Milano, Palazzo di Gaspare Ambrogio Visconti

Palazzo di Gaspare Ambrogio Visconti a Milano 

Edoardo Rossetti

Milano, Porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella

Milano, via Lanzone

(edificio non più esistente)

Passaggi di proprietà (via Lanzone 2):

Gaspare Ambrogio Visconti ed eredi, 1486-1837;

Passaggi di proprietà (via Lanzone 4):

Gaspare Ambrogio Visconti e figli, 1486-1540;

Erasmo Ricci, 1540-1545;

famiglia Panigarola, 1545-1703;

famiglia Archinto, 1703-1733;

famiglia Borri, 1733-1821;

Enrichetta Visconti, 1821-1838;

famiglia Prinetti, 1838-XX sec

Bibliografia: Mongeri 1872, pp. 463-464; Beltrami 1902, pp. 97-103; Ricci 1902, pp. 21-29; Pedretti 1977, pp. 121-131; Sironi 1978, pp. 199-207; Bora in Pinacoteca di Brera 1988, pp. 121-130; Ferri Piccalunga 1988, pp. 14-35; Martinelli 1989, pp. 213-261; Facchinetti in Brescia 2002, pp. 202-203; Giacomini 2007, pp. 34-35 e Prospero Visconti ad indicem; Pavesi 2012, pp. 193-214; Ceriana, Rossetti 2015.

 

Regesto dei documenti: 

1478 gennaio 28, Milano,

ASMi, Notarile 1332, notaio Giovanni Pietro Ciocca.

Bibl.: Sironi 1978, p. 202, doc. 1.

L’abate e i monaci di Sant’Ambrogio affittano in perpetuo a prete Bartolomeo Scotti una casa in parte diroccata con 18 tavole [circa 490 mq] di orto sita a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, «cui coheret ab una parte strata publica, ab alia quoddam molandinum dicti monasterii, rivo Nironi mediante, ab alia brolium monasterii suprascripti, ab alia ecclesie sive domus de Mirasole».

 

1478 gennaio 28, Milano.

ASMi, Notarile 1332, notaio Giovanni Pietro Ciocca.

Bibl.: Sironi 1978, p. 202, doc. 2.

L’abate e i monaci di Sant’Ambrogio affittano in perpetuo a Giovanni da Varese 6 pertiche [circa 3.900 mq] di giardino sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella «intrando brolium a muro brachia centumdecem aut centumviginti [circa 65 o 70 metri] prout melius fuerit ita quod non sint nisi pertice sex pro hedificando in et super eis unam domum, quibus perticis sex brolii coheret ab una parte strata et ab aliis omibus dicti monasterii».

 

1480 dicembre 12, Milano.

ASMi, Notarile, b. 1334, notaio Giovanni Pietro Ciocca.

Bibl.: Sironi 1978, pp. 202-203, doc. 3.

Prete Bartolomeo Scotti vende con il consenso dei monaci di Sant’Ambrogio a Giovanni da Varese, figlio del fu Pietro, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia di San Sisto, una casa sita in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, cui coheret ab una parte strata publica, ab alia quoddam molandinum dicti monasterii, rivo Nironi mediante, ab alia brolium dicti monasterii, et ab alia domus de Mirasole.

 

1486 ottobre 10, Milano, sacrestia del monastero di Sant’Ambrogio.

ASMi, Pergamene 337, n. 9; ASMi, Fondo di Religione, b. 915; notaio Giovanni Castiglioni.

Bibl.: Sironi 1978, pp. 203-204, doc. 4; Rossi 1990, pp. 239-240, doc. A12.

In adempimento a precedenti accordi Aloisio, Giovanni Francesco e Pietro Paolo da Varese, figli del fu Giovanni, abitanti a Milano in porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, seu San Bartolomeo Piccolo, e Giovanni da Ossona, tutore di Giovanni Antonio da Varese, figlio del fu Giovanni, vendono per il prezzo di 7.160 lire imperiali a Gaspare Ambrogio Visconti l’utile dominio e miglioramenti di un sedime di 4 pertiche [circa 2.600 mq] sito a Milano in porta Vercellina, seu porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, «cui coheret ab una parte strata, ab alia orti restantis prefatis fratribus de Varisio […], ab alia broli Sancti Ambrosii mediante muro et ab alia dictorum fratrum respectu bonorum infrascriptorum» e i miglioramenti di un secondo sedime contiguo «cui coheret ab una parte strata, ab alia flumen Nironis, ab alia tenetur per dominam Franceschinam de Ferrariis, et ab alia prefati domini emptoris»; sui quali si paga per il primo sedime un fitto annuo di 52 lire e per il secondo un fitto annuo di 15 lire al monastero di Sant’Ambrogio.

 

1486 ottobre 20, Milano.

ASMi, Pergamene, b. 353, Rubrica seu indez chronologicus; notaio Giovanni Francesco Castiglioni.

Bibl.: Rossi 1990, p. 246, doc. B3. 

I monaci di Sant’Ambrogio riconoscono come loro affittuario Gaspare Ambrogio Visconti.

Nota: lo stesso giorno Gaspare Ambrogio Visconti, già residente in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, seu San Bartolomeo piccolo, vende a Francesco Maggiolini la sua vecchia casa di San Giovanni sul Muro (ASMi, Notarile 1862, notaio Antonio Zunico, 1486 ottobre 20; Sironi 1978, p. 204, doc. 5).

 

1486 novembre 21, Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, seu Santa Maria al Circo casa di Gaspare Ambrogio Visconti

ASMi, Notarile 2157, notaio Materno Figini.

Bibl.: Rossetti 2005-2006, p. 447; Repisthi 2016, p. 201, doc. 12.

Gaspare Ambrogio Visconti confessa di avere ricevuto 700 lire imperiali dallo spectabile domino Agostino Somenzi, abitante a Milano nel castello di Porta Giovia, agente a nome di Filippo Eustachi, a soluzione del fitto annuo dovuto al Visconti per i beni di Zerbolò in Lomellina (come risulta da un documento di investitura rogato dal notaio milanese Giovanni Francesco Castiglioni). Tra i testimoni compare Gentilino Visconti, figlio del fu Antonio Pietro, abitante a Cassano Magnago, dominus «Bramantes de Monteasdrubaldo, filius domini Angeli, porte Vercelline, parochie Sancti Martini ad Corpus intus Mediolani».

 

1487 gennaio 8, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, seu Porta Vercellina, parrocchia di San Bendetto parvo, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 1934, notaio Antonio Bombelli; Ivi 3986, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Sironi 1978, p. 204, doc. 6; Repisthi 2016, p. 201, docc. 13, 14.

Gaspare Ambrogio Visconti, figlio del fu Gaspare, abitante a Milano in Porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella seu Porta Vercellina, parrocchia di San Benedetto parvo si accorda con i fratelli Giovanni e Filippo Visconti figli del fu Giovanni Agostino, abitante a Pavia in porta e parrocchia San Vito, con la madiazione di Battista Visconti per i beni lasciati da Giovanni Pietro Visconti che comprendono il fedeccommeo del testamento si sottomettono all’arbitrato di Matteo Bozzi.

Tra i testimoni compaiono «dominus Bramantus de Urbino, filius domini Angeli, porte Verceline Mediolani, parochie Sancti Nicolai intus», Francesco Pasquali, figlio del fu Gerolamo, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, Giorgio della Canepa, figlio del fu Andrea, parrocchia di San Lorenzo Maggiore intus, e Giovanni Bello Bramabilla, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in Porta Vercellina, parrocchia di San Protasio in Campo intus.

 

1487 aprile 6, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3559, notaio Ambrogio Bonderi.

Bibl.: Sironi 1978, p. 204, doc. 7; Repisthi 2016, p. 201, doc. 15.

Tra i testimoni compare «dominus Bernardus <sic> de Urbino, filius domini Angeli Pascucii, porte Verceline, parochie Sancti Petri in Camminadella».

 

1488 maggio 28, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3986, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1488 maggio 31, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3987, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1488 novembre 13,

ASMi, Fondo di Religione 930; roga il notaio Giovanni Antonio Bianchi. 

Gaspare Caimi figlio del fu Francesco, abitante a Milano in Porta Ticinese, parrocchia San Pietro in Corte, e Giovanni Beolco fittabli universali del monastero di Sant’Ambrogio rilasciano ricevuta a Gaspare Ambrogio Visconti per il pagamento di 67 lire per due anni di fitto per il sedime di San Pietro in Camminadella.

 

1489 aprile 27, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3987, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1489 ottobre20, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3987, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1489 ottobre 23, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1489 novembre 10, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1489 novembre 16,Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1489 novembre 20, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1490 aprile 30, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1491 gennaio 18, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1491 maggio 10, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi.

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1491 novembre 7, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1492 maggio 9, Milano, porta Ticinese, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gaspare Ambrogio Visconti.

ASMi, Notarile 3988, notaio Giovanni Antonio Bianchi,

Bibl.: Schofield 1995, p. 324, nota 62.

Tra i testimoni compare Bramante.

 

1499 maggio 6, Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa dei fratelli Visconti.

ASMi, Notarile 2956, notaio Enrico Monza.

Bibl.: Rossetti 2012, pp. 79-100; un inventario dell’anno successivo è stato segnalato in Sironi 1978, p. 205 e pubblicato in Martinelli 1989, pp. 213-261.

«Inventarium magnifici domini Gasparis Ambrosii Vicecomittis factum post eius obitum

[…] in la camera nominata la guardaroba […];in la camera dovo dormiva el magnifico mesere Gasparo […]; in la salla de sotto denante a la dicta camera […]; in la stua dove mangia la fameglia […]; in el portico de sotto […];

in la camera dove dorme il caneparo et coghi […];in la camera sopra la stalla dove dormono li staferi […];in la camera ch’é ante la stalla dove dormeno li famegli da stalla[…];

PRIMO PIANO: in la camera dove dormeno li puti […]; in la camera de la schola apresso a la dicta camera […]; in la camera de baroni […]; in la camera de li arbori […];in la camera acanto la suprascritta camera che è sopra la camera dove dormiva madona[…]; in la camera de le arme […];

in la cuxina […]; in la dispensa […]; al pozo […]; in la caneva granda […];in lo prestino in caneva […];in li solari de sopra o vero da biada […];

nel studieto a canto a la camera de messer[…]; in lo studio grando acanto a la stua[…];in la camera de la magnifica madona Zecilia […]; ne la camera dove dormeno le pute […];ne la salla de madona […];ne la camera de le fantesche […]; ne la cuxina de le done […];

ne la camereta dove dormive Bartolomeo da Inzagho […];in la stalla dove stano le mulle […];ne la camera de le selle […];ne la stalla del mulatiere […]».

 

1513 febbraio 18, Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa di Battista Visconti.

ASMi, Notarile 2980, notaio Francesco Pagani.

Bibl.: Sironi 1978, pp. 205-206, doc. 11.

Battista Visconti, figlio del fu Francesco, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, divide i beni comuni tra Galeazzo, Camillo, Paolo, Girolamo e Giovanni Antonio Visconti, fratelli e figli di Gaspare Ambrogio e Giovanni Gaspare Ambrogio Visconti, figlio di Giovanni Gaspare loro nipote. A quest’ultimo e a suo zio Paolo Visconti spettano la domus di Milano così suddivise:

«Pars magnifici domini Iohannis Gaspari. La medietà de la caxa granda principiando da lo studieto apresso alla dispensa et andando per recta linea insino al muro divide la sala in terra de la camera dove dormiva et la bona memoria del messer Gaspar Ambrosio in terra, la qual camera habia a restar ne la parte verso il Nirono et andando per recta linea da dito Nirono in sino al fine de l’orto. Intendendo che esso studieto ne resta terra a bracie tre ne la caxa vegia, cioè ne la parte verso el Nirono, et faciendo uno muro in dito studieto da la strata andando per recta linea insino al dicto muro divida dicta sala in terra da dicta camera dove dormiva madona et meser ut supra. Et sequendo el muro per recta linea insino al fine de l’orto, et qual muro habia esser alto tanto divida tute le camere superiore e ne l’orto alto secondo la forma di statuti. Et non se li fazia ne se li lassa in dicto muro fenestra a seguire per recta linea ut supra si facto como da fare fenestra ne usgio alcuno per el qual se possa per esso muro andar ne veder l’una parte ne l’altra, et questa sia parte una da dicto muro novo se ha a fare insino al dicto Nirono, con el carico de pagar libre 6 soldi 8 a la caxa de Mirasol et libre ventesete et soldi due a Sancto Ambrosio».

«Pars magnifici domini Pauli. L’altra medieta sia dal dito muro novo con tuto li soy hedefitii insino al muro divide dita tuta casa da la caxa de messer Hyeronimo Fontana con il caricho de pagar libre trentanove soldi dece et octo ogni anno a sancto Ambrosio de Mediolano et relevar l’altra parte per dita soma con questa lege che el muro predicto se facia expensis comunibus et l’aqua piova a caduna de la parte a caxa sua».

 

1519 settembre 13, Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gian Gaspare Visconti

ASMi, Notarile 8294, notaio Francesco Sacchetti.

Bibl.: Sironi 1978, p. 206, doc. 13.

Galeazzo (abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Babila intus), Giacomo Antonio (abitante a Pavia in porta Ponte, parrocchia di San Bartolomeo) e Girolamo (abitante a Milano in porta Romana, parrocchia di San Nazzaro in Brolio), figli del fu Gaspare Ambrogio, liberano Gian Gaspare Visconti, figlio del fu Gian Gaspare, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, da ogni pretesa sui beni del fu Paolo Visconti. In allegato l’inventario dei beni di Paolo: «Bona mobilia reperta in domo magnifici domini Pauli Vicecomitis. In la camera del quondam magnifico messer Paulo […]; in la camera de li arbori […]; in la camera di pivioni[…]; in la camera in capo la sala de sopra […]; in sala de sopra […]; in la camera de mezo […]; in la camera del magnico messer Ioanne Gaspare […]; in dispensa […]; in cuxina […]; in la camera de Antonia […]».

 

1519 settembre 27,

ASMi, Notarile 7543, notaio Gerolamo Bernardino Giussani, cc. 520-521.

Ihesus 1519 die 27 semptembre

[…]a del quondam magnifico messer Paulo Vesconte

et per lo muro da piaza longo braza 37 once –, alto braza 9 once – fa quadreti 333 once – grosso once 9

lo muro deverso la corte longo braza 37 once – alto braza 9 once – fa suprascritt 333 once – grosso once 9

tramezature cinque longhe in totale (?) braza 60 once – alte braza 8 once – fa quadreti 480 once – grosse 9 per equale

lo celo de la cuxina longo bracia videlicet 6 largo braza 7 once 3 in travelli fa quadreti a soldi 6

lire 87, soldi 26, denari 2

lo celo del tinello longo braza 26 largo brazo 9 once – fa quadreti 108 a soldi 6

lire 32, soldi – denari –

lo tecto de tuti li ediffitii da piaza longo braza 38 once – et piove braza 19 once – fa quadretti 731 once a 6

lo muro de la scalla grande deverso la corte longo braza 18 alto braza 9 once 6 fa quadreti 171 once – gorsso once 9

vaxelli 25 de vino a libbre 115 l’uno

lire 31 soldi 5 denari –

lo muro deverso prima corte longo braza 25 once 3 alto braza 18 once – fa quadreti 450 grosso once 9

el muro del portico tanto quanto dura dicto muro longo braza 25 once – alto braza 5 once – grosso once 9 fa quadreti 125

[c. 520v]

la volta della scalla longa braza 16 larga braza 26 once, computo volta fa quadreti 40 grossa computo casamento once 9

lo tecto sopra dicti scala et portico longo braza 26 once – et piove braza 10 once 6 fa quadretti 273

lo muro da testa a la sala et camera, cioè con messer Iohanne Gasparre longo braza 11 once – alto braza 18 once – grosso once 4 fa quadreti 99 per la mità

dui muri de la camera in testa al porticho et camera superiore longhi in somma braza 19 once – alti braza 18 once fa quadretti 342 grosso once 9

li celi de dicte doe camere longo in somma brazza 22 once – larghi braza 8 once – fa quadretti 176

lo muro del portico deverso la prima corte longo braza 30 once – alto braza 11 once – fa quadretti 330 grosso once 9

lo muro de dicta camera in capo del portico et del portico fin a la testa del portico de la caxa del Fontana longo braza 38 once 6, alto braza 18 once – fa quadretti 693 grosso once 9

lo muro da testa al portico et in testa deverso el Fontana longo braza 23 once 6 alto braza 20 once 6 fa quadretti 671 once 6 grosso once 9

duy celi del portico et sala superiore longhi in somma braza 60 once – larghi braza 11 once – fa quadretti 660

doe tramezze longhe in somma braza 22 once – alte braza 18 once – fa quadretti 396 grosso once 9

[c. 521r]

lo muro deverso l’orto longo braza 38 once 6 alto braza 8 once – fa quadretti 693 once – grosso once 9

li celi deli lochi deverso l’orto de sotto et de sopra longo de sotto et de sopra longa in somma braza 36 once – largo braza 11 once – fa quadretti 836 once –

li tecti de dicti ediffitii longhi braza 40 once – et piovono braza 30 once – fa 1200

li muri de le canape circondano braza 150 once 9 alti braza 6 once – fa quadretti 904 once 6 grosso once 14 per equale

le volte de dicte canepe longhe braza 38 once 6 et volgieno braza 26 de teste computato casamento fa quadretti 1001

la terra extra dicta canepa longa braza 40 once 6, larga braza 23, alta braza 6 fa in somma quadretti 6000 a detti 9 per quadretto

225 lire – denari

il muro del orto verso el zardino de S. Ambrosio longo braza 54 once – alto braza 6 de teste 3 fa quadretti 324

primo muro de la corte deverso l’orto longo braza 26 once – alto braza 6 once – fa quadretti 156 grosso once 9

lo muro del orto deverso piaza longo braza 13 once 3 alto braza 6 once – de teste 3 fa quadretti 76 once 6

lo muro deverso el Fontana è longo braza 114 once – alto braza 6 once – grosso once 4 fa quadretti 342 per mità

[c. 521v]

Lo sito denanze longo braze 63 once 3 (?) 52 once (?) fa quadretti 3302

lo sito del orto braza 54 largo braza 51 once 6 fa quadretti 2781

lo sopra più de ferrate 77

lire 115 soldi 10 denari –

lo sopra più de camini 12 con le pedre da Malnate

lire 40 soldi – denari –

item camini 2 de sopra dorati

lire 100 soldi – denari –

item camino uno et un altro in la cuxina

lire 16 soldi – denari –

lo sopra più de balchoni 11 con le ante

lire 55 soldi – denari –

lo sopra più de colone 12 con baxa et capitello de pedra da mojera (?)

lire 192 soldi – denari –

Lo sopra più d’ostii 8 con le ante dorate

lire 16 soldi – denari –

lo sopra più de archabanchi braccia 6 once – soldi 25 per braccia

lire 76 soldi 5 denari –

tot. lire 610 soldi 15 denari –

li baxelli de nanze

lire 31 soldi 5 denari –

tot. lire 642 soldi – denari –

 

1519 ottobre 4, Milano, porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, casa di Gian Gaspare Visconti

ASMi, Notarile 8294, notaio Francesco Sacchetti.

Bibl.: Sironi 1978, p. 206, doc. 14

A seguito della morte di Paolo Visconti, i suoi fratelli Galezzo, Camillo, Girolamo e Giacomo Antonio Visconti e suo nipote ex frate Gian Gaspare Visconti dividono i beni del defunto assegnando a Girolamo la domus di Milano, cioè «la mitatade de la casa grande de Milano […] a la qual mitade coherentia da una parte el predicto magnifico domino Ioanne Gaspar, seu l’altra mitade de la dicta casa, da l’altra strata, da l’altra domino Ieronimo Fontana, e da l’altra el giardino de Sancto Ambrosio […]».

 

1520 marzo 30, Milano, monastero di Sant’Ambrogio, sala capitolare.

ASMi, Notarile 7002, notaio Benedetto Castiglioni; Fondo Sironi.

Convocato et congregato capitulo et conventu mon. S. A. maioris M. … de mandato et impositione Rev. in C. patris d. don Angelis de Platis dei gratia abbatis dicti monasterii et posidentis predicte congregationis S. Bernardi Lombardie ordinis cisterciensis … Ibique predictus d. abbas predicis d. monacis et conventui narravit et exposuit etc. … quod ipsi d. abbaset monaci habent directum dominium etc. librarum 39 et sol XVIII imper. que fiebant et prestantur per nunc quondam magn. d. Paulum Vicecomitem et nunc fieri e prestari debent per magnificum d. Jeronimum Vicecomitem in quem pervenit onus dicti ficti libellarii in divisionibus inter eum et fratres et nepotem suos factis de bonis que fuerunt predicti q. d. Pauli, et quod predictus d. Hieronimus obulit dictum directum dominium et ius eiusdem emere et acquirere a predictis dominis abbate et monacis et se et bona sua liberare ab onere dicti ficti libellarii cum benefitio infrascriptarum litterarum apostolicarum pro pretio et mercato librarum 1316 imp. pro emendo tamen aliqua bona immobilia a monasterio S. Marie Carevalis Mediol. diocesis nomine ipsius monasterii S. Ambrosii et pro sanandis debitis ipsius monasterii Carevalis iuxta formam dictarum infrascriptarum literarum apostolicarum …27 marzo altra riunione … 30 marzo altra riunione … 30 marzo seconda riunione in quel giorno… faciun venditionem et datum ad proprium etc. predicto magn. d. Hieronimo Vicecomiti f. q. magn. militis d. Gasparis Ambrosii p. r. p. s. Nazariiin brolio M. … nominative de directo dominio et civili possessione ac ficto libellario librarum 39 et sol XVIII imper. que fiebant et prestabantur predicto monasterio per nunc quondam magn. d. Paulum Vicecomitem olim predicti d. Hieronimi fratrem et post eius obitu per predictum d. Hieronimumiuxta formam instrumentorum superinde confectorum et divisionum factaruminter omnes fratres de Vicecomitibus et d. Jo Gasparem Vicecomitem dictorum d. fratrum nepotem rogatorum per d. Franciscum de Fraganescho et d. Franciscum de Sachetis et d. Galeazium Vicecomitem notarios M. die 4-10-1519 seu anno etc. et hoc [cancellato: et] in et super infrascriptis bonis que sunt hec videlicet la mità de la caxa grande de Mediolano principiando ala salla de sotto, zoe al muro che divide dicta salla in terra dalla camera in testa per la quale camera se intra in la torreta quala camera è del magnifico domino Jo Gaspare et andando per recta linea dal dicto muro in fino al zardino de sancto ambrosio comprehendendo anchora in la presente parte la camera quela e in testa del portico: et andando dal dicto muro insino a la strata publica per recta linea e con el carico de fare uno muro divisorio secundo la forma data in dicto instrumento de divisione ala quale intade coheren da una parte el predicto magnifico domino Jo Gaspar seu laltra mitta dela dica caxa, da laltra strata, da laltra domino Jeronimo Fontana, de l’atra el giardino de Sancto Ambrosio … pro pretio etc. librarum mille trecentum triginta imper. …

 

1520 novembre 10, Milano.

ASMi, Notarile 5560, notaio Francesco Regna; Fondo Sironi.

Magn. d. Hieronimus Vicecomes natus quondam magn. equitis d. Gasparis Ambrosii p. r. p. s. Nazarii in brolio M. … investivit nomine locationis et ficti libellarii usque in perpetuum duraturi … magn. legum scolarem d. Jacobum Antonium Vicecomitem filium predicti q. magn. d. Gasparis Ambrosii et eius d. Hieronimi fratrem p. v. p. s. Petri in caminadella M. … de sedimine uno sito in p. v. p. s. Petri in caminadella M. relicto per q. magn. d. Paulum Vicecomitem in eius hereditate et bonis quod sedimen est cum suis hedifitiis cameris solariis sala portichum canepis subtus terram sala in solario cameris coquina orto et aliis suis iuribus et pertinentiis cui toto sedimine coheret ab una parte strata an alia magn. d. Jo Gasparis Vicecomitis, ab alia mon. S. A. M. et ab alia d. Hieronimi de Fontana … eo tenore quod ab hodie in antea usque ad festum S. Michaelis proxime futuris et a festo S. Michaelis proxime futuro in antea usque in perpetuum … dictus conductor habeat … dando etc. pro ficto libellario etc libras 725 imper. solvendo dictum fictum libellarium singullo anno in quolibet festo S. Michaelis finis cuiuslibet anni et hinc ad festum S. Michaelis proxime futuri libras 360 imper.

 

1523, Milano.

ASMi, Notarile 3955, notaio Francesco Besozzi; Fondo Sironi.

magn. vir d. Jeronimus Vicecomes f. q. magn. d. Gasparis Ambrosii p. t. M. p. s. Nazarii in brolio nomine et vice magn. d. Jacobi Antonii eius fratris … investivit … magnificam dominam Ludovicam de Gallarate f. q. magn. d. Bartholomei et r. q. Ill. Comitis d. Alexandri Triultii p. c. M. p. s. Thome in cruce sichariorum … de sedimine uno sito in p. t. seu vercelina seu prout in facto repariat p. s. Petri in caminadella … (con obligo di lavori e miglioramenti).

 

1539 gennaio 23, Milano.

ASMi, Notarile 8611, notaio Tiburzio Cogliati; Fondo Sironi.

Cum si quod alias magn. d. Hieronimus Vicecomes investiverit ficti simplicis magn. d. equitem Marinorum infrascriptum de sedimine uno sito in p. v. p. s. Petri in caminadella M. … prout in instrumento investiture rogato, ut dixerunt, per me Rainaldum Varadeum not. M. infrascriptum anno etc. etiam cum pacto inter alia quod predictus magn. eques posset facere quecumque melioramenta utilia et necessaria et alias expensas in dico sedimine et ea compensare super fictis etc. … Cumque sit quod dictum sedimen esset in magna parte diruptum ita quod non posset in magna parte habitari in dicto sedimine … Cumque sit quod … successice fecerit tanta melioramenta indicto sedimine ascendentia ad summa librarum sexcentum nonaginta imper. … modo autem predictus magn. d. eques Marinonus alias Diamas … p. v. p.s. Petri in caminadella M. ex una et prefatus magn. d. Hieronimus Vicecomes f. q. magn. d. Gasparis Ambrosii p. v. p. s. Salvatoris in Xenodochio M. parte altera … conveniunt in hunc modum … et de predictis rogatum fuit per nos Tiburtium de Colliate et Rainaldum Varadeum not. M. …

 

1540 luglio 22, Milano.

ASMi, Notarile 5730, notaio Francesco Freganesco.

Bibl.: Sironi 1978, p. 206, doc. 15.

Girolamo Visconti, figlio del fu Gaspare Ambrogio, fa permuta di beni con Erasmo Ricci, figlio del fu Paolo, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Nazzaro alla Pietrasanta, agente a nome proprio e a nome di Giovanni Antonio Ricci suo fratello. Il Visconti cede ai Ricci un sedime sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella, cui coheret ab una parte strata, ab alia magnifici domini Iohannis Gasparis Vicecomitis, ab alia monasterii Sancti Ambrosii Maioris Mediolani, et ab alia alias heredum quondam magnifici domini Ieronimi Fontane et nunc magnifici domini Gasparis Biraghi, ricevendo in contraccambio un altra proprietà.

 

1545 luglio 31, Milano.

ASMi, Notarile, b. 10150, notaio Gabriele Porro

Bibl.: Sironi 1978, pp. 206-207, doc. 16.

Gabriele Panigarola, figlio del fu Alessandro, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia di San Giorgio in Palazzo, fa permuta di beni con Erasmo Ricci, figlio del fu Paolo, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella. Il Panigarola cede al Ricci ricevendo in contraccambio un sedime sito a Milano in porta Vercellina, parrocchia di San Pietro in Camminadella valutato 11.500 lire imperiali.

 

1547 febbraio 11, Milano.

ASMi, Notarile 7030; notaio Benedetto Castiglioni.

Bibl.: Giacomini 2007, p. 34, nota 48.

Permuta Visconti Monastero di Sant’Ambrogio

Cum sit quod alio agenti monasti santo ambrosio medioalni libelli nomine dominio Giovanni da Varese de pertiche sei di terra e brolio pro edificandi … lir 72 lire imperiali annue … cum pacto investiture die gennaio 1478 … fabricari fecit due sediman … cessione a Gaspare Ambrogio che figura tra le coerenze dopo il Nirone e domen Franceschine con onere di fitto di 52 lire imperiali … che furono aumentate in 67 mentre i da Varese ne continuavano a pagare 20 secondo i rogiti di Giovanni Francesco Castiglioni 10 ottobre 1486 … magnnifcus dominus Gerolamo Visconti pagave 39 lire e 18 soldi … ogni anno come appare dall’atto rogato da me notaio … Convocato e congregato apitolo et coneventu monastrii sancti ambrossi maioris medioalni ordine cistercensis in loco capitulari dicti monastri in quo solent convocari et congregari pro negotti dicti monastrii … Pacifico da Bizzozero dei gratia abati … prefato magnifico Giovanni Gaspare Visconti fq alterius Giovanni Gasapre pV San Pietro in Cammindallea, fecerunt et faciant cambium … Gaspare da ai monaci possessione e fitto di 30 lir eimperiali che preta magnifico dominio Giovanni Pietro de Rixiis a San Martino per una vigna sita a Canzoni pieve di Dairago ducato di Milano di pertiche 40 crca … petia una buschi in carrera …. E altri pezzi di bosco … in cambio del dicto fitto livellario … lire 27 e soldi 2 per i beni di porta Vercellina San Pietro in Camminadella …

 

1556 giugno 17,

ASMi, Fondo di Religione 930.

Giulio Cesare Bellinus fqd nobile domino Giovanni Giacomo pT San Pietro in Campo lodigiano voluntarie et vende a magnifico dominio Giovanni Gaspare Visconti fqd alterius magnifici domini Giovanni Gaspare porta Vercellina san pietro in camminadella nominative de utili dominio et naturali possessione ac melioramenti sedimini unius siti et iacentis in dicti parrocchia cu hedefitiis, vidilicet sala una in terra cum canepa subtus dictam salam coquina et cum cameris quatuor superioribus et stalla curte horto putheo loco curiali et aliis sui iuribus et epertinentiis cui sedimini coheret ab una aprte strata, ab alia mangifici baptiste de briziis prestinarii ab alia magnificorum dominorum Caradossi et Io Baptiste fratrumd e Foppa et ab alia prefati mangifici domini Ioanni Gasparis veceomitis … rogato insolidum da Tommaso Castiglioni e Giovanni Stefano Marliani … per lire 2.250 confessate …

 

1588 settembre 22,

ASMi, Notarile, b. 14714, notaio Giovanni Francesco Pinotini (Giacomini 2007, p. 34, nota 48).

Permuta Visconti-Foppa.

ill. d. Prospero Visconti fq. Ill d. Giovanni Gaspare pN, p. San Bartolomeo foris medilani parte et magnici j e d. Caradosso Foppa fqd magnifici d Lucio pV Santa Maria al Circo parte altera cambium et permutationem ad prorpum fecerunt per modum et forma ecc.

nota d’uno cambio fatto tra il m. ill signore prospero visconti per una parte et il magnifico giureconsulto signor Caradosso Foppa per l’altra nel quale detto signor Foppa da ad esso signor visconte la quanttà del sito del giardino d’esso signore Foppa per rispetto dell’utile et naturale possesso come si dirà da basso quale confina da una banda verso sera con detto signore visconte per la sua casa grande dall’altra cioè a mezzo di il giardino della casetta d’esso signore visconte dove hora sta il signore cesare rainaldo per laonghezza di brazza quattro, et once 8 da muro continuando tale misra all’angolo andando verso il giardino d’esso signore Foppa et per longhezza di brazza 5 et once 8 de muro cominciando parimente tale misura al detto angulo andando verso la facciata delli edificii d’eso signor foppa rivoltando le linee sotto le dette misure a formare la quadratura d’esso sito verso d’esso signore visconte e in contraccambio dtto signore visconte da al sudetto sirore foppa un tanto dil dito di detta sua casetta et giardino per farne una camera in testa alla sala d’esso signor CAradosso o altor che sia di larghezza computato il camerino d’esso signor Caradosso per brazza sette onze nove a brazzo da muro comprese le grossezze de i muri che vi intraranno et in longhezza come di sopra.con conditione che detto signroe Caradosso possi alzare per potere fare altri alloggimaneti se gli pare sopra el sito che da esso singore Visocnte al detto signore Caradosso non facendo però niuna servitù di lume ne d’altro ne di mandare acqua verso la casaetta d’esso signore visconte ma tutta detto signro caradosso l’habbia da ricevere sopra el suo et non altrimente.

Il medesimo il detto signore visconte per il sito che gli da esso signor caradosso per fare quella sua camera o altero possi edificare sopra esso con patto però che non possa imponere nuina servitù di lume ne altro ne in sittilicedii per mandare acqua sopra quello dil singor caradosso ma che tutte le servitù di lume et altro come di ricevere qcqua restino et lo ricevi sopra quello d’esso signor e visconte e tnon altrimente ma si debbano et possino mettere da ambe le parti li canali per ricevere l’acqua et condural ogni uno d’esse sopra el suo et predette cose sono state dichairate et accomodate per giovanni battista strada pubblico ingegnere et agrimensore del comune di milano et confidente eletto da dette parti quali hanno firmato la prensete di loro prorpia mano subriscrtta ecc.

 

1589 ottobre 6,

ASMi, Notarile 14715, notaio Giovanni Francesco Pinotini

(Giacomini 2007, p. 34, nota 48).

Vendita Perego-Visconti.

giovanni antonio e geroalmo patrus et nepos de perego, gio antonio di Michele, geroalmo di francesco nec non et domino Francesco Bernaridno, Michele e Giovanni Ambrogio fratelli de Perego e figli di deto Gerolamo fanno con conseso ecc. vendita a Pompeo Visconti fq ill s Giovanni Gaspare pV San pietro in camminadella nominative di sedime uno sito in dicta porta e parrocchia quod est cum appotheca una a platea camera unade supra et quodam spatio coperto post dicamt apotheca loco pistini deversus stratam cum furno et stuffa una cum supra detcto furno camera una supra pistinum et alia camera supra aliam stuffama coquina una et camera una iuxta dicta cameram et camera una que est supra dictam cameram e coquinam et canepa una substus terreaanea et cuteselino uno in quoe adest lectus nironis et solariis superiorbus putheo necessariis duabus et aliis suis iurbisbu et pertinentiis cui coheret ab una aprte strata, ab aliis tribus prefati illustrissi vicecomits …

item de omnibus … per 6.500 lire imperiali …

 

1597 marzo 29,

ASMi, Notarile, b. 19120, notaio Pasquale Cornelio, Cornelio Pasquali? (Giacomini 2007, p. 34, nota 48)

Vendita monastero di Sant’Ambrogio-Visconti.

Nominative de spatio terre viridarii cui spatio terre coehret a duabus partibus viridarii magni dicti omnasteri ab alia viridarium suprascritpi regi senatoris et ab alia illorum de foppis per 1.163 lire e soldi 5 imperiali iuxsta misura estimatione … quadretti 528, once 9 a soldi 25 per quadretto … e più si aggiongere la risquadratura che resta nel giardino delli detti reverendi padrei a ragione de … ecc. più emoulmento che si suole fare per la chiesa ecc.

 

1598, 16 marzo-23 dicembre

ASCMi, Località milanesi 372, fasc. 1,

concessione di suolo pubblico a Galeazzo Visconti

 

1714 maggio 14 [ma 1681 circa],

ASMi, Acque p.a. 823,

Transazione con la venerabile cappella di Sant’Antonio nella chiesa di San Francesco di Milano [documento segnalato da Mario Comincini].

Trascrizione della divisione tra i fratelli Panigarola, figli di Alessandro, inserita tra gli atti della causa tra gli eredi Panigarola e i frati di San Francesco Grande per il patronato della cappella di Sant’Antonio.

“Descrizione della casa da nobile de’ detti conti Giuseppe, Girolamo e Carlo fratelli Panigarola

con sua divisione come segue, cioè alli signori conti Giuseppe e Girolamo s’assegna il giardino con sue spaliere et prospettive.

L’appartamento verso il giardino consistente in luoghi inferiori, cioè cortile con diverse pitture; tuffi, fontana, statue di marmo,suo rame, canne di piombo necessario per detta fontana; lastrico di vivo conforme al presente si trova. Alcova con diverse pitture et sue portine, con vetri, ferrata et ante come in fatti; camerino annesso a detta alcova con sue pitture e vetriate; camera grande annessa a detta alcova con un uscio per cui si ascende di sopra; sala contigua con suo camino e vetriate; andito per andare al giardino con due portoni e ferrata.

Dall’altra parte dell’andito segue la sala grande tutta dipinta con suo camino e vetriate; camera contigua a detta sala grande, che risguarda nel cortile per andare alla cucina, e vetriate. Detto cortile tutto dipinto. Andito o sia accesso per andare alla cucina; sito con tromba e lavatoio; luogo comune; camera grande verso strada contigua alla cucina, quale di presente serve per la servitù; cucina con suoi fornelli e sue comodità. Stalla di quattro poste a mano diritta entrando in detta stalla con sito di cassina superiore per quanto ocupa la muraglia del cortile verso detta stalla. Il rimante del cortile ripartito in tre parti ugualmente alla rata per riponer rudo, o altro, come la parerà. La tromba dell’acqua et di casa dovrà esser comune. Il portico a mano dritta, entrando dalla porta, sino alla scala inclusive dovrà esser comune et sempre disocupato. Dalla scala in avanti, verso il portico grande, e tutto il portico grande, ed anche il portichetto, sino al principio della finestra exclusive nuovam facta sotto detto portichetto sarà delli signori detti conti Giuseppe e Girolamo, eccettuatone l’uso delle finestre della cantina in caso di gettar la legna, o altro, per le finestre verso detto portico per uso del signor Carlo. L’accesso del cortile a mano dritta, dove resta la tromba, dovrà essere comune, come anche l’accesso et scala alle cantine, delle quali l’alterna verso il giardino sarà delli doi signori conte Giuseppe e Girolamo, compreso il canepino annesso alla soddetta. La scala grande dovrà esser comune con il fanale in essa sino alla cima della sodetta scala; e per quanto tiene il sito del foro della scala voltando verso gl’anditi dovrà esser comune; et voltando a mano dritta, l’andito che va all’appartamento verso il giardino e corte dovrà esser delli signori conte Giuseppe e Girolamo, con che detto andito resti in libertà al signor Carlo sino all’uscio, inclusive per andar alla loggia di sopra et suo spazzacà. La sala grande verso corte sopra il portico dovrà esser de’ soddetti signori insieme con la capella, o sia oratorio; camera a mano dritta verso il giardino, dove resta il pogiolo; camera annessa a detta, delli baroni pittura di Bramante; alcova et camerino di presente annessi all’oratorio; camera vicina a quella del pogiolo verso il giardino; altra camera parimente verso il giardino annessa ad una alcova; alcova corrispondente ad un lobiolo che risguarda la fontana sopra il cortile delle fontane; due camerini annessi alla soddetta, uno de quali al presente serve per l’archivio delle scritture; camera una verso corte con suo camerino; altra verso corte; dispensa corrispondente alle fontane et cortile delle stalle; scaletta dove s’ascende alla guardarobba; lobiolo et luogo comune; camerino sopra detta scaletta; guardarobba grande con sua loggia et spazzacà, con il transito alla loggia di sopra. Quale loggia resta ripartita per il sito delli cinque archi, tre alli signori fratelli verso il loro appartamento, et li due altri archi al signor Carlo; scaletta che scende per andar all’appartamento d’abasso con un camerino et un vestibolo, il tutto vicino alla fontana. La scaletta che va dalla scala grande alla cucina delli soddetti signori dovrà esser de’ medesimi signori lasciando libero l’andito per il mezzarino del signor Carlo. Segue la parte di detta casa che s’assegna al signor Carlo. Cioè il mezzarino che resta a mezzo la scala grande, come anche l’andito a mano sinistra sopra la scala grande e per andar all’appartamento verso strada. Sala verso strada; salettino a mano sinistra verso strada, con il suo picciolo vestibolo; camerino a mano dritta, entrando nella sodetta sala, quale resta sopra la porta verso strada, con altra camera parimente verso strada; altra camera verso corte; andito verso corte, che serve alle sodette camere; scaletta verso il cortile della stalla, mezzarino a mezzo detta scaletta et suo sito. Portichetto entrando dalla porta a mano sinistra; cucina, altre volte rimessa delle carrozze; transito comune per andare alla stalla; porzione in detta stalla, a mano sinistra, per tre poste, con sua bussola; rimessa di carrozze verso la tromba; sito altre volte dove si metteva paglia et ora aggiustato in un camerino verso corte; porzione del cortiletto delle stalle; tromba in comune; parte della cassina di già stramezzera sopra il suo sito inferiore delle stalle; portichetto denante la finestra inclusive del luogo ridotto in camerino; corte comune restando sempre disoccupato il sito per il quale si va alla stalla et rimessa del signor Carlo. Porta comune, sua pusterla, et suoi portelli”.

 

1755 maggio 21,

ASMi, Fondo di Religione 915.

concessione a favore del conte Antonio Borri di far ampliare la di lui prospettiva esistente sopra muro del di lui giardino ritenuto di comune proprietà …”desidenrando l’infrascritto illustrissimo signor conte don Antonio Borri levar da un lato prozione della sua prospettiva esistente nel di lui giardino e quella dilatare nell’altro lato riducendola in tal guisa nel mezzo del viale dell stesso suo giardino e ritenendosi che la tratta del muro del mentovato giardino esistente di prospetto alla casa del prefato signro conte Brori ove vi è la detta prospettiva è comune col giardino dell’imperial e venerando monistero di sant’ambroggio maggiore di questa città abbi per tanto il detto cavagliere participato un tale suo desiderio all’illustrissimo e reverendissimo padre abbate … don Giovanni Andrea Malaspina affinché si vogli degnare di permettere al detto conte borri di far eseguire quanto sopra … lui accorda, l’altro si impegna con i suoi beni … si avverte che doppo fata questa scrittura si è trovato che detto muro di cinta sii di ragione totale del illustrissimo conte d Antonio Borri e per tanto il medesimo ha riconsegnata la sua scrittura … notaio Carlo Giuseppe Francia roga l’atto …

 

Lomazzo 1584, p. 335.

«[…] nel maneggiar l’armi con destrezza e fortezza insieme, sono stati principali Pietro Suola il Vecchio, Giorgio Moro da Ficino, e Beltramo, che fu ancora pittore, i quali tutti e tre furono alla presenza sua ritratti, armati da baroni, da Bramante in Milano, in casa de i Panigaroli a Santo Bernardino. Ove il medesimo dipinse ancora il giuoco di natura, cioè Eraclito che piangeva e Democrito che rideva sopra una porta».

 

Torre ed. 1714, p. 121.

«Osservatequel palagio, ch’ivi alla diritta mano s’innalza d’architettura moderna, fu egli fatto edificare da Gasparo Visconte arcivescovo di Milano […] lo stesso palagio restò per testamento suo a’ parenti Visconti […]. La casa che siegue è de’ signori conti Panigaroli, figli del conte Alessandro […]. Trovasi in questa casa pitture a tempra di Bramante prodigiose, che ingannano l’occhio, in farsi credere operate da sculpiti marmi e non dalla pittura, veggonsi poi sovra una porta gli due filosofi Eraclito e Democrito, che col loro finto pianto e riso fanno far veramente piangere e ridere che gli stà osservando».

 

Latuada 1737-1738, IV, p. 33.

«in seguito a questo pio luogo [Melzi] si trovano altre due case degne di particolare menzione; l’una serviva di abitazione a’ conti Panigarola, ove si trovano alcune pitture a tembra fatta dal pennello del rinomato Bramante; laotra poi è un maestoso palazzo […] de’ signori Visconti».

 

De Pagave, Dialogo … . 

«Siamo ormai giunti alla metà del nostro passeggio e questa è la casa dove Bramante ha dipinto. Altre volte vi abitava la famiglia de’ conti Panigarola, estinta la quale è passata in proprietà del signor conte Borri. Avendo io facile l’accesso a questo gentilissimo cavaliere, gradirà che vi mostri la stanza ove Bramante ha dato a conoscere la sua abilità nel dipingere a fresco. […] le figure che qui vedete sono li ritratti di persone che a tempo di Bramante più si distinguevano ne’ sudetti giocchi e nel maneggio delle armi. Lomazzo ci dà il nome di tre soli, cioè Pietro Scuola, Giorgio Moro e del Beltramo, forse perché questi vivevano ancora a’ tempi suoi. […] Convien ritenere che quando il signor conte Borri fece l’acquisto di questa casa, la ritrovò in esser ben diverso da quelle che in oggi si vede: questa stanza era in ogni sua parte coperta e dipinta di buona architettura alla quale davano risalto varie agulie, vasi e piedestalli, su de quali spiaccavano sette figure gigantesche e le due mezze figure di Eraclito e Democrito vedevansi collocate nella stanza vicina sopra di una porta; il tutto però talmente logoro e guasto dal tempo che fu in forse il cavaliere conservarle. Prevalendo però in lui l’amore che ha sempre portato alle belle arti, si detterminò di abbandonare la parte dell’architettura di già perduta ritenendo soltanto le figure, per dare alla stanza la regolare proporzione e simetria; a tal fine fu d’uopo di aprire de’ fori e finestre ove non vi erano, né si perdonò a spesa nel tagliare li muri, trasportando le figure ne’ luoghi ove intiere ed ove per metà. Vi so dire di più: che di sotto alle antiporte che qui vedere vi si conserva ancora il restante delle figure quali furono da Bramante dipinte e che li due filosofi furono qui di mezzo trasportati sul camino per tenere più unita che fosse possibile la memoria di quest’opera di Bramante e dare un maggiore risalto alla stanza medesima».