Bellinzona, Castelli

Castelli di Bellinzona

I manieri fortificati che caratterizzano il borgo di Bellinzona sono tre: (1) Castelgrande (anche detto Castello d’Uri, Castello Vecchio o nel XIX secolo Castello di San Michele) un tempo direttamente collegato alle mura del borgo e alla Murata che serrava la valle del Ticino; (2) Castello di Montebello (anche detto Castello Piccolo, Castello di Svitto o di San Martino); (3) Castello di Sasso Corbaro (anche detto Castello di Cima, Castello Unterwalden, o di Santa Barbara).

Si tratta di strutture che hanno origine da precedenti fortificazioni del XIII e XIV secolo completamente riformate in epoca sforzesca in modo tale da creare una possente fortificazione a difesa dei confini settentrionali del ducato.

I documenti assegnano per Castelgrande la chiusura del cantiere principali agli anni 1487-1489, per Montebello lavori tra il 1462 e il 1490, per Sacco Corbaro attività tra il 1478 e il 1482 con interventi degli ingegneri ducali Matteo da Como, Danesio Maineri e del fiorentino Benedetto Ferrini.

In realtà gli edifici che si vedono ora sono in parte frutto di interventi di restauro realizzati durante il XX secolo in parte anche su modello di quanto realizzato a Milano da Luca Beltrami.

Il primo edificio a subire radicali interventi fu il Castello di Sasso Corbaro per il quale fu progettato tra il 1871-1872 un completo restauro su progetto di Luigi Fonanta atto a trasformare il maniero in albergo, si susseguirono altri interventi che reinventarono di fatto la struttura con lavori di restauri che furono mediati anche dai pareri di Johann Rudolf Rhan e un definitivo progetto ricostruttivo degli anni 1930-1935 ad opera di Giuseppe Weith. Il Castello di Montebello nato su una rocca dei Rusca del Trecento fu completamente reinventato da Eugen Probst tra il 1902 e il 1910. Ultimi per cronologia (1953), ma particolarmente interessanti per le polemiche che ne derivarono gli interventi di ricostruzione di Castelgrande che videro contrapporsi l’operato di Max Alioth a quello del suo assistente Giuseppe Weith.

 

Bibliografia estesa:

Chiesi 1988 = Giuseppe Chiesi, Bellinzona ducale. Ceto dirigente e politica finanziaria nel Quattrocento, Bellinzona, Casagrande, 1988.

Chiesi, Pini 1991 = Giuseppe Chiesi, Verio Pini, Bellinzona nella storia e nell’arte, Bellinzona, Città di Bellinzona, 1991.

Del Tredici 2012 = Federico Del Tredici, Bellinzona, in Percorsi castellani da Milano a Bellinzona. Guida ai castelli del Ducato, a cura di Federico Del Tredici, Edoardo Rossetti, Milano, Nexo, 2012, pp. 137-143.

Gilardoni 1955 = Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d’arte e di antichità. II. Distretto di Bellinzona, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1955.

Andreas Hauser, Bellinzona, in INSA. Inventar der neueren Schweizer Architektur, 1850-1920. 2. Basel, Bellinzona, Bern, Luzern, Bern, Orell Füssli, 1986, pp. 300-302.

Meyer, Cavadini-Bielander 2010 = Werner Meyer, Patricia Cavadini-Bielander, I castelli di Bellinzona, Bern, SSAS, 2010.

Ostinelli 2010 = Paolo Ostinelli, 2. Bellinzona. Castelli (Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro), in Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari, a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Milano, Officina Libraria, 2010, pp. 49-53.

Progetto Castelgrande = Progetto Castelgrande: il divenire di un restauro, a cura di Angela Pini-Legobbe Verio Pini, Milano, Skira, 2006.

Soldini 2010 = Nicola Soldini, Confini e periferie: note a volo d’uccello, in Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari, a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Milano, Officina Libraria, 2010, pp. 33-41.