Grazzano Visconti

Borgo e Castello di Grazzano Visconti

Castello degli Anguissola sorto dopo il 1395 dopo il matrimonio tra Beatrice Visconti e Giovanni Anguissola, la proprietà di Grazzano passa ai Visconti di Modrone con il lascito di Fanny Visconti Anguissola che eredita dal figlio Filippo Anguissola castello e borgo (1870) lasciandolo poi al nipote ex fratre Guido Visconti di Modrone (1884). Con questo passaggio di proprietà passano nell’archivio Visconti di Modrone (ora all’Università Cattolica del Sacro Cuore) anche la documentazione antica (centinaia di pergamene) dell’Archivio Anguissola (Bianchi 2014).

Dal 1900 è amministratore di Grazzano, Giuseppe Visconti, figlio di Guido, da questo momento in poi il restauro del castello finisce per essere motore della creazione di un vero e proprio “Borgo Medievale” con interventi che dureranno fino alla morte di Giuseppe nel 1941 e dopo il famoso modello torinese del 1884, hanno nell’Italia settentrionale interessanti paralleli nella Cereseto (AL) di Riccardo Gualino e nella Montichiari (BS) di Gaetano Bonoris, ma anche in un certo senso nel villaggio Crespi d’Adda (BG). Rispetto a queste esperienze, quella di Grazzano si distingue per essere operazione di mecenatismo in stile di un aristocratico che di certo non deve giustificare con la costruzione di un nuovo rinascimento la sua posizione sociale. D’altra parte la ricerca qui di costruire giocando sui revival, così come per i “cugini” Visconti di San Vito (entrambi i rami viscontei hanno le loro radici nel Castello di Somma Lombardo pure rifatto in stile in queste date appoggiandosi sull’impianto originario del XV secolo), hanno radice nella comune amicizia con Luca Beltrami e con sue operazioni su Milano, specialmente sul Castello Sforzesco, e in quell’ambiguo atteggiamento dell’aristocrazia lombarda nell’aprirsi ai modi e alle mode del mondo del denaro lombardo.

Il 1900 è anche l’anno delle nozze tra Carla Erba, che immette come tradizionalmente accade in casa Visconti denaro nuovo derivante dall’industria, e Giuseppe. Per le nozze Luca Beltrami pubblica l’opuscolo «Divixia Vicecomitorum». Dal Libro delle Arme Antique di Milano, Milano, Allegretti, 1900 in cui sono riprodotte le divise viscontee del Codice trivulziano 1390 ora alla Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco di Milano. Giovanni Agosti nota recentemente che una di queste imprese è riprodotta come decoro sulla porta del castello di Grazzano, in un uso parallelo a quello che fa altrove con lo stesso gruppo di stemmi il pittore Ernesto Rusca. Altri riferimenti a opere d’arte riprodotte a Grazzano sono enumerate dallo studioso in un elenco in cui tra molti nomi del medioevo toscano compaiono anche Jacopino da Tradate e Bambaia per la “rinascenza” lombarda (Agosti-Testori 2022, pp. 295 [nota 4], 302 [nota 14]). A questi si può aggiungere la riproduzione di un’opera “minore”, ovvero degli affreschi sulla facciata di Casa Missaglia a Milano riprodotti con qualche variante sulla fronte dell’Albergo del Biscione di Grazzano (1905-1910), ma diventati in qualche modo famosi dopo la demolizione della casa milanese e sua celebrazione nel volume di Jacopo Gelli e Gaetano Moretti del 1903.

Proprio a partire da questo edificio ogni singolo fabbricato del borgo assorbe i modelli, e diviene a sua volta modello, dell’architettura “lombarda” dei primi due decenni del XX secolo che se non si può definire del tutto neo-rinascimentale può rientrare senz’altro nella categoria del neo-sforzesco in voga in tutta l’area dell’antico ducato a partire dagli ultimi anni del XIX secolo.

 

Bibliografia estesa:

Andreoni 2012 = Mariano Andreoni, Grazzano Visconti, Piacenza, Edizioni L.i.r., 2012.

Agosti-Testori 2022 = Giovanni Testori, Luchino, a cura di Giovanni Agosti, Milano, Feltrinelli, 2022, pp. 294-306.

Bianchi 2014 = Piero Rizzi Bianchi, L’archivio familiare Anguissola di Grazzano aggregato a quello Visconti di Modrone in Milano, in «Bollettino storico piacentino», 109 (2014) fasc. 2, pp. 288-332, 349-350.

Còccioli Mastroviti 2005 = Anna Còccioli Mastroviti, Le forme della tradizione a Grazzano Visconti: reinvenzione del Medioevo, istanze innovative, scelte di cultura e di gusto, in Le forme della tradizione in architettura ; esperienze a confronto, a cura di Paolo Bertozzi, Agnese Ghini, Luca Guardigli, Milano, Angeli, 2005, pp. 455-475.

Còccioli Mastroviti 2006 = Anna Còccioli Mastroviti, Dal castello al borgo fra immaginario romantico e istanze progressiste, gotico e ipergotico a Grazzano Visconti, in Gaetano Bonoris (1861 – 1923) e il castello di Montichiari, a cura di Alessandra Bani, Paolo Boifava, Stefano Lusardi, Brescia, Grafo, 2006, pp. 175-200.

Còccioli Mastroviti 2011 = Anna Còccioli Mastroviti, “Questa fabbrica non è casa, ma è palagio …”. Inediti sul cantiere del Palazzo Anguissola di Grazzano, in «Bollettino storico piacentino», 106 (2011), fasc. 1, pp. 3-40

Ferraresi, Gallo, Giustina 1984 = Angela Ferraresi, Paola Gallo, Irene Giustina, Grazzano, in Gotico, neogotico, ipergotico. Architettura e arti decorative a Piacenza, 1856-1915, a cura di Marco Dezzi Bardeschi, Piacenza, Grafis edizioni, 1984, pp. 272-283.

Galimberti, Solazzi, Straffico 1996 =  Grazzano Visconti. Borgo Castello Parco, a cura di Elena Galimberti Faussone di Germagnano, Barbara Solazzi, Simona Staffico, Piacenza, Fondazione Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, 1996.

Pizzamiglio, Passerini, Grana 2000 = Giuseppe Visconti di Modrone e il suo borgo neomedievale, a cura di Ferruccio Pizzamiglio, Renato Passerini, Oreste Grana, Piacenza, Ediprima, 2020.

Putti 2008 = Il neomedievalismo di Grazzano Visconti, a cura di Laura Putti, Piacenza, Tip.Le.Co., 2008.