Milano, Giardino di Antonio Maria Pallavicini in Monforte

Casino di Antonio Maria Pallavicini (poi Arrigoni e Visconti Borromeo) a Milano 

Edoardo Rossetti

Milano, Porta Orientale, parrocchia di San Babila foris.

Milano, Corso Monforte, 21.

(edificio non più esistente)

Il giardino presso il Ponte di San Damiano in Monforte sito in parte su terreni dell’abbazia di San Dionigi è probabilmente dagli ultimi anni del XV secolo un’altra proprietà dei Pallavicini, in particolare di Antonio Maria che qui ha un casino. L’edificio passa poi a Pietro Paolo Arrigoni e diventa il suo palazzo celebrato per il giardino anche dal Taegio ed è edificio in cui dipinge Bernardino Campi. Lo rileva nel 1596 Pirro Visconti Borromeo – dopo avere comprato nel 1590 la villa Pliniana sul lago di Como e avere locato il palazzo Medici a Brera – che acquista anche la casa vicina di Paolo Antonio Castelbesozzi (Morandotti 1981, p. 120). Lo stabile resta in proprietà Visconti Borromeo anche quando Giulio Visconti si trasferisce nella dimora già del suocero Bartolomeo Arese in Porta Vercellina (Palazzo Litta) ed è da questo momento locato ai Cavazzi della Somaglia (ASMi, Archivio Litta 251, 253, 256, 258, 260), che poi rileveranno l’edificio dopo avervi fatto molte migliorie (ASMi, Notarile 41401, notaio Giovanni Antonio Carrara, 1753 agosto 20, stima dell’ingegnere Giuseppe Carcano), passandolo poi ai Cicogna. Il palazzo ha prima del 1841 una facciata in stile medievaleggiante dipinta da una compagnia di maestranze che agisce sotto la regia di Sanquirico, fronte presto scomparsa e non molto apprezzata dai contemporanei (Mezzanotte, Bascapé 1968, pp. 516-517). Mentre Luigi Canonica fa un intervento sul grande giardino poi riformato per la costruzione di Villa Necchi Campigli (Repishti, Tedeschi 2011, p. 262).

 

1515 giugno 15, Busseto, monastero di Santa Maria degli Angeli

ASOM, Archivio Litta 9, doc.  67, roga il notaio cremonese Francesco Beretta.

Testamento di Antonio Maria Pallavicini con il quale lascia alla moglie Ambrosina Marliani il dimandate montano in oro donato il giorno delle nozze del valore di 2.000 ducati, e l’usufrutto della casa e giardino sito in Monforte, oltre che la dote, gioielli e vesti.

 

1516 ottobre 16, Lione

ASOM, Archivio Litta 9, doc.  67, roga Guido Iubelot notaio di Lione.

Mutando le disposizioni precedenti, Antonio Maria Pallavicini assegna il giardino ovvero la casa con viridario sita a Milano fuori Porta Orientale, parrocchia di San Babila foris, presso la casa ovvero giardino dei figli di Ludovico Fogliani e iuxta viridario della prepositura di San Pietro in Monforte e iuxta il prato comune di Porta Orientale, non più in usufrutto alla moglie Ambrosiana Marliani ma ai frati minori osservanti di Sant’Angelo allo scopo di ricostruirvi il loro monastewro e chiesa con refettorio e case.

 

1520 gennaio 24,

ASMi, Notarile 4815, notaio Evangelista Rossi; Fondo Sironi.

«maximas pluvias que impresentiarum viguerunt etiam in civitate et suburbia Mediolani inter ceteras domos etiam maxima aqua pluvialis innundaverit domus habitationis infrascripte illustris domine Ambrosine Marliane marchionisse Palavicine sita in Porte Orientalis parochie Sancti Babille foris in Monteforto Mediolani, per quam inundationem necessitata et cohacta fuerit ipsa predicta Ill. domina pro solutioni sui et bonorum suorum salute et conservatione aliunde habitationem querere et non immemor quod propinque erat domus olim habitationis quondam illustri domini Antonii Marie marchionis Palavicini olim consortis sui et in qua etiam ipsa predicta domina tempore quo in humanis agebat et moram Mediolani trahebat ipse prelibatus quondam vir suus et ipsa habitabat, modo autem …».

 

1524, Milano

ASMi, Censo p.a., b. 1520, Estimo

In San Babila 5.000 ducati, «heredi de li signori Palavicini per la casa et zardino in Monforte».

 

Bibliografia estesa:

Mezzanotte, Bascapé 1968 =Paolo Mezzanotte, Carlo Giacomo Bascapè, Milano nell’arte e nella storia, Milano 1968.

Morandotti 1981 = Alessandro Morandotti, Pirro I Visconti Borromeo di Brebbia. Mecenate nella Milano del tardo Cin- quecento, in «Archivio Storico Lombardo», 107 (1981 [ma 1984]), pp. 115–162.

Repishti, Tedeschi 2011 =Luigi Canonica. Architetto di utilità pubblica e privata, a cura di Francesco Repishti e Letizia Teceschi, Milano (Cinisello Balsamo), Silvana, Mendrisio Academy Press, 2011