Chiesa dell’Incoronata a Lodi.
Roberta Martinis
Disegni Paravicini: BAMi, III.St.E.XIV, volume 16, tavole 23, 24 (numerazione originale 20, 21); S.P.II.217, quaderno 6, cc. 27-35 (numerazione originale cc. 22r-30r).
I disegni sono all’esposizione di Torino (1884, p. 120, n. 267): «Chiostro di San Lanfranco presso Pavia – antica chiesa del convento di Gratosoglio – Camino nella villa Strambio a Corneno – Avanzi delle antiche mura di Lodi – Canonica in Lecco – Cortile dell’ospedale di Lodi – Chiesa dell’Incoronata di Lodi – Broletto di Como – Cromle di Golasecca – Casa in Carate, Brianza – Macello pubblico in Como – Castello di Lecco (un album con tavole 40)». Corrisponde al volume 16 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 1.
Riproduzione dell’Incoronata di Lodi in Paravicini 1879, p. 143, fig. 58.
Dai disegni di Paravicini di questo edificio è realizzata anche una xilografia firmata «Mantovani SC», posta a corredo del volume Felice De Angeli, Lodi, monografia storico-artistica pubblicata col concorso di parecchi cultori di storia patria, e del Municipio con documenti inediti, Milano, Francesco Vallardi, 1877.

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio
Storia di Santa Maria Incoronata di Lodi [Per una versione estesa di questo testo cfr. Martinis 2021, pp. 283-323].
Il 20 maggio 1488 vengono stipulati Pacta et conventiones tra i deputati della Fabbrica dell’Incoronata di Lodi e l’ingegnere ducale Giovanni Battagio «inzignerius et architector filius quondam magistri Dominici» per la costruzione della chiesa; li quale si impegna tra le altre cose ad accettare la valutazione di maestri e uomini competenti per il compenso da ricevere «pro laboreriis que per eum fierent in ornamentis dicatae Ecclesiae videlicet ad stampam […] et similiter de figuris quae manualiter fierent per ipsum magistrum Iohannem» (ASCLo, Archivio della Scuola e Chiesa dell’Incoronata e Monte di Pietà di Lodi, 20 maggio 1488, in Susani 2002, p. 127). Il progetto per la chiesa lodigiana segna il rientro di Battagio nella sua città natale, dopo la formazione insieme ai fratelli Antonio e Gabriele nel cantiere dell’Ospedale maggiore come maestro da muro del 1465-66 (Giordano 1989). Per l’Incoronata vengono impiegate diverse maestranze provenienti da San Satiro, Bergognone compreso, in una trasmigrazione in provincia del modello “modernamente antico” della Sacrestia, elaborato da Bramante, ma qui sottoposto da Battaggio ad accentuazione prospettica negli arconi troncoconici, sempre nella lezione milanese.
Verosimilmente Battagio (Gritti 2007) seguirà i lavori nelle prime fasi, forse affiancato da Agostino de Fondulis, ma nell’aprile 1489 viene licenziato dopo il collaudo delle fondamenta dell’edificio condotto da Dolcebuono e Lazzaro Palazzi (Giordano 1988, pp. 61-101). Contemporaneamente viene coinvolto nella prima progettazione di Santa Maria della Passione a Milano (Modesti 2002).
Il passaggio del progetto da Battaggio a Dolcebuono vede la compresenza di maestranze facenti capo a entrambi: se l’affido nel 1489 dell’esecuzione degli otto capitelli e delle otto chiavi d’arco allo scalpellino milanese Giacomo Appiani su disegno di Dolcebuono farebbe pensare a una completa estromissione delle maestranze battagesche, il contratto dell’1 novembre 1497 per l’affido a Bergognone e Antonio Raimondi della decorazione della cappella maggiore e dell’ancona, dimostra come ancora parecchi anni dopo tali maestranze fossero necessarie al completamento dell’opera (Giordano 1980, p. 3).
A dimostrare il ruolo cardinale di Agostino de Fondulis nell’allestimento degli spazi battaggeschi, nonostante l’allontanamento del suocero dal cantiere dell’Incoronata, avvenuto nel 1491, con il subentro di Dolcebuono, egli è (o resta) incaricato per le decorazioni: il 29 ottobre 1493 viene pagato per con un acconto di 16 lire per la realizzazione di 16 «testonis cum busto in tondo unius brachis», da consegnare presso la fornace di Montodine, tra Crema e Lodi (Bandera 1997, p. 106 e Regesto dei documenti, XI p. 197). I sedici busti dell’Incoronata, trasfigurata per l’occasione in Tempio di Salomone, trovano posto nei pennacchi degli archi, e vengono ritratti per tempo nello sfondo della Presentazione di Gesù al Tempio (1497) dal Bergognone. La qualità delle teste lodigiane, sensibilmente minore rispetto a quella delle teste milanesi della Sacrestia di San Satiro, è difficilmente valutabile a causa dei numerosi restauri e ridipinture che le incrostano di una spessa patina (Sciolla 1990, p. 157; Bandera 1997, p. 106).
Sul passaggio lodigiano di de Fondulis si fonda l’attribuzione dei fregi esterni di palazzo Mozzanica nel 1493 senza alcun riscontro documentario (Romanini 1956, p. 665; Carubelli 1969, pp. 11-12; Bandera 1997, p. 109), che alla luce di queste esperienze appare un’ipotesi fragile, accoglibile solamente pensando che da qui Fonduli attivi una produzione seriale che abbia abbassato notevolmente la qualità dei prodotti della sua bottega. Appare però assai difficile pensare che questa fase di intensa sperimentazione, così concentrata, non abbia avuto ricadute su Agostino.
Bibliografia estesa:
Auletta Marrucci 1995 = L’Incoronata. Il tempio di Lodi, a cura di R. Auletta Marrucci, Lodi 1995.
Bandera 1997 = S. Bandera, Agostino de’ Fondulis e la riscoperta della terracotta nel Rinascimento lombardo, Bergamo 1997.
Carubelli 1969 = L. Carubelli, L’arte della terracotta a Cremona, Cremona 1969.
Giordano 1980 = L. Giordano, Giovanni Battaggio e l’Incoronata, Lodi, 1980.
Giordano 1988 = L. Giordano, Giovanni Battaggio e l’Incoronata, in Le stagioni dell’Incoronata, Lodi 1988, pp. 1-40,
Giordano 1989 = L. Giordano, L’architettura e la scena urbana, in I Piazza di Lodi, Milano 1989, pp. 48-51.
Gritti 2007 = J. Gritti, voce Battagio, Giovanni, in Ingegneri ducali e camerali nel ducato e nello Stato di Milano (1450-1706). Dizionario biobibliografico, a cura di P. Bossi, S. Langé, F. Repishti, Firenze 2007, pp. 43-44
Modesti 2002 = P. Modesti, Santa Maria della Passione a Milano, in Bramante milanese e l’architettura del Rinascimento lombardo, a cura di C.L. Frommel, L. Giordano, R. Schofield, Venezia 2002, pp. 299-313.
Paravicini 1879 = Tito Vespasiano Paravicini, Le arti del disegno in Italia. Storia e critica, III. L’Evo Moderno, Milano, Vallardi, 1879.
Romanini 1956 = A. M. Romanini, L’architettura milanese nella seconda metà del Quattrocento, in Storia di Milano, VII, Milano 1956, pp. 602-691.
Ronna 1824 = T. Ronna, Storia della Chiesa di Santa Maria Della Croce, Milano 1824.
Sciolla 1990 = G. A. Sciolla, Artisti, committenti, cantieri a Lodi nella seconda metà del XV secolo, in Lodi. La storia dalle origini al 1945, vol. II, Lodi 1990, pp. 111-279.
Susani 2002. = E. Susani, Santa Maria Incoronata a Lodi, in La chiesa a pianta centrale, tempio civico del rinascimento, a cura di B. Adorni, Milano 2002, pp. 119-129.
Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.
