Palazzo di Battista Visconti a Milano
Edoardo Rossetti
Milano, Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara (San Protaso ad Monachos)
Milano, via Clerici, 5 (edificio parzialmente esistente)
Regesto dei documenti:
1463 ottobre 29,
ASMi, Notarile 1111, notaio Damiano Marliani.
Michele Bianchi de Alessandria fd viro Pietro Antonio pC San Tommaso in Terramara a nome di Francesco e Guido Visconti, come da procura del Bozzoloni, fa realizzare la copia di un documento con i quale si attesta che ai tempi della cattura di Bernabò Visconti (1385) il conte di Virtù aveva donato la casa sita a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara che era di Francesco Visconti, confiscati per ribellione, eran dati per tre parti a Vercellino Visconti e per una parte ad Antonio Visconti suo padre (dato in Pavia il giorno 8 agosto 1388).
1473 aprile 3,
ASMi, Piccoli acquisti e doni 18.
Divisione dei beni tra Francesco e Guido Visconti a Francesco spetta «la casa de Milano che è in strata Sollata in la parochia de Sancto Thomaso in Cruce Sicariorum ad la quale se choerentia da l’una parte strata, da l’altra domino Angello de Birago, da l’altra simile strata et da l’altra l’Offitio de la Misericordia».
1486 ottobre 28,
ASMi, Notarile 2970, notaio Francesco Pagani.
Stefano Biraghi figlio del defunto Angelo, abitante a Milano in Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo foris, agente anche a nome di suo fratello Annibale, vende per 1.550 lire imperiali a Battista Visconti, figlio del fu Francesco, abitante a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, metà di un sedime confiante con quello di Battista.
1497 novembre 23,
ASMi, Notarile 2975, notaio Francesco Pagani.
Battista Visconti fa testamento lasciando alla moglie Giovanna Pusterla l’usufrutto della possessione della Guglielmesca fuori Porta Romana e per la sua abitazione nel palazzo di San Tommaso «salam magnam nominatam constructam per me testatorem in sedimen habitationi mee, seu cameras duas in terra contiguas ipsi sale, seu sallas, ac cameras in solario existentes supra dictis salam et camera, ac […] canepe existentis subtus ipsas salam et cameras in terra», con l’usufrutto di tutta la mobilia.
1515 febbraio 27,
ASMi, Notarile 2981, notaio Francesco Pagani.
Battista acquista un sedime contiguo alla sua casa sito a Milano in Porta Comasina, parrocchia di San Protasio ad Monachos. A suo tempo di proprietà dei fratelli Crivelli era stato poi ceduto a fratelli Moroni ed era coeretne ab una parte strata ab alia d. Aloisio e f.lli de Dugnano et a duabus partibus magnifici d Francisci Vicecomitis in parte et in parte Giovanni e f.lli de Orombelis salvo errore. Poi era passato da Bernardino a Rainaldo de Abdua figli del fu Pagano e corrispondeva a una terza parte “hedeffitiis, cameris, solariis, sala, cusina, studio, putheo, porticu, curiis duabus, stalis, canepis subtusterra locis curialibus” da un lato la strada, dall’altro il compratore, dagli altri magnifico Battista Visconti, come risulta da un documento rogato il 10 dicembre 1512 dal notaio mialnese Francesco Forlivio; ora Battista incamera tutto il sedime pagando 1.000 lire imperiali ai Moroni, 930 lire a Rainaldo Adda e 2.900 lire a Bernardino Crivelli.
1516 dicembre 12,
ASMi, Notarile 2981, notaio Francesco Pagani.
Battista Visconti è morto i figli Francesco, Ermes e Ambrogio provvedono alla divisione dei beni. La casa di Milano è estimata 20.000 lire, il castello di Somma 8.000 lire e la casa di Gazzano 4.000 lire. La casa di Milano dove morì Battista e dove abitano Giovanna, Francesco ed Ermes è assegnata a questi due fratelli Visconti: «cum suis hedeffitiis, cameris, solariis, salis, canepis subtus terram, curtiis quatuor et una curticella a rudiribus et aliis suis iuribus et pertinentiis. Cui coheret ab auna parte tenetur per Bernardium de Badilio in parte magnificorum dominorum Lanzeloti et fratrum de Melzi in parte fuit illorum de Olivis et in parte tenetur per domini Bartolinis de Frigeriis et ab alia in parte ecclesia et domus Misericordie Mediolani et in parte domini Gasparis de Balsamo et in parte illorum de Abdua»,
1524 novembre 24,
ASMi, Finanze Confische 3224, “Descriptio mobilium et imobilium illustri magnifici francisci vicecomitis facta anno 1524. Casa in Mediolano in porta Comasina, parochia di Sancto Thomaso”
Aloisio Arsago, agente a nome di Girolamo Ciocca, notaio e cancelliere del Magistrato delle entrate straordinarie, inventaria i beni di Francesco Visconti depositati presso Perino de Opiziis, figlio del fu Baldassarre, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara: «in primis sedimen unum magnum in quo habitabant prefatum dominum Franciscum sito in porte Comarine parochie Sancti Thome in Terramara quod est cum dalis in terra, canepis subtus terra, coquina, cameris in terra et in solario, stallam, putheis, curiis, necessariis et aliis suis iuribus et pertinentiis: in saleta in terra […], in sala nova […], in alia camera in capite sale nove […], in coquina […], in camarino a pensequa (?) […], in stuffa posteriore […], in camera alia posteriore […], in camera in qua stat et abitat prefatum dominum Franciscum […], in camera a platea […], subtus portichu […], in studio a platea […], in camera seguente a platea […], in alia camera […], in alia camera […], in alia camera […], in camerino a mulieribus in solario […], in alio camerino […], in camera in solario […], in salla seu stuffa magna in solario […], in alia camera […], in alia camera […], in alia camera […], in canepino subtus terra […], in canepa magna […], in alia canepa […]».
1605 luglio 14,
ASMi, Clerici di Cavenago, ramo antico 10, fasc. 2, doc. 27; copia dei documenti rogati dal notaio Alessandro Ferrario.
Francesco Visconti giurista colleggiato e vicario generale di Milano figlio del fu Battista abitante a Milano in Porta Comasina parrocchia di San Tommaso in Terramara confessa di avere ricevuto 3700 lire imperiali a soluzione delle 7200 lire dovute da Francesco del bene figlio di Ottaviano abitante a Milano in Porta Comasina parrocchia di Santa Maria Segreta, agente a nome di Margherita Taverna Visconti vedova di Ermes e tutrice di Francesco Maria Visconti suo figlio. Si riportano le divisioni fatte il 9 dicembre 1604 dopo la morte di Uberto Visconti. In particolare la divisione della casa che fu dell’illustrissimo Battista Visconti situata a Milano in Porta Comasina parrocchia di San Tommaso in Terramara. che spetta per due terzi a Francesco (ramo della Motta) e per un terzo a Ermes (ramo di San Vito) tutti figli di Giovanni Battista. Si assegnano dunque dopo la stima dell’ingegnere Capazzo e su intermediazione di Giacomo Marinoldi presidente del senato a Francesco l’appartamento verso la strada dei Bossi «qual fu stimato dal Campazzo» 53420.10.04 lire imperiali, più l’appartamento a mano sinistra entrando del valore di 11.497.16.05, e più l’appartamento a destra entrando, l. 17.650.01.07, e più la corte da nobile l. 5466.-.10 per un totale di 88034.09.02 lire; ad Ermes spetta «l’appartamento di mezzo del salone» del valore di 29.458.14.08 e la «corte rusticale» con i due appartamenti a destra e sinistra del valore di 9787.11.03 lire e una seconda «corte rusticale» del valore di 4974.15.09 lire, e più l’appartamento prospettante la strada del Broletto del valore di 15097.03.04 lire, per un valore totale ,di 59318.05.00 lire. Attestando che il valore complessivo dell’immobile prima della divisione è di 147352.14.02 lire imperiali. Con patto che essendo la terza parte del valore di 49117.11.05 lire, Ermes si impegna a versare al fratello 10200.13.09 lire per compensazione dei patti che prevedevano a lui l’assegnazione di solo una terza parte. In più Ermes si impegna a «stoppare tra il termine di quattro mesi al più tardi tutte le finestre, usci et porte così della camera come del salone, camere inferiori e superiori che guardano nella detta corte da nobile o in altro luogo verso la parte del signor Francesco […] et volendo il signor Francesco attaccare qualch’edifitio, sia obbligato pagargli la metà et perché il signor Ermes stoppando le dette finestre verso la parte del signor Francesco è sforzato aprire dalla sua parte, et così gli impedisce il fabbricarvi edifitio doppio conforme al disegno, se ben può fabbricare dalli lati, però per tale danno dichiara che le dette lire 10200.13.09 si detragono a benefitio del signor Ermes lire 3000» restando da pagare solo lire 7200.13.09. Inoltre, si deve tenere conto che sulla casa vice un livello ecclesiastico di lire 16 l’anno e che per testamento di Battista Visconti, Ippolita Belgioioso sua vedova deve vivere nella casa nella parte assegnata ora a Francesco. Si impone quindi che Ermes rimborsi una terza parte del valore del fitto dell’appartamento occupato da Ippolita.
1647 ottobre 7,
ASMi, Clerici di Cavenago, ramo antico 9, fasc. 4.
Elenco dei beni di Battista Visconti ricevuti nella spartizione dell’eredità di suo padre Francesco dopo la morte di Giovanni Maria suo fratello nella causa con la cognata Placidia Grimaldi Visconti. La casa di Milano è valutata 60.000 lire; seguono la casa da nobile in Crenna lire 10.000, con la costa di Crenna, lire 6000; altri beni a Casorate e Arsago.
1653 novembre 28,
ASMi, Clerici di Cavenago, ramo antico 10, fasc. 2, doc. 5.
Giovanni Battista Visconti di Francesco vende per 38.000 lire imperiali la casa di San Protasio ad Monachos a Giorgio Clerici.
Inserta stima della casa redatta dall’ingegnere Carlo Buzzi.
La quale consiste nell’andito di porta in testa del quale vi è un cortiletto o sia vestibulo coperto con lanterna nel mezzo et puoi s’entra sotto il portico con tre archi a mano sinistra de quali vi son due stanze con una scala di vivo per li superiori et nel fianco del portico un cortiletto da quale si entra in sei stanze tutte al piano terra, oltre la sala, in testa della quale vi è la scala maggiore et un’altra scaletta secreta con un altro cortiletto et diverse altre stanzole di servitio sotto alle quali stanze quasi a tutte vi sono le cantine in volta et di sopra tutti li suoi superiori sino al tetto incluso, segue a mano dritta di essa porta, o sia nell’altra testa del sodetto portico un altro cortiletto con transito coperto annesso al quale è la cucina con squattaria dispensa et altri luoghi di servitio a detta cucina laterale alla corte maggiore, le stanze per il tinello con un’altra scala per li superiori, andito per andare alle stalle quali sono con colonne di vivo et con volta sopra, con cortili alle teste et in essi diversi camerini, fenile sopra di essa et sopra alle dette stanze li suoi superiori sino al tetto incluso, corte maggiore, pozzi, vasi, necessarii, porta et altre sue raggioni et pertinenenze alla quale coherenza da una parte in parte la casa delli signori Magni et parte la casa delli signori marchesi Porroni dall’altra il salone et stanze del signor marchese Francesco Maria Visconti, dall’altra in parte il signor Columbo et in parte li signori fratelli Canobii et dall’altra la sodetta contrada del Prestino de Bossi, la quale nel stato si ritrova di ecc. dedotte ecc. vale 43.000 lire seguono li beni di subrogare in luogo del fidecomisso d’essa casa […] casa da nobile in Crenna ecc.
1667 aprile 9,
ASMi, Clerici di Cavenago, ramo antico 10, fasc. 2, doc. 27.
Protesta e dichiarazione di Pietro Antonio Clerici a favore del marchese Ermes Visconti circa il muro che guarda nella corte della casa da nobile di detto Clerici e intermezza tra la corte di detta casa da nobile e la casa del marchese Ermes, muro di proprietà di quest’ultimo che è in faccia alla porta della casa del Clerici dove presentemente «respicerunt volto la Prospettiva e duoi portici constructi de consesu dicti domini marchionis». Roga il notaio milanese Giacomo Filippo Biumi.
1692 luglio 14,
ASMi, Clerici di Cavenago, ramo antico 10, fasc.3.
Ermes, Gian Domenico, Gian Galeazzo di Francesco Maria olim Ermes e Margherita Taverna (marchesi di San Vito) vendono ai Clerici.
Bibliografia estesa:
Buratti Mazzotta 2003 = Adele Buratti Mazzotta, Dal Pellegrino ai Richino. Le fabbriche dei Visconti e i loro disegni di progetto tra Cinque e Settecento. Un percorso di lettura del territorio, Oggiono-Lecco 2003, pp. 65-82.
Pinna 2004 = Enrica Pinna, L’architettura del palazzo dal Settecento ad oggi, in Palazzo Clerici. La proiezione internazionale di Milano, Milano 2004, pp. 51-86
Rossetti 2013 = Edoardo Rossetti, Sotto il segno della vipera. L’agnazione viscontea nel Rinascimento: episodi di una committenza di famiglie (1480-1520), Milano 2013.
