Milano, Palazzo di Antonio Visconti

Palazzo di Antonio Visconti a Milano

Edoardo Rossetti

Milano, Porta Vercellina, parrocchia di San Giovanni sul Muro.

(edificio non più esistente)

L’edificio apparteneva nella prima metà del XV secolo a Maffiolo detto Bianchino dei Visconti di Somma. Ovvero dominus Maffiolo dictus Bianchinus de Vicecomitbus filius quondam domini Antonii porte Vercelline, parrochie Sancti Johannis supra Murum”, che compare in una transazione del 1440, forse figlio del signore di Somma e primo cameriere ducale Antonio, zio di Francesco e Guido dei Visconti e sposo di Sovrana, figlia del vicino di casa Gaspare Visconti senior (ACC, Possedimenti 1, fasc. 2, 1440 gennaio 15; Litta 1819, vol. I, Visconti, tav. XI).

Nel 1487, Antonio Visconti amplia il proprio palazzo in San Giovanni sul Muro di Porta Vercellina, annettendo una parte del vicino palazzo già di Giacomo Visconti che il cantore Giovanni Cordier riceve in donazione dai duchi prima di vederlo assegnato al medico Ambrogio Grifi prima e a Gualtiero Bascapé poi (ASMi, Notarile  2405, notaio Giovanni Pietro Porri, 1487 maggio 14).

Dai primi giorni del 1495, Antonio è ambasciatore sforzesco a Ferrara. Rientra a Milano tra la fine di novembre e i primi di dicembre del 1495, residente nel palazzo del fratello Galeazzo nella parrocchia di San Satiro, fa procura per la gestione dei suoi beni allodiali e feudali a Erasmo Trivulzio e vende la sua casa in San Giovanni sul Muro (Ivi 2974, notaio Francesco Pagani, 1495 novembre 29, dicembre 5).

Antonio è sicuramente rientrato a Milano nell’ottobre del 1499 quando compare nei convocati della parrocchia di San Giovanni sul Muro di Porta Vercellina a Milano, cfr. ASMi, Notarile 5681, notaio Benedetto Capponi, 1499 ottobre 28.

Antonio e Maddalena Trivulzio sua moglie lasciano, come quasi tutti i loro vicini, la parrocchia di San Giovanni sul Muro probabilmente poco dopo l’arrivo dei francesi, e si trasferiscono nel quartiere dei Trivulzio tra le parrocchie di Sant’Eufemia e San Nazzaro in Brolo. Prima sostano per un breve periodo anche in una casa in San Michele alla Chiusa, sempre non distante dai palazzi trivulziani; a queste date Antonio è testimone a casa del cugino Battista significativamente insieme a Ludovico Tolentino, fratello del più famoso letterato Giovanni, cfr. ASMi, Notarile 2977, notaio Francesco Pagani, 1503 giugno 8. Una delle case locate da Antonio in Sant’Eufemia gli è affittata da Ludovico Landriani, preposito di Viboldone, cfr. ibid., b. 2980, notaio Francesco Pagani, 1512 febbraio 14. Nel 1524 Antonio è estimato in San Nazaro in Brolio per la non strabiliante cifra (almeno per un Visconti del suo grado) di 10.000 ducati (ibid., Censo p.a., b. 1520, estimo del 1524); testa nel 1522 in Sant’Eufemia e fa rogare vari codicilli nel 1527 in San Nazzaro in Brolo, muore probabilmente poco dopo, cfr. Ivi 7304, notaio Giovanni Repossi, 1522 febbraio 14; Ivi 9475, notaio Lorenzo Montebretti, 1527 settembre 25; 1527 dicembre 10; 1527 dicembre 13. Il Visconti prima e poi la Trivulzio (morta nel 1558 a 80 anni) sono sepolti nella cappella di Sant’Eugenio in Sant’Eustorgio (Forcella 1889-1893, II, 118). Dai figli maschi della coppia discendono rispettivamente da Gerolamo i Visconti di Arsago Seprio e da Giovanni Battista i Visconti di Modrone, cfr. Oltrona Visconti 1959; Oltrona Visconti 1966; Oltrona Visconti 1969. Dei secondi, più famosi, l’archivio è ora depositato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Barbero, Ferrari, Fumi, Monti, Petoletti 2008), lo studio di questo ramo da De Luca 2009, ma si veda anche il volume I Visconti di Modrone 2014.