Palazzo di Cicco Simonetta
Edoardo Rossetti
(edificio non più esistente)
Disegni Paravicini: per i resti di alcuni capitelli si veda la scheda sulla palazzina di via Meda con i disegni BAMi, III.St.E.XIV, volume 23, tavv. 19-23 (numerazione originale a matita tavv. 16-20).
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara o alla Croce dei Sicari
Milano, via Broletto, 35
Passaggi di proprietà:
- Antonio Metelli da Pesaro
- Capponi, Carati, Carcano, Cusani, Dugnani (sec. XIV-XV)
- Cicco Simonetta, figlio di Antonio, primo segretario (ca. 1450-1479)
- Sforza Secondo Sforza, figlio del duca Francesco (ca. 1480-81)
- Bernardino da Corte, capitano d’armi di Ludovico il Moro e castellano del castello di Porta Giovia (ca. 1482-ca. 1505)
- Filippo Visconti di Carimate e discendenza (sec. XVI)
Bibliografia: Carotti 1895, p. 489; Mezzanotte-Bascapè [1948], 1968, pp. 145-146; Patetta 1987, p. 416; Rossetti 2013, pp. 39-45; Rossetti, in Museo 2012-2015, pp. 449-454, schede nn. 1410-1414; Covini 2018, pp. 56-60; Rossetti 2020, p. 61; Martinis 2021, pp. 19-20.
La preziosa ricognizione di Paolo Mezzanotte e Giacomo Carlo Bascapè, avvenuta dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondale, segnala per via Broletto al civico 35, una casa «diroccata dalle vicende della guerra, conservava, sotta la specie della facciata tardo-neoclassica, notevoli tracce della sua origine, tra la fine del Trecento e il principio del Quattrocento. Dal sinistro emersero sull’ultimo pilastro verso S. Tomaso gli avanzi di una finestra ogivale bifora di laterizio, con oculo sopra la colonnina centrale scomparsa. In una sala apparvero grosse travi a sostegno del soffitto, con mensole di rovere sagomate nei modi del Quattrocento. Altre finestre ogivali erano apparse nella parete di fondo del cortile, in seguito crollata. Nel corpo di fabbrica prospicienti l’ingresso il crollo di una falsa volta ha rivelato una fascia decorativa a fini grotteschi policromati, opera del XVI secolo. Ma i resti della casa furono spianati, e un edificio moderno è sorto in luogo» (Mezzanotte-Bascapè [1948], 1968, pp. 145-146). Con questo quadro desolante era descritto un edificio dalla storia sconosciuta. Ora la documentazione qui sotto riprodotto permette di identificare queste rovine in quelle dalla prestigiosa domus di Cicco Simonetta. Stando a Giulio Ferrario (1843, p. 455), la casa apparteneva nell’Ottocento ai Valentini ed era stata da poco rifatta su progetto dell’ingegnere Lombardi, criticandola perché la facciata «per altro non è proporzionata, come le predette, nel riparto del pieno col voto per eccesso di larghezza ne’ pilastri».
Da questa casa, in particolare dal porticato che chiudeva a meridione il giardino, in costruzione tra 1479 e 1480, nel momento della caduta del potente primo segretario sforzesco, provengono con molta verosimiglianza i capitelli di via Montegnetta disegnati con accuratezza da Paravicini e ora conservati presso i Musei Civici di Milano.
Frutto di accorpamento avvenuti a più riprese a partire dalla metà del XV secolo di sedime diversi di cui il principale apparteneva ad Antonio da Pesaro (originale proprietario di un Petrarca miniato da un seguace del Maestro delle Vitae Imperatorum: Zaggia 1993, pp. 379-380) e altri a varie famiglie milanesi del quartiere, la prestigiosa dimora era insista su un lotto passante dalla contrada Solata (via Broletto) verso via Rovello. La torre su strada era detta dei Capponi dalla famiglia già proprietaria di uno degli edifici inglobati nel palazzo. Il cortile centrale era porticato su tre lati, mentre alle spalle si trovava una grande corte-giardino che disimpegnava le stalle. Verso meridione, attorno alla chiesa e al pasquario della parrocchiale di San Tommaso in Terramara (o alla Croce dei Sicari), si trovavano altri sedimi più piccoli sempre di proprietà Simonetta dati in affitto. Al centro del palazzo tra le due corti si trovano il salone principale verso corte (il lato non porticato) e due stanze di rappresentanza vivacemente decorato il primo con un ciclo di storie dedicate alle nozze del duca Galeazzo Maria Sforza e Bona di Savoia.
Di grande pregio proprio il progetto della loggia sul giardino, la parte meridionale del giardino, ma forse era prevista un’ala parallela sul lato opposto era chiusa da una sala aperta in di circa 25 metri per 7 con sei colonne intere e due mezze colonne alle estremità, per un totale di sette campate di portico, con soffitto a impalcato. Il tutto sovrastato da un salone delle stesse dimensioni. I capitelli risultano tra i più raffinati prodotti in Milano nella seconda metà del XV secolo, probabilmente dal lapicida – attivo anche alla fabbrica del Duomo e nell’entourage dell’Amadeo – Giovanni da Cairate. Questa addizione incompiuta dimostra tutta l’ambizione del primo segretario.
Dopo la confisca la casa fu frazionata in due parti, dimostrando anche la volontà di dannazione della memoria del mecenatismo di Cicco Simonetta. Passata a vari proprietari, la parte principale pervenne alla fine a Bernardino da Corte, quella posteriore al mercante Giacomo Filippo Pecchi, detto Fra Ghiringhello. Questa divisione segnò probabilmente anche il degrado della dimora e soprattutto il disfacimento precocissimo del porticato.

Ricostruzione del Palazzo di Cicco Simonetta come descritto nelle stime redatte a seguito della confisca (1481).
PIANO TERRENO
- cortile (ca. 13,5×11,8 m)
- corpo scala alla base della torre con latrine
- camera con camino a la francexa (ca. 9,4×5,9 m)
- locali terreni separati e trasformati in botteghe
- stufa (ca 7×3.5 m)
- cucina
- sala terrena con affreschi rappresentanti il matrimonio diGaleazzo Sforza (ca. 14×5,9 m)
- camere terrene affacciate verso l’orto (cadauna ca. 7×5,9 m)
- sala nuova aperta sul giardino braccia (ca. 25,4×6,9 m)
- orto (ca. 30,7×20 m; ca. 614mq)
- corte delle stalle (ca. 10,6×11,8 m)
- stalle (ca. 15,3×6,3 m)
PIANO TERRENO
- sala verde (ca. 9,4×5,9 m)
- corpo scala e torre sporgente sopra i solai per circa 7 metri
- camera sopra la caminata (ca. 9,4×5,9 m)
- sala picta sopra il portico con camera picta adiacente (entrambeca. 17,7×4,1)
- camere sopra il portico (entrambe ca. 12,9×4,1)
- pontili coperti
- camera sopra la stufa (ca 7×3.5 m)
- sala superiore picta (ca. 14×5,9 m)
- camere superiori affacciate verso l’orto (cadauna ca. 7×5,9 m)
- sala nuova superiore non finita (ca. 25,4×6,9 m)

Ricostruzione del quartiere del palazzo di Cicco Simonetta.
ST = chiesa parrocchiale di San Tommaso in Terramara o alla Croce dei Sicari.
SM = chiesa di San Marcellino.
CS1 = domus magna detta Torre dei Capponi con ingresso dalla contrada Solata, corte porticata e sala affrescata con le storie di Galeazzo Maria Sforza; casa di Bernardino da Corte; casa di Filippo Visconti.
CS2 = sedime magno con orto, la sala nova, stalla e ingresso dalla contrada di Rovello; già sedime Cusani; poi parte di casa Pecchi.
CS3 = casa d’affitto, ceduta ad Ambrogio staffiere; già sedimi Carcano; poi parte di casa Pecchi.
CS4 = casa d’affitto, occupata da Francesco Dal Pozzo detto Puteolano; forse già sedimi Carcano.
CS5 = casa d’affitto, ceduta a Donato credenziere; forse già sedime Cusani verso via Rovello.
CS6 = stanze prospettanti la contrada Solata trasformate in botteghe.
CS7 = casa Ermenolfi5 acquistata da Andrea e Giovanni Simonetta.
AS = domus magna di Angelo Simonetta, già palazzo di Branda Castiglioni, poi di Girolamo Cusani.
AGS = domus magna di Andrea e Giovanni Simonetta
SB = domus magna di Scipione Barbavara.
CFC = domus magna di Cristoforo e Francesco Casati
BM = Banco Mediceo.
BV = domus magna di Francesco e Battista Visconti di Somma.
CV = domus magna di Corradino Vimercati.
PdV = domus magna di Pietro Dal Verme, poi di Cesare Sforza e Cecilia Gallerani.
DGC = domus magna di Donato e Girolamo Carcano, di Antonio (?).
AdM = domus magna di Ambrogio del Maino, già di Andriotto suo padre.
Regesto dei documenti
1.
1454 maggio 2,
Milano, Corte dell’Arengo
ASMi, Notarile 636, notaio Giacomo Perego
Venditio
Galeazzo Dugnani, figlio del fu Ancello, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Lorenzo in Torigio vende a Cicco Simonetta, per la somma di 344 lire imperiali, un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara con stationa una a platea in qua de presenti fit sartoria per magistrum Johannem de Coliate e confinante ab una parte strata, ab alia heredum quondam domini Pauli de Pessina, et ab aliis prefati magnifici domini Cichi.
2.
1454 settembre 19,
Milano, Corte dell’Arengo
ASMi, Notarile 636, notaio Giacomo Perego
Promissio
Cicco Simonetta si accorda con l’aulico ducale Antonio Carcano, figlio del fu Donato, abitante in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, per l’acquisto di due sedimi contigui siti a Milano, in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, que sunt cum portis duabus, anditus, seu accessis duabus, hedefitiis, cameris, solariis, curiis duabus, porticis, putheo uno […], necessariis, orto uno et aliis suis iuribus et pertinentiis, quibus omnibus coheret ab una parte strata, ab alia cimiterium dicte ecclesie Santi Toma, et in parte dicte ecclesia Sancti Toma, et in parte magnifici domini Cichi, ab alia heredum quondam magistri Iohannis de Pessina, et in parte Mathei de Ermenulfis, et ab alia heredum quondam domini Iohanni de Cusano. Il prezzo è pattuito nella somma di 1.240 fiorini; il Simonetta si impegna a versare 640 fiorini di anticipo.
3.
1455 aprile 17,
Milano
ASMi, Notarile 636, notaio Giacomo Perego
Venditio
Perfezionamento della transazione tra Cicco Simonetta e Antonio Carcano.
4.
1456 luglio 26,
Milano, porta Ticinese, chiesa di San Vittore al Pozzo
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Venditio
Caterina de Carate, figlia ed erede del defunto Petrolo, vende a Cicco Simonetta, per la somma di 147 fiorini, le migliorie approntate in un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cum hedefittis, casio uno in terra, stationa una a platea, putheo, et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia copertum dicta ecclesia, ab alia situm, sive tenetur ad libellum per Antoniolum de Rubeo de Pessina, et ab alia ecclesia Sancti Tome. Sui beni si prestava un fitto livellario annuo di 3 lire imperiali e 4 soldi al defunto Antonio de Concoretio e, dopo la sua morte, la stessa somma si corrisponde alla scuola delle Quattro Marie, come secondo le volontà testamento del defunto; sugli stessi beni si pagano altre 3 lire e 4 soldi ai fratelli Alosio, Ruggero, Antonio Brugora, figli del fu Antonio, olim abaltici del fu Tommaso.
5.
1456 settembre 17,
Milano, Ospizio del Pozzo, porta Ticinese, parrocchia di San Sebastiano
ASMi, Rogiti Camerali 365, notaio Giacomo Perego
Ludovico Ludovici da Bologna, pronotaio apostolico e legato pontificio, chiede a Matteo Malferito, oratore del re d’Aragona, di poter provvedere alla stima della possessione di San Vittore a Monza e di una casa sita a Milano in porta Comasina, nella parrocchia di una casa in San Tommaso in Terramara abitata dal magnifico Cicco di Calabria proprie del signor Antonio di Pesaro.
6.
1457 maggio 21,
Milano, porta Nuova, parrocchia di Santo Stefano ad Nuxigiam, casa di Giacomo Perego
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Promissio
Lo spectabilis dominus Giovanni Gallarati, figlio del fu Aloisio, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia del Monastero Nuovo, si accorda con il notaio rogatario, agente a nome di Andrea e Giovanni Simonetta, per la vendita di un sedime di proprietà Ermenolfi sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cum suis hedefittiis, cameris, solariis, canepa subtus terram, locis curialibus, putheo, curiis duabus, orto et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia heredum quondam dominii Filippi de Hermenulfi et in parte heredum quondam Iohannis de Hermenulfis, ab alia tenetur ad libellum per Georgium de Carexana, et in parte heredum quondam domini Iohannis de Cusano, et ab alia heredum quondam Francisci de Heremenulfis, et in parte illorum de Castigliono, et in parte illorum de Pessina, et in parte magnifici domini Cichi de Calabria, et in parte Petri de Bossis.
7.
1457 luglio 18,
Milano porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa di Cicco Simonetta
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Investitura
Cicco Simonetta affitta ad Ambrogio Tinelli da Lodi, figlio del fu Donato, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, per quattro anni e a un canone annuo di 64 lire imperiali, un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia San Tommaso in Terramara, cum hedefittis, cameris, solarii, curte, puteo, necessario et aliis sui iuribus et pertinentii, cui coheret ab una parte strata, ab alia illorum de Cusano, et ab aliis prefati domini Cichi et in parte suprascripta ecclesia Sancti Thome in Terra mara.
8.
1457 agosto 6,
Milano, porta Comasina, chiesa di San Tommaso in Terramara
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Investitura
Cicco Simonetta affitta a Giovanni da Castelletto, figlio del fu Giovannolo, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Prostasio ad Monachos, per un canone annuo di 36 fiorini, un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cum hedefitiis, cameris, solariis, curte, putheo necessario et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia prefati domini Cichi, ab alia similiter et in parte ecclesie Sancti Thome in Terra mara, et ab alia cimiterium dicte ecclesie.
9.
1457 settembre 19,
Milano, cancelleria ducale
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Venditio
Cicco Simonetta acquista da Baldassarre, Filippo e Daniele Cusani, figli del fu Giovanni (il primo abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Protaso ad Monachos, e gli altri fratelli residenti a Vercelli), un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, quod est cum hedefitiis cameris solariis curtis duabus putheo orto necessariis et aliis suis iuribus et pertinentiis cui coheret ab una parte strata, ab alia domini Iohannis de Rotolis, et ab aliis duabus partibus prefati magnifici domini Cichi, et in parte Blazii de Carezana, sive eius heredum. I contraenti si impegnano a fare valutare la proprietà da Biagio Cusani, maestro delle entrate ordinarie, e dal dottore in legge Giacomo Cusani, ma stabiliscono che la somma non sia inferiore ai 1.500 fiorini o superiore ai 1.600 fiorini; il Simonetta si impegna a versare 300 fiorini di anticipo.
10.
1457 ottobre 8,
Milano. porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa di Cicco Simonetta
ASMi, Notarile 637, notaio Giacomo Perego
Ricognitio livellaria et venditio
Cicco Simonetta, agente a nome di Andrea e Giovanni Simonetta suoi fratelli, conferma Dionisio de Nava, figlio del fu Battista, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, come affittuario del sedime che Cicco ha acquistato a nome dei fratelli per il prezzo di 1.280 lire imperiali (con rogito di Giovanni Antonio Busi del 18 agosto 1457) da Caterina de Manziago, figlia del fu Borsano e vedova di Giovanni Anfrelo Ermenolfi, e tutrice dei suoi figli Francesco e Giovanni Giacomo Ermenolfi. Contestualmente Cicco acquista dal de Nava i miglioramenti da questi approntati nel sedime e stimati 97 lire (si veda lista allegata ratificata il giorno 9 ottobre da Giovanni Simonetta). La proprietà oggetto degli accordi è sita a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, ed è descritta cum suis hedefittiis, cameris, solariis, canepa subtus terram, locis curialibus, putheo, curiis duabus, orto et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ba una parte strata, ab alia hredum quondam domini Filippi Hermenulfi et in parte heredum quondam domini Iohannis de Hermenulfis, ab alia tentur ad libellum per Georgium de Carexana et in parte heredum quondam domini Iohannis de Cusano et ab alia heredum Francisci de Hermenulfis et in parte illorum de Castigliono et in parte illorum de pessini et in parte magnifici domini Cichi de Calabria et in parte Petri Bossii.
11.
1461 maggio 5,
Milano, Curia dell’Arengo
ASMi, Notarile 638, notaio Giacomo Perego
Venditio
Carixinis Capponi, figlio del fu Albrigolo, e suo figlio Giovanni Lancillotto, abitanti a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, vendono per la somma di 120 fiorini a Cicco Simonetta, due sedimi siti in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara: sedimen uno cum staziona una a palatea cum suis superioribus […] cui coheret ab una parte strata, ab alia prefati magnifici domini Cichi, ab alia ecclesia predicta Santi Tome in Terramara, […] item de utilli dominum et naturali possessione et melioramenta unius alterius sediminis contigui dicta staziona ut supra cum suis superioribus cui coheret ab una parte strata, ab alia suprascripti domini Cichi, ab alia similite et ab alia suprascripta ecclesia Sancti Tome in parte et in parte suprascriptum sedimen seu staziona; per quest’ultimo sedime si paga fitto livellario di 4 lire e 18 soldi alla cappella di Sant’Antonio sita nella chiesa milanese di Sant’Alessandro in Zebedia, patronato di Girolamo Aliprandi, figlio del fu Giacomo.
12.
1479 settembre 10,
Milano
Corio [1503] 1978, II, p. 1425
Descrizione del saccheggio dei beni di Cicco Simonetta
Dopuoi quanto havea entro il castello fu misso in preda, videndo lui tanta sua calamitate, e dopuoi di fuori corsero a l’habitatione dicta a la Torre di Capponi e quivi grandissima robba missero a saccho.
Si vedano anche le lettere di Zaccaria Saggi al marchese Federico Gonzaga (Carteggio mantovano, vol. XI, 223, 224, 225, 226).
13.
1479 dicembre 18,
Milano
ASMi, Miscellanea storica 9a
Lista di creditori del magnifico domino Cicho Simoneta ut infra annotati quali se hano a pagare secondo la rasone et accordio facti per loro cum la mgnifica madona Helixabeta, consorte de soa magnificentia, presente Nicolino da Casale e mi Gaspar Stadinerto da Cremona
Elisabetta Visconti, moglie di Cicco Simonetta, paga i creditori del marito tra i quali figurano, per tutti i lavori eseguiti entro il 4 dicembre, magistro Zohanne da Cayrà picapedre (l. 55, s. 10), Paolo da Giussano figlio di Giorgio per le pietre (l. 23), il falegname Ambrogio da Cernusco (l. 135), i deputati della Fabbrica del Duomo per marmore capitellorum sale (l. 64, s. 16); nonché Nicolino da Casale per resto suo de le spese de la fabrica e lavorerio de la casa de Mediolano (l. 67, s. 8, d. 6), realizzate entro il 13 dicembre.
14.
1481 febbraio 14,
Milano, castello di Porta Giovia
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Littera
Il duca Gian Galeazzo Sforza dispone che i beni del defunto Cicco Simonetta siano donati nel seguente modo: la proprietà di Cascina Pero a Roberto Sanseverino; la possessione di Gagnano a Giovanni Giorgio del Maino e a sua moglie Elena; la possessione di Porcaria a Battista Montagnana, cameriere ducale, come dote di sua moglie; la possessione del Gaggianello nel lodigiano e 105 fiorini sul livello di una domus sita a Milano nella contrada dei Visconti a Giovanni Angelo da Firenze; la domus magna di Milano a Sforza Secondo Sforza; un’altra domus di Milano a Francesco Puteolano; un’altra domus contigua alla precedente al credenziere della duchessa Bona di Savoia; la domus di Pavia al conte Giovanni Attendoli Bolognini; la domus di Cremona con i pozzi Salsi e la roggia Cornixii, nonché l’altra domus di Milano sita tra quella donata a Francesco Puteolano e a quella donata al credenziere sono destinati al segretario Giacomo Alfieri.
15.
1481 febbraio 14,
Milano
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Estimatio
Gli ingegneri Giovanni Solari e Pietro de Rotolis stimano i beni di Cicco Simonetta siti a Milano in porta Comasina, nella parrocchia di San Tommaso in Terramara valutati complessivamente 23.246 lire, soldi 9. Si tratta di tre case d’affitto: la prima valutata 1.714 lire, 10 soldi e 2 denari e assegnata a Donato credenziere; la seconda valutata 2.095 lire e 10 soldi assegnata ad Ambrogio staffiere del duca, a Guglielmo detto Zoppino e a Caterina nutrice di Anna Sforza; la terza valutata 2.873 lire imperiali e 3 soldi abitata dal letterato Francesco Puteolano. Segue poi la stima (16.426 lire, soldi 4) della domus magna che gli ingegneri prevedono di scorporare in più lotti: il primo valutato 1.000 lire e corrispondente alle stanze adiacenti alla chiesa di San Tommaso, da trasformarsi in botteghe; il secondo stimato 8.436 lire e 4 soldi e comprendente la sola caxa grande intorno alla corte porticata con la sala terrena dove è affrescato lo spoxaletio del duca Galiazo; il terzo 6.999 valutato includente l’orto con relativa sala e le stalle con la loro corte.
Extimatio sedimins magni quod fuit domini Cichi
Domus magna solite habitarionis prefati domini Cichi sita in porta Cumana parochie Sancti Thome in Terra Mara …
…
In primis anditus porte longus braza xvi et largus braza iiii et terzi ii et altus braza vii z cum celoni travelis de terza et quarta ad modernam
a manu dextra intrando ipsum sedimen casii duo domus simuls se tenens in totum longi braza xvi largi braza v alti vii z con li celli ut supra
a manu sinistra duy lochi [2] presso dicto andito che vano l’uno in l’altro con li destri alti braza vii z longi in tucto braza xvi larghi braza v con li celli all’anticha
camera una [3] altera dicti loci con camino uno a la francexa longo braze xvi larghi braza x terza una alta vii z con someci quatri con lo cello a la moderna pincto solato de medoni intonegada con una bussola de preda
loci duy verso piaza [4] contigui a la dicta camera in tutto longi braza xviiii lari braza xii alti braza vii z con someci sexi il cello a la moderna orlati per cuxandura con una intermezadura solato de preda con li soii superiorii fine al tecto
una cortexella ante dicti loci longa braza xiii larga braza iii
uno loco in fondo de dicata cortezela de presenti de legne unde era la longo braza xiii largo largo braza vii alto braza vi con uno cello a la moderna con someci ii orlato per cuxadura
portico uno ante dicti loci longo braza xxx largo braza vii qr i alto braza vii con colone v de sirizo con someci x orlato per cuxadura inzambinato con li traveli da zoppore solato de medoni
portico uno contiguo al sopradetto longo braza xxii largo braza viii qr uno alto braza vii con someci viii con lo celo a quadriti con traveli de larexe con colone iii de sarizo solato ut supra
porticheto uno streto in dicta corte longo braza xxvi largo braza ii di neto alto braza vii con colone iii de sarizo con lo cello ut supra
la corte [1] longa braza xxiii larga braza xx solata de prede
la sala sopra la corte in terra picta [7] longa braza xxiiii z larga braza x alta braza vii con someci vi el celo a la moderna orlato per cuxanra in catulato con camino uno solato de medoni
camera una contigua a dicta sala [8] sopra l’orto picta longa braza xii larga braza x alta braza vii con someci … con uno camino a la francexa
camera una continua a dicta salla [8] et a suprascritta camera sopra l’orto longa braza xii larga braza x alta braza vii con someci iii el cello orlato per cuxadura solata de astiego con uno camino in lo cantono
item sotto a le suprascritte camera canepa una sotto terra longa braza xiii larga braza x alta v z in legname con l’astiego responde sopra l’orto
cucina una [6] a canto l’andigho et la stufa [5] longa braza xiii larga braza vi z alta braza vi con lo camino aquayrolo guarnerii solata de medoni con someci iii el cello orlato per cuxadura
andito uno tra dicta sala et cuxina longa braza xviii largo braza iiii z
una cortezela contigua a dicto andito longa braza x larga braza vii con uno pozo
la salla aperta sopra l’orto [9] longa braza xliii z larga braza xi quarti iii con colone vi integre et due meze de sarizo con li capiteli de marmoro con someci xii senza cello alta braza x tri in equali ali someci
l’orto [10] longo braza lii largo braza xxxiiii
canepa una in volta sotto dicta salla longa et larga ut supra et alta braza vi con l’astrego
sopra dicta salla per fare una altra salla longa [22] et larga ut supra alta braza x con someci xi con lo tecto senza cello
corte una [11] intexta de la suprascrita canepa che serve a la stalla longa braza xviii per euquale larga braza xx
andito uno intorno a dicta corte in tuto lorngo braza xxxviii largo braza iiii
andito uno presso la stalla che va in piazia longo braza xxvii largo braza iii alto braza vii in volta
la stalla [12] longa braza xxvii larga braza xi z con someci x voltato in archeli alta braza vii sollata de prede in cortello con pozo uno
solario uno sopra dicta stalla longo ut supra alto braza vii largo braza xv con capriate v con lo tecto
in solario
sopra l’andito de la porta et l’altro logho contiugo da mane drita intrando in caxa camera una [13] longa braza xvi larga braza x quarti i, alta braza viii, lo cello in mexetere ligato in quadrili con orli a conixati con someci iii solada de medoni, con camino uno, pincta a virido, con li solaci da biaca di sopra col tecto
item sopra li lochi che sono a man sinistra intrando in caxa, computato il pe’ de la torre, sono loci duy longi in tutto braza xvi larghi braza v, in li quali li è le scale zepegne altri braza vii [14]
camera sopra la caminata contigua a li suprascrit loci longra et larga ut supra
sopra il portici di sotto verso la corte, saleta una pincta et una camera in testa pincta [16] longi in tutto braza xxx larghi braza vii z alti braza vii con someci viii camino uno il celo orlato per cuxadura solati de medoni con lo tecto di sopra
sopra il porticheto verso la corte uno pontile [18] longo et largo come di sotto alto braza vii con il celo et il tecto
sopra il portico ante la stufa camere due [17] longe in tutto braza xxii large braza vii alte braza vii con someci v con il cello a quadreli aorli pricto con lo tecto sorato di medozini
item li pontili [18] da tre parte intorno la corte longi braza iii tutto lvii largi braza ii soladi de medoni con lo tecto et celo
sopra la salla ch’è de sotto pincta, salla una pincta [20] longa et larga come quella di sotto alta braza viiii con someci vii lo cello con mexereti orli acimixati in quadriti, solo de medonzinim con camino uno et con lo tecto di sopra
in verso l’orto, camere due contigue [21] a dicta salla che respondeno verso l’orto, longo in tuti braza xxiiii zirca larghe braza x, con someci vi, li celli facti ut supra prox sorati de medonzini, con un camino uno, et con li tecti di sopra et solari da biada
sopra la stuffa, camera una [19] longa et larga como essa stuffa altra braza vi con il suo tecto sorata de astiegho
item sopra la cuxina solario uno con il suo tecto
item la torre che in dita casa altra più chel casamento braza xii
donde … quillo lochi [4] che sono in testa la zexia de sancto fome et la caminata chi è in testa de li portici li quali lochi in terra si farà como da mente due boteghe et dicto lochi il cantimavo con li soy superiori senza altra servitù de l’altra caxa grande essere de valore et de canone prezio in … lire 1.000
item la caxa grande con li portizii et pontile corte [1] cortexele stufa [5] cuxina [6] et con la salla che responde sopra la corte grande in la quale salla si è dipinta lo spoxaletio del duca Galiazo [7] et diti lochi tutti con li soii superiorii non a mondo regeso ne accessio alcuno in el orto ne per l’orto le afficina essere di valore et con prezio lire 8.436, soldi 4
item l’orto [10] con lo caxamento sopra quelo cossi in terra come in solaro et con canepa, salla [9], corte [11], andito, stalla [12] omnia cossa con li soii superiore la extimatio essere de come prezio et valore in lire 6.999
16.426 lire, soldi 4
ego Iohannes de Solario inzianiarius et existimator comunis mediolani subscripsi
ego Cristoforus filius magistri Perti de Rottolis nomine patri mey subscripsi
[A tergo] 23.246 lire, soldi 9
Nota: i numeri in neretto inseriti nella trascrizione si riferiscono alla legenda della tavola in calce alla scheda.
16.
1481 maggio 18,
Milano, Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie vendono al notaio Marco Perego, figlio del fu Giacomo, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Vittore ai Quaranta martiri, ceditore di Cicco Simonetta per la somma di 228 lire e 13 soldi, al magister Giacomo Cantoni, figlio del fu Pietro, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia di Santa Maria Beltrade, creditore di Cicco Simonetta per la somma di 405 lire imperiali, e a Giacomo da Cornate, figlio del fu Michele, abitante a Milano in porta Romana, parrocchia di San Galdino, agente anche a nome anche dei fratelli e creditore di Cicco Simonetta per la somma di 52 lire e 11 soldi, alcuni locali già pertinenti alla casa di Cicco siti a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara: camera seu apotecha una in terra prope portam mastra domus habitationi prefati quondam domini Cichi […] cassio uno domus que camera seu apotheca est a manu sinistra intrando dictam domus et adest voltam stopatam que camara seu apotecha habet putheum unum intra et locum curialem comunem et alia camera seu apotheca sita versus et propre ecclesiam Sancti Thome in Terra mara cum omnibus suis superioribus usque ad ecclesiam […] cui choeret ab una parte strata, ab alia camera seu apotheca de qua supra sita versus et prope ecclesiam predictam, ab alia cassiis domus de qua supra, et ab alia bona seu loca dicte domus que fuit prefati quondam domini Cichi. Il valore dei beni venduti è pari a 676 lire e 3 soldi e i compratori detratti i loro crediti si impegnano a versare 23 lire e 16 soldi alla camera ducale.
17.
1481 maggio 18,
Milano, Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie vendono al magister Michele Castoldi da Rosate, figlio di Antonio, abitante a Milano, in porta Ticinese, parrocchia di Sat’Eufemia, creditore di Cicco Simonetta per la somma di 614 lire, 8 soldi e 6 denari, alcuni locali già pertinenti alla casa di Cicco siti a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara: camera sive apotecha una sita […] in domo que fuit prefati quondam domini Cichi, sita prope ecclesiam predictam, cui coheret ab una parte strata, ab alia dicta ecclesia, ab alia camera seu apotheca alia data insolutum magistro Iacobo de Cantono et consortibus die hodie, et ab alia dictum sedimen olim habitationi prefati quondam domini Cichi. Il valore dei beni venduti è pari a 674 lire, 9 soldi e 7 denari e il compratore detratto il proprio credito si impegna a versare 74 lire, 9 soldi e 7 denari alla camera ducale.
18.
1481 agosto 6,
Milano, Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie vendono a Giuseppe de Ducibus, figlio del fu Giacomo, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Protasio in Campo intus, e Pietro Paolo Pecchi, figlio di Battista, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, agenti a nome di Battista Pecchi, figlio del fu Paolo, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo intus, vantanti diritti sui beni di Cicco Simonetta per aver rilevato i crediti del Gaudenzio Colonna, conte di Amasia, sposato con Ippolita Simonetta figlia di Cicco con dote promessa di 1.800 ducati, due sedimi siti a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara: uno cum suis hedeffitiis, cameris, solariis, curia, putheo et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab alia fuit prefati domini Cichi vidilicet donata Iacobo Caponago in parte, et in parte ecclesie Sancti Thome, ab alia fuit prefati domini Cichi et nunc tenetur per dominum Franciscum Puteolanum, et ab alia infrascriptorum bonorum venditi, et quod sedimen alias donati fuit infrascipti Ambrogio stafferio et consortibus; item aliud sedimen uno magno quod fuit prefati domini cichi situm in dicti proxime porte et parochie, quod est sedimen post eius, vidilicet post domum magna turris, quod sedimen est cum suis hediffitiis, cameriis, solariis, canepa una magna substus terram, sala magna nova, curia, orto, locis curialibus, cortexela parva, per quam et stalas in ea existentis inter in ipsam canepam et qua cortexela parva cum putheo, … solario uno magno a blado et aliis suis iuribus et pertinentiis et cum omnibus suis usperioribus quibus bonis seu suprascripti sedimini coheret ab una parte ipsa domum magna turris fatiendum et intelligendum et(?) murus mastus seu castellanum inter meditatis sala domus anteriori depicta ab istoria illustrimi quaondam domini domini ducis Galeaz et cameras respicentis ipsa(?) super curia seu orto ipsi sedimini quod vadiant ut dividant dicta sedimina utsupra ab altero, et ut supra et que sala depicta ut supra fit et remaneat in domo anteriori turris et dicta cameras … sia compresa nella vendita coi i superiori fino al tetto esclusa dalla vendita la canepa sotto delle quali vanno chiuse le finestre verso l’orto … per la quale fiat alius anditum vidilicet deversus bonorum illorum de torgio et obturet et obturant tenetur hostium ipsius canepe , ab alia illorum de torgio, ab alia in parte cortexela una dicte domus que est cortexela versus stalla respondentis versus stratam de Rodello … ab altero et ut supra et que sala picta ut supra fit et remaneat in domo anteriori turris et dicta camera fuit … dictam salam dipinctam ut supra et dictas cameras ut fiat in dicta recte linee ad trasferum cortexela existentis inter ipsa duo sedimne magna usque ad murum dicta cortexela in altitudini braza iii ziarca … . Il valore dei beni venduti è pari a 5.258 lire e il compratore, detratto il proprio credito ammontante a 4258 lire e 8 soldi, si impegna a versare 1.000 lire alla camera ducale.
19.
1481 agosto 6,
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa già di Cicco Simonetta
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Presa di possesso
I maestri delle entrate straordinarie consegnano a Giuseppe de Ducibus e Pietro Paolo Pecchi, agenti a nome di Battista Pecchi, i beni acquistati da Battista e già di proprietà del defunto Cicco Simonetta. Compaiono come testimoni magister Giovanni Solari, figlio del fu Pietro, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Babila intus, magister Pietro de Rottolis, figlio del fu Antonio, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Babila intus, e magister Giovanni de Beluscho, figlio del fu Pietro, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di Sant’Eusebio.
20.
1481 agosto 22,
Milano, Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie cedono a Nicolino da Cabiate, figlio del fu Lancellotto, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia di San Giorgio in Palazzo, agente a nome di Pagano da Firenze (creditore di Cicco Simonetta per la somma di 240 lire imperiali, 11 soldi e 3 denari), Tommaso da Lodi (creditore del Simonetta per la somma di 115 lire) e Battista de Colletis (creditore del Simonetta per la somma di 81 lire e 5 soldi), una parte della domus già appartenente a Cicco Simonetta stimata del valore di 436 lire, 16 soldi e 3 denari.
21.
1481 settembre 25,
Milano, Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie vendono per il prezzo di 1.001 lire imperiali, 7 soldi e 6 denari a Giacomo Filippo Pecchi, detto Fra Ghiringhello, figlio del fu Edoardo, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, stalla una cum superioribus suis et cum anditum suo intra trium(?) que hostium verus cortexela obturant lapidibus et cemento sita a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara nella domus magna di Cicco Simonetta cui coheret ab una parte strata, ab alia domini Iacobi de Rottoris, ab alia in parte prefati domini Iacobi et in parte illorum de Sarono, et ab alia suprascripta cortexela, a pagamento dei crediti vantati sui beni di Cicco Simonetta dal veneziano Domenico Giorgi (per la somma di 780 lire, 7 soldi e 6 denari), di Gaudenzio Colonna, conte di Amasia (per la somma di 105 lire), di Antonio Marliani (per la somma di 16 lire) e dai maestri delle entrate straordinarie per il loro salario (per la somma di 200 lire imperiali sulle 400 richieste).
22.
1481 novembre 21,
Milano, Corte dell’Arengo, camera del tribunale del maestro delle entrate straordinarie
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Liberatio
Francesco Putheolonaus, potea dictus Poetonus, figlio del fu Melchiorre, abitante a Milano in porta Ticinese, parrocchia di San Giorgio in Palazzo, avendo ricevuto il valore di 200 ducati mediante l’assegnazione delle rendite degli scoladizzi della roggia de Fagnano che scorre sopra il Naviglio Grande, dichiara ai maestri delle entrate straordinarie di essere stato risarcito per i miglioramenti (stimati dall’ingegnere Gabriele Ghiringhelli) da lui realizzati nella casa, già di Cicco Simonetta, a lui donata dalla duchessa Bona di Savoia, ma ora assegnata la magnificus et prestantissimus iuris utriusque doctor dominus Ludovico de Antinis, vicario dell’ufficio di provvisione del comune di Milano (con rogito del notaio milanese Antonio Bombelli).
23.
1482 gennaio 5,
Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie cedono pars domo anteriori domus magna habitationis prefati quondam domini Cichi Symonete, stimata 8.430 lire imperiali e sita a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cum suis hediffitiis, cameris, solariis, salis in terra et in solario, curia, putheo, necessariis, stalla ad quam accissiant et itur a dicta parte anteriori domus magna predicta necnon a porta contigua porte mastre dicte partis anterioris cum omnibus superioribus iptus stalle cum iure eundi et accessiandiper portam et anditum porte ubi est dicta stalla contigua dicte porte domus magne predicte et aliis suis iuribus et pertinentiis in quaquidem parte anteriori non comprendant nec indudant nec compendendi et nec induadi intelligant apothece illa due cum suis superioribus et pertinentiis vendita et insolutum data una videlicer duo Marcho de Perego et consortibus et altera magistro Michaeli de Castolfi de Roxate […] cui parti anteriori et stalle coheret ab una parte strata in parte et in parte dicta dui apotheca, ab alia ecclesie Sancti Thome in Terra mara, ab alia pars posteriori dicte domus magne vendita et insolutum data spectabile domino Baptiste de Pegiis et ab alia in parte illorum de Torgio et in parte heredum quondam domini Iulliani et Pauli fratrum de Pessina, allo spectabilis vir dominus Sebastiano da Giovenzate, figlio del fu Bartolomeo, abitante a Milano in porta Nuova, parrocchia di San Fedele, agente a nome di diversi creditori del defunto Cicco Simonetta: il conte Federico Ippolti mantovano per le 2.000 lire della dote della sorella di Guidone Torelli assegnati dal duca sui beni confiscati al Simonetta; a Giovanna Squassi creditrice di 80 lire; a Francesco e fratelli Ferrari da Sartinara per la somma di 30 lire; ai provvisionati del castello di Pavia che hanno servito il Simonetta durante la sua detenzione (Uberto da Busseto, Gabrile Castiglioni, Giovani da Varese e Melchiorre da Milano) e prete Agostino, cappellano del castello di Pavia quale li haveva dicto continuamente messa per lo tempo era stato detenuto legatari di 240 lire nel testamento del Simonetta; e a Giovanni da Varese padre di Donato per 155 lire.
24.
1482 gennaio 15,
Corte dell’Arengo, camera dei maestri delle entrate straordinarie detta camera turris
ASMi, Notarile 2243, notaio Galeazzo Bolla
Venditio, seu cessio et datum insolutum
I maestri delle entrate straordinarie cedono ad Antonio Meraviglia, figlio del fu Giovanni, abitante a Milano in porta Orientale, parrocchia di San Pietro all’Orto, una porzione della pars domo anteriori domus magna habitationis prefati quondam domini Cichi Symonete per il valore di 3.175 lire imperiali a parziale saldo di un credito di 6.000 lire vantato sui beni di Cicco Simonetta.
25.
1489 agosto 21,
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Cipriano, casa di Francesco da Roma
ASMi, Notarile 2018, notaio Gabriele Sovico
Venditio
Lo spectabilis legum doctor dominus Giovanni Enrico Pecchi, figlio del fu Battista, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, vende per il prezzo di 1.025 ducati allo spectabilis dominus Giovanni Filippo Pecchi, detto Fra de Ghiringhelis, figlio del fu Andrea, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cum suis hedefitiis, cameris, solariis, curte, putheo, orto seu cutesela post et aliis suis iuribus et pertinentiis, cui coheret ab una parte strata, ab allia domini Iacobi Rottoli in parte et in parte suprascripti domini emptoris, ab allia heredum quondam prefati domini Baptiste de Pegiis et ab allia in parte heredum prefati domini Baptiste, et in parte dicti domini Iacobi, et in parte suprascripti domini emptoris, et in quo sedimine non comprehendannt locus in quo fit cancelaria prefati domini Iohanni Henrici. Cum hoc quod prefatus dominus Ihoannes Enrichus teneant obturari facere hostium dicti loci per quam accessiant in anditu porte dicti sediminis venditi ut supra de lapide et cemento.
26.
1490 ca.,
Milano (?)
ASMi, Comuni 54, s.d.
Case recordate per li sescalchi […] La casa de Bernardino da Corte.
27.
1494 ottobre 25,
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa di Girolamo Pecchi
ASMi, Notarile 2973, notaio Francesco Pagani
Promissio
Girolamo Pecchi, figlio del fu Battista, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, agente anche a nome di Giovanni Antonio e Gabriele suoi fratelli, promette di vendere al prezzo di 1.087 lire imperiali, 8 soldi e 8 denari a Francesco da Lodi, figlio del fu Luchino, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Simpliciano, procuratore di Bernardino da Corte, una parte del sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, acquistato da Antonia Trivulzio e da Erasmo e Aloisio fratelli de Torgiis, figli di Antonia (con rogito del notaio Giovanni Stefano Zerbi), cum suis hedefitiis, cameris, solariis, curtilibus, stalla et aliis suis iuribus et pertinentiis quibus bonis coheret ab una parte strata, ab ali magnifici domini Bernardini de Curte in parte et in parte prefatorum fratrum de Pegiis, ab alia illorum de Pessina, et ab alia prefatorum fratrum de Pegiis.
In allegato la stima dell’ingegnere Ambrogio della Valle:
primo per quela parte che vorebe lo suprascripto domino Bernardino
primo per la sua ratta de lo andito de la porta che è verso lo corso anchora uno locho in terra come se intra in la prima corte a mano drita che longa braza 13 1/3 largo braza 7 ½ computato le sue mure acircho, solato cum uno dextro da capo a dicto loco cum uno camino et lo suo cello et una camera sopra a la suprascripta cum lo suo cello et uno camino et cum lo suo techio quale lochi valeno in summa lire 261, soldi 16, denari 2
item per una corte per mso li suprascripti lochi come se intra de la porta che è longa braza 13 larga braza 5 2/3 cum l’anta de la seconda prota cum lo techio che sopra dicto anti cum li soy muri et suo solo valeno in summa lire 60, soldi 16, denari 6
item per una altra corte apresso a la suprascripta inante a lo portino sdata cum una scalla zepegna che serve a la suprascripta camera cum la mità del pozo, cioè cum la caxa del suprascripto domino Bernardino cum uno techio sopra cum le sue mure quale in summa lire 58, soldi 4, denari 10
item uno portico apresso a la suprascripta corte longho braza 15 1/3, largo braza 8 ½ cum le sue mure cum una shala soto fata in volta, solato cum lo suo cello et sui dome cum una camera sopra a lo suprascripto porticho, solata cum uno camino cum lo suo cello et soy some et lo suo techio sopra li dicti lochi, valeno in summa lire 317, soldi 11, denari 10
item una caminata et una canepa che sono soxo lo suprascripto porticho cum uno camino in dicta caminata et una tramezatura tra la dicta caminata et canepa et le altre sue mure et li suy celi brozi cum due camere l’una sopra la caminata e l’atrla sopra a la canepa e cum le sue mure et sui celi et lo suo astregho et solario et schalla et suo techio in summa cum le sue quatro fenestre lire 382, soldi 4, denari 4
item per una baltrescha che guarda sopra a la seconda corte longa braza 5 ½, larga braza 4 com lo suo techio vale in summa lire 6, soldi 15
lire 1.087, soldi 8, denari 8.
28.
1499 ottobre 14,
Milano, castello di Porta Giovia
ASMi, Notarile 2922, notaio Bartolomeo Pagani
Venditio
Giorgio d’Amboise, cardinale di San Sisto e conte di Sartirana, figlio del fu Pietro, abitante a Milano nel castello di in castello di Porta Giovia, al quale sono pervenuti per donazione regia i beni che furono del defunto Cicco Simonetta, vende per la somma di 2.000 scudi del sole al notaio Bartolomeo Pagani, agente a nome di Bernardino da Corte, figlio del fu Edoardo, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, vari sedimi e case contigui, siti a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso alla Croce dei Sicari, que alias donata fuerunt domino Sfortie Secondo, et postea excepta prefato domino Sfortie Secondo, et data prefato domino Bernardino de Curte, et de alia domo alias vendita domine Ixabete de Torgio et postmodum per eam vendita prefato domino Bernardino, seu alii vel aliis a quo, seu a quibus, prefatus dominus Bernardinus erunt ut apperunt ispe dominus Bernardinus, et que bona tenetur per prefatum dominum Bernardinum, quibus coheret ab una parte strata, ab alia ecclesie Sancti Thome predicte in parte et in parte Danielis de Ritiis de Alamania mediante orto dicte ecclesie, ab alia illorum de Pegiis, et ab alia Bernardini de Turate per domo que fuit domini Iuliani de Pesina.
29.
1500 febbraio 2,
Milano
ASMo, Ambasciatori milanesi 17, Gian Giacomo Seregni al duca Ercole d’Este
Sono saccheggiate le case di Scaramuccia Trivulzio, Bernardino da Corte, Lorenzo Mozzanica, Giacomo da Corte e gli appartamenti in Corte vecchia occupati da Gian Giacomo Trivulzio.
Il 3 febbraio 1500 in concomitanza con il ritorno di Ascanio “… et fu misso a sacco la corte, et la casa de Bernardino Curcio…” (Prato 1842, p. 239).
30.
1500 novembre 28,
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa d Cesare Guasco
ASMi, Notarile 5176, notaio Paolo Carcano
Investitura
Bernardino da Corte, figlio del fu Edoardo, abitante a Pavia in porta San Damiano, parrocchia di San Giovanni in Borgo, affitta per il canone annuo di 100 lire imperiali al senatore Cesare Guasco, figlio del fu Giacomo, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, cui coheret ab una parte strata [***], item de stala que est prope seu apud dictum sedimine, con l’accordo che il da Corte scali dall’affitto del presenta anno 76 lire, 2 soldi e 4 denari per le migliorie realizzate nel sedime.
31.
1515 novembre 20,
Milano, porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, casa di Filippo Visconti
ASMi, Notarile 3950, notaio Francesco Besozzi
Venditio
Giovanni Pietro Bizzozeri, figlio del fu Tommaso, abitante a Milano in porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria Segreta, vende per il prezzo di 1.600 lire imperiali al magnificus hac eximio iuris utriusque doctor et regio advocatus phiscalli dominus Filippo Visconti, figlio del fu magnifici domini Francesco, abitante a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso in Terramara, de loco illo in quo fiebat coquina nomine dictorum de Pegiis cum suis iuribus et pertinentiis, item de altero loco contiguo dicte coquine et intra ipsam coquinam et cameram infrascriptam poxito, item de camera cum camino in angulo lapidis Malnate contigua dicto proximo loco, item de alia camera sequenti que est cum camino intus que dicte camere sunt supra canepam que tenebant nomine spectabilis domini Bernardini de Curte et nunc tenet per prefatum dominum emptorem, item de omnibus locis et superioribus usque ad tectum incluxive existentibus supra ditam coquinam, locum ibi contiguum et cameras superioris exprestas cum suis dependentibus, item de medietate orti infra predictis et magis contigui dictis cameris de quibus, item de voltis tribus portici existentibus a capite dicti orti sive de tanta parta dicti porticus magis contigua dicti bonis superius venditis quantum capiunt dicte volte tres tam in latitudine que in longitudine cum suis superioribu usque ad tectum incluxive, item de tanta parte in volta existente subtus dictum porticum quantum capiunt dicte volte tres et porticus vendita ut sura, item die iure utendi porta, anditu porte mastre pro acessum ad dicta bona localizzati in un sedime sito a Milano in porta Comasina, parrocchia di San Tommaso, cum suis hedefitiis, camersi, solariis, curte, porticibus, orto, canepa, putheis, locis curialibus et aliis suis iurbus et pertinentiis, cui toto sedimina chorete consuerit, ab una parte strata, ab alia in parte domini Lodrixii de Pegiis et in parte bonorum ecclesie Sancti Thome in Terramara, ab alia domus que fuit prefati domini Bernardini de Curte et modo est prefati domini emporis, et ab alia illorum de Hermenulfis, ab alia domini Mattei del Castelatio; et modo coheret ad una parte strata, ab alia in parte domini Danielis tentori et in parte dicte ecclesie Sancti Thome, ab alia prefati domini emptoris, ab alia illorum de Hermenulfis, seu mey notarium infrascriptum et in parte domini Iacobi Philippi de Pegiis dicti Fra, et quibus bonis venditis choerere solebat ab una parte in parte dicti domini Lodrixii de Pegiis et modo coheret adicti domini Danielis et in parte choerebat et est nunc coheret dicte ecclesie Sancti Thome, ab una alai parte choerere solebat in parte prefati domini Bernardini de Curte et nunc coheret prefati domin emptoris, et a dubaus partibus coherere solbat et est nunc choeret residuum dicti sediminis et sub illis voltis magis propinquis dicte coquine a certis annis citra est constructa saleta una cum camino uno intus.
Bibliografia estesa:
Carotti 1895 = Giulio Carotti, Relazione sulle antichità pervenute al Museo Patrio di Archeologia in Milano (Palazzo di Brera) nel 1894, in Bollettino della Consulta archeologica del Museo storico artistico di Milano, «Archivio Storico Lombardo», 21 (1895), 2, pp. 442-496.
Covini 2018 = Maria Nadia Covini, Potere, ricchezza e distinzione a Milano nel Quattrocento. Nuove ricerche su Cicco Simonetta, Milano, Bruno Mondadori, 2018.
Ferrario 1843 = Giulio Ferrario, Memorie per servire alla storia dell’architettura milanese dalla decadenza dell’Impero romano fino ai giorni nostri, Milano, G. Bernardoni, 1843.
Mezzanotte-Bascapè [1948], 1968 = Paolo Mezzanotte, Giacomo C. Bascapè, Milano nell’arte e nella storia, Milano, Carlo Bastetti, 1968.
Patetta 1987 = Luciano Patetta, L’architettura del Quattrocento a Milano, Milano, CLUP, 1987.
Rossetti 2013 = Edoardo Rossetti, Sotto il segno della vipera. L’agnazione viscontea nel Rinascimento: episodi di una committenza di famiglie (1480-1520), Milano, Nexo, 2013
Rossetti 2014 = Edoardo Rossetti, I capitelli della Montagnetta (via Giuseppe Meda 3) e la domus di Cicco Simonetta in via Broletto a Milano, in Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco. Scultura lapidea, vol. 3, a cura di Maria Teresa Fiorio, Milano, Electa, 2014, pp. 449-454, schede nn. 1410-1414.
Rossetti 2020 = Edoardo Rossetti, «Anche non havessimo rasone che la lassino a nuy». Tra confische, acquisti e donazioni: un bilancio della politica immobiliare di Ludovico il Moro, in Leonardo e la città ducale, a cura di Francesco Repishti, Roma, Officina Edizioni, 2020, pp. 59-76.
Martinis 2021 = Roberta Martinis, Anticamente moderni. Palazzi rinascimentali di Lombardia in età sforzesca, Macerata, Quodlibet, 2021.
Zaggia 1993 = Massimo Zaggia, Appunti sulla cultura letteraria in volgare a Milano nell’età di Filippo Maria Visconti, in «Giornale storico della letteratura italiana», 170 (1993) pp. 161-219, 321-382.
