiis, cameris, solariis, portichu a titulu (?) ante putheo, loco curiali et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia in parte strata et in parte tenetur per hredum quondam domini Roffini de la Cruce, ab alia tenetur per dictos heredes, et ab alia magnifici militis et comitis domini Filipi de Eustachio, per il cui sedime, insieme ad un altro contiguo ora acquistato da Filippo Eustachi dal luogo pio della Pagnottella di Milano, si versava un fitto livellario di 8 fiorini; ora Margherita si impegna a versare un fitto di 4 fiorini a Filippo Eustachi.
4. 1485 agosto 1,
Milano, castello di Porta Giovia
ASMi, Notarile 2060, notaio Giosafat da Corbetta
Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 437, nota 16.
Venditio
Giacomo Brusati, figlio del fu Albertino, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria Podone, vende per la somma di 469 lire imperiali e 4soldi a Filippo Eustachi il diritto di riscuotere un fitto annuo di del valore di 12 fiorini da Bartolomeo Annoni, figlio del fu Giovanni detto Giacomo, su un sedime sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo intus, quod est cum suis hediffitiis, cameris, sollariis, curte, puteo, stationa a platea, et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui sedimine coheret ab una parte strata, ab alia heredum quondam magistri Martini de Leucho, et ab aliis prefati domini emptoris. Contestualmente il Brustai confessa di avere ricevuto le 469 lire e 4 soldi da Filippo Eustachi.
5. 1485 agosto 2,
Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Nicolao intus, casa del notaio Giosafat da Corbetta
ASMi, Notarile 2060, notaio Giosafat da Corbetta
Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 437, nota 16.
Venditio
Margherita Salimbene de Civinini, figlia del fu Petrolo e vedova del fu magistri Giovanni da Pavia, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, vende per la somma di 400 lire imperiali a Francesco Corio, figlio del fu Gabriele, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Martino al Corpo intus, agente a nome di Filippo Eustachi, il sedime sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso, in cui Margherita abita quod est cum suis hedefitiis, cameris, sollariis, curte, putheo, necessario et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte prefati domini emptoris, ab alia teentur per heredum quondam domini Rossini de la Cruce, nomine Pignottelle Nigri de Mediolano, et ab aliis strata, sul quale Margherita pagava un fitto a Filippo Eustachi per il canone annuo di 4 fiorini annui (come risulta da un documento di investitura rogato dal notaio milanese Giosafat da Corbetta). Contestualmente Margherita confessa di avere ricevuto le 400 lire da Francesco Corio e rinuncia all’investitura dei beni.
6. 1486 novembre 21,
Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella
ASMi, Notarile 2157, notaio Materno Figini
Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 447.
Confessio
Il magnificus et prestantissimus milles dominus Gaspare Ambrogio Visconti, figlio del fu magnifici millitis domini Gasparis, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, seu Santa Maria al Circo, figlio del fu Gaspare, confessa di avere ricevuto 700 lire imperiali dallo spectabile domino Agostino Somenzi, figlio del fu [***], abitante a Milano nel castello di Porta Giovia, agente a nome di Filippo Eustachi, a soluzione del fitto annuo dovuto al Visconti per i beni di Zerbolò in Lomellina (come risulta da un documento di investitura rogato dal notaio milanese Giovanni Francesco Castiglioni). Tra i testimoni compare dominus Bramantes de Monteasdrubaldo, filius domini Angeli, porte Vercelline, parochie Sancti Martini ad Corpus intus Mediolani.
7. 1489 settembre 20,
Milano
ASMi, Cimeli 5, doc. 12 (già Fondi Camerali p.a. 240)
Il duca Galeazzo Maria Sforza dona alle monache di Sant’Agnese il palazzo che già fu di Filippo Eustachi, cum suis hedefitiis, cameris, curiis, ac spatiis terre sita in porta Vercellina parochie Sancti Martini ad Corpus Mediolani quibus coheret ab una parte strata, sive corsus porte Vercelline, ab alia in parte tenetur ad libellum per heredes quondam magistri Martini de Leuco in parte, et in parte strata, et ab aliis partibus dictum monasterium; item aliud sedimen situm ut supra apud suprascripta sedimina mediante strata, cui coheret ab una parte strata accessii, ab alia strata sive platea, ab alia tenetur ad libellum per Virgilium Cribellum sive eius uxorem, et ab alia terragum simuluque cum omnibus lignis, lapidibus, lateribus aliisque bonis medilibus existentibus in dictus sedimibus.
8. 1492 maggio 11,
Milano
ASMi, Sforzesco 1105, Bergonzio Botta a Ludovico Maria Sforza
Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 454; Covini 2007, p. 314, nota 203.
Heri, come scrisse ala vostra excellentia, messer frate Bernardino, magistro Aluysio da Marliano et io andassemo ad Cassano ad visitar messer Philippo Eustachio et exequire quello che essa ne commisse. Hora l’aviso, come gionti che fussemo facemo la visitatione et lo confortorono cum megliore parole che indicaremo esser ad satisfatione dela vostra excellenti per recercar alquanto l’animo suo. Et certamente el trovaremo star bene et in tutto libero de la alteratione che li vene l’altro giorno; quale esso magistro Aluysio ha bene inteso. Messer frate Bernardino insieme cum me parloe poi molto liberamente circa la facenda de la casa. Luy [Filippo Eustachi] vedendosi fare tanto galiarda oblatione, disse che et la casa et quanto ha insieme cum la persona sua è in arbitro de la vostra excellentia de poterne disponer come le piace. Ma che la conditione sua non è tale, che el possa far tanto dono a uno monasterio et che la volontà et animo suo è, poiché l’ha data al monasterio de Santa Agnesa, de lassargliala, dandoli la vostra excelentia uno contraccambio, altramente non, come più ampliamente essa mandera dal prefato messer frate Bernardino che serà li domane mattina […].
9. 1501 ottobre 26,
Milano, monastero di Sant’Agnese, in parlatoio
ASMi, Notarile 4487, notaio Maffiolo Giussani,
Il console di giustizia Andrea da Gradegnano vigila sulla vendita fatta dai coniugi Giovanni Pietro Magenta, figlio del fu Cristoforo, e Donnina da Lecco, figlia del fu magistri Martini, alle monache di Sant’Agnese dei miglioramenti del valore di 100 lire imperiali fatti su metà di un sedime sito a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Pietro sul Dosso seu San Martino al Corpo intus, videlicet prope Rochetam dicte Porte, confinante da un lato con la strada, da due lati con il monastero e da ultimo con l’altra metà del sedime su cui si presta un fitto di 6 lire, 8 soldi e una libra di cera alle monache di Sant’Agnese.
10. Carlo Torre, Il ritratto di Milano, Milano, Federico Agnelli, 1674, p. 209; Carlo Torre, Il ritratto di Milano, Milano, Agnelli, 1714, pp. 195-196.
Da questo vico alla diritta mano, che Terraccio viene de’ Milanesi chiamato, vassi all’Arco per di dentro della Vercellina Porta, ed è questi, che incominciamo a scoprire, havendovene già di lui discorso, quando poco fa si trovammo nel suo Borgo chiamato Brolo grande, vi ridussi ad osservarlo di nuovo, per mostrarvi questo Palazzo, quasi distrutto, che in tal vicinanza resta innalzato à cotte quadrate pietre in vaghi lavorii, bizzarrie delle passate età, ora diventato quasi tutto Clausura delle Monache di S. Agnese, e verso la pubblica strada fatto abitazione di minuta gente, con varie aperte Botteghe, era egli al tempo de’ Principi regnanti Visconti Palagio d’uno di loro, chiamato Scaramuccia, mà terminata la linea de’ Padroni Visconti con publica vendita habbe à riconoscere differenti Possessori.
11. Nicolò Sormani, Passeggi storico-topografico-critici nella città, indi nella diocesi di Milano, III, Milano, Pietro Francesco Malatesta, 1751, p. 35.
Sulla porta che mette nell’atrio del monastero, sta la titolare S. Agnese in marmo, rivolta alla casa del signor marchese senatore Visconti d’Aragona, s’estendono i chiostri al Terraccio, e alla casa, che fu di Scaramuccia Visconti; della quale veggonsene le reliquie in minuti lavori di pietre cotte all’antica.
12. Giorgio Giulini, Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città e campagna di Milano ne’ secoli bassi, Milano, Giambattista Bianchi, 1760, XII, pp. 512-513, tav. IX.
Il Sormani [Passeggi, Tom. III, p. 35] e il Torre affermano che quel signore vivendo ebbe la sua abitazione in un palazzo presso la porta Vercellina di que’ tempi, di cui tuttavia si conserva qualche vestigio. Veramente da ciò ch’io ho notato sotto l’anno 1426 si comprende che l’abitazione del detto Scaramuccia era bensì nella porta Vercellina, ma non nel sito dove sono i vestigi di quel palazzo, non corrispondendo la parrocchia, pure dall’anno 1426 al 1457 in cui morì quel signore, secondo la sua iscrizione sepolcrale, vi passarono più di trent’anni, ne’ quali non è impossibile che lasciasse la primiera abitazione, e facesse fabbricare quel nuovo palazzo. La curiosa architettura di questo edificio tutto ornato di pietra cotta, ci fa vedere che gli architetti del tempo in cui fu eretto, ben riconoscevano il disordine del gotico, ma ancora non sapevano usare la buona architettura romana e greca.
13. Carlo Bianconi, Nuova guida di Milano per gli amanti delle belle arti e delle sacre e profane antichità milanesi, Milano, Sirtori, 1787, p. 277
Dalla parte del terraggio, strada che va lungo il canale, e sul corso di porta Vercellina restano uniti alle mura di queste madri [di Sant’Agnese] alcune vestegia della casa di Scaramuccia Visconti cominciata nel fine del decimoquinto secolo, da’ quali si può conoscere cos’era creduto a que’ giorni finezza di gusto architettonico ne’ palazzi.
Bibliografia estesa:
Bramante 2015 = Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499, catalogo della mostra (Pinacoteca di Brera, 4 dicembre-22 marzo 2015), a cura di M. Ceriana, E. Daffra, M. Natale, C. Quattrini, Milano, Skira, 2015.
Clausse 1900-1902 = Gustave Clausse, Les Sangallo, architectes, peintres, sculpteurs, médailleurs, XVe et XVIe, Paris, Ernest Leroux, 1900-1902.
Covini 2007 = Maria Nadia Covini, «La balanza drita». Pratiche di governo, leggi e ordinamenti nel ducato sforzesco, Milano, Franco Angeli, 2007.
Fumagalli, Sant’Ambrogio, Beltrami 1892 = Carlo Fumagalli, Diego Santambrogio, Luca Beltrami, Reminiscenze di Storia ed Arte nel suburbio e nella città di Milano, III, Milano, Calzolari e Ferrario, 1892.
Gazzola 1939 = Piero Gazzola, La casa dei Medici in porta Vercellina a Milano, in Atti del IV convegno nazionale di Storia dell’Architettura, Milano, Comitato ordinatore presso la Regia Soprintendenza ai Monumenti, 1939, pp. 153-162.
Heydenreich 1977 = Ludwig Heinrich Heydenreich, Giuliano da Sangallo in Vigevano, ein neues Dokument, in Scritti di Storia dell’Arte in onore di Ugo Procacci, Milano, Electa, 1977.
Marchini 1942 = Giuseppe Marchini, Giuliano da Sangallo, Firenze, Sansoni, 1942.
Martinis 2008 = Martinis, L’architettura contesa. Federico da Montefeltro, Lorenzo de’ Medici, gli Sforza e palazzo Salvatico a Milano, Milano, Bruno Mondadori, 2008.
Martinis 2015 = Martinis, Repression and a Paper Trail in Milan: The Palazzo of Filippo Eustachi at Porta Vercellina, «San Rocco», 11, 2015, pp. 71-82;
Martinis 2021 = Roberta Martinis, Anticamente moderni. Palazzi rinascimentali di Lombardia in età sforzesca, Macerata, Quodlibet Studio, 2021, pp. 75-109.
Mezzanotte, Bascapè [1948] 1968 = Paolo Mezzanotte, Giacomo Carlo Bascapè, Milano nell’arte e nella storia, a cura di Gianni Mezzanotte, Milano-Roma, Carlo Bestetti – Edizioni d’arte, 1968.
Moretti 1900 = Gaetano Moretti, Avanzi della Casa Medici in via Terraggio, Relazione XIII dell’Ufficio Regionale per la conservazione dei Monumenti, Milano 1900
Motta 1892 = Emilio Motta, Appunti e Notizie, Palazzo in Milano donato a Lorenzo il Magnifico, «Archivio Storico Lombardo», 19, 1892, p. 493.
Patetta 1987 = Luciano Patetta, L’architettura del Quattrocento a Milano, Milano 1987.
Rossetti 2005-2006 = Edoardo Rossetti, L’incompiuto palazzo del castellano Filippo Eustachi a porta Vercellina (1485-1489), «Archivio Storico Lombardo», 131-132, 2005-2006, pp. 431-461.
Schofield 2013 = Richard V. Schofield, Bramante dopo Malaguzzi Valeri, in “Arte Lombarda”, 167, 2013, pp. 5-51.
Schofield 2016 = Richard V. Schofield, Bramante and the Palazzo Eustachi, in Courts and Courtly Cultures Courts and Courtly Cultures in Early Modern Italy and Europe. Models and Languages, edited by S. Albonico, S. Romano, Rome, Viella, 2016, pp. 261-287.
von Fabriczy 1903 = Cornelius von Fabriczy, Progetto di Giuliano da Sangallo per un palazzo in Milano, «Rassegna d’Arte», gennaio 1903, pp. 5-6.
