Milano, Palazzo Landriani in Cordusio

Palazzo Landriani

Milano, Porta Comasina, parrocchia di San Ciprianno

Milano, via Bassano Borrone

Il palazzo del tesoriere ducale Antonio Landriani mente e cardine del sistema finanziario creato dal Moro si trovava nella parrocchia di San Cipriano quasi a ridosso del Cordusio. Antonio (con i fratelli Pietro, Giacomo preposito di Viboldone, Francesco, Agostino e Battista) risultava residente in San Cipriano almeno dal 1465 ( Motta 1902, p. 487), vi figurava anche nel 1475 (ASMi, Censo, p.a., cart. 1520, listra equorum). Nel 1492, Battista e Pietro Landriani acquistavano in ampliamento della casa paterna un sedime del valore di 700 lire confiante con la strada , i beni di Melchiorre da Barlassina, con quelli dello stesso Pietro Landriani e con quelli tenuti a fitto da Elisabetta de Gudi  (ASMi, Notarile 1738, notaio Maffeo Suganappi, 1492 ottobre 24). Nel 1496 era invece Antonio a comprare da Bartolomeo Busti, un altro sedime prossimo all’abitazione di famiglia, una proprietà sulla quale vantava diritti anche Gaspare Ambrogio Visconti (Ivi, 2020, notaio Gabriele Sovico, 1496 novembre 14). Nel 1498, forse segnale di  lavori in corso nel palazzo, Antonio Landriani acquistava  quattro pezzi di marmo dalla Fabbrica del Duomo con la stima dell’immancabile Giovanni Antonio Amadeo nel 1498, una data che anche per questioni di stile si potrebbe avvicinare a quella del cantiere Landriani (Giovanni Antonio Amadeo. I documenti, a cura di Richard Schofield, Janice Shell, Grazioso Sironi, Como 1989, p. 274, doc. 534).

Nel 1906, quanto restava del fabbricato era demolito. Gaetano Moretti pubblicava un rilievo rappresentante lo stato della struttura al momento dell’atterramento, una pianta topografica contenente una precisa localizzazione dell’edificio, un alzato dello stato del portico, nonché una tavola policroma ricostruttiva di tre interessai della corte (Moretti 1908, pp. 91-92). La tavola è conservata lacera presso il Civico Gabinetto dei Disegni di Milano (inv. RB, 1311); ad essa si accompagna un disegno preparatorio per l’istallazione della porzione di facciata nella corte del castello (Ivi, inv. RB, 1332).

Mentre alcuni capitelli furono relegati nei depositi dei musei civici la parte centrale della faccia fu ricomposta prima del 1915 (Malaguzzi Valeri 1915, p. 315, fig. 369) all’interno della corte d’arme del castello sforzesco con opportuni reintegri del parato dipinto originario sullo stile Rusca-Beltrami.

 

Bibliografia estesa: 

Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Ludovico il Moro. II. Bramante e Leonardo, Milano, Hoepli, 1915.

Gaetano Moretti, La conservazione dei monumenti della Lombardia dal 1 luglio 1900 al 31 dicembre 1906. Relazione dell’Ufficio regionale redatta con la collaborazione del dr. Ugo Nebbia, Milano 1908, pp. 91-92.

Emilio Motta, Divorzio e matrimoni forzati, in «Archivio Storico Lombardo», s. 3, vol. XVIII (1902), p. 487.

Edoardo Rossetti, I resti del palazzo Landriani in San Cipriano a Milano, in Museo d’Arte Antica del Castello Sfrozesco. Scutlura lapidea. Tomo terzo, a cura di Maria Teresa Fiorio, Milano, Electa, 2014, pp. 343-346.

Diego Sant’Ambrogio, I resti della casa Landriani presso San Cipriano, in «L’Osservatore Cattolico», 22 maggio 1908.