Milano, Casa in via San Giovanni sul Muro

Casa in via San Giovanni sul Muro a Milano (Casa Ferrari?)

 

Disegni Paravicini: BAMi, III.St.XIV, volume 24, tavola 24-28 (numerazione originale in matita tavole 20-24); Ivi, S.P.II.217, quaderni, cc. 10-14, 17, 18 (num. orig. cc. 8r-12r, 15r-16r); Ivi, quaderno 11, c. 30 (num. orig. c. 27r).

Disegni acquarellati della pianta, alzati e particolari della porta e dei porticati della cosidetta Casa Grifi o della contessa di Melzo in realtà verosimilmente Ferrati realizzati il 16 febbraio 1872 e nel settembre 1876. I disegni sono all’esposizione di Torino (1884, p. 119, n. 264): «Milano: Cappella di S. Pietro martire a S. Eustorgio – Monumento di S. Pietro martire – Cappella id. – Monumento id. – Casa Grifi – Battistero di S. Satiro – Casa in via Borgonovo – Facciata di Santa Maria presso S. Celso (un album di tavole 58)». Corrisponde probabilmente al volume 24 (BAMi, III.St.E.XIV), già denominato Ducato di Milano, volume 9.

La porta della cosiddetta casa Griffi, con parte della fronte affrescata, si trova anche in Paravicini 1878, tav. 1.

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

 

Milano, Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria alla Porta.

Milano, via San Giovanni sul Muro, 18 (edificio non più esistente).

 

 

Bibliografia: Mongeri 1872, pp. 482-483; Paravicini 1878, tav. 1; Paravicini 1887, p. VIII; Malaguzzi Valeri 1913-1923, pp. 73, 90; Cantù, Venosta 1881, pp. 237-238; Lissoni, Fara, Pellini 1928, tav. CX; Mezzanotte, Bascapè 1968, pp. 299-300; Visioli 1989, pp. 99, 105-106, 115; Anfuso 2006, p. 404; Rossetti 2013; Rossetti 2019.

 

L’edificio un tempo in via San Giovanni sul Muro ai numeri civici 3 e 5 (ora corrisponderebbe al 18), allora sede dell’Osteria del Sempione e di proprietà di Giovanni Noseda, attira l’attenzione di Paravicini che dedica alcune delle tavole più interessanti e un breve articolo a quella che lui crede essere la casa di Lucia Marliani, favorita del duca Galeazzo Maria Sforza, Ambrogio Grifi, medico ducale. Queste proprietà si trovavano nella parrocchia di San Giovanni sul Muro, mentre questa casa si trovava nella parrocchia di Santa Maria alla Porta.

I disegni di Paravicini sono particolarmente interessanti perché rappresentano sia la pianta che la facciata della casa. In particolare la pianta evidenzia le fasi di trasformazione del palazzo che dovrebbero corrispondere allo spazio venutosi a creare nella contrada con la copertura del Nirone. Si evidenziano infatti due diversi andamenti della costruzione, uno interno legato alla fabbrica più antica tra il vicolo Brentano e l’angolo dell’isolato verso il Corso di Porta Vercellina o Corso San Giacomo, e un secondo esterno parallelo al nuovo andamento della via. La costruzione più interna è per altro dotata di torre (segnata con la lettera C nei disegni Paravicini) e di un cortile porticato su due piani con scala esterna marmorea alla veneziana. Il nuovo fabbricato su strada crea un secondo angusto cortile di ingresso, ma dota la dimora di una nuova facciata a rettifilo un tempo affrescata con una partitura di colonne dipinte e un portale marmoreo assai raffinato.

Il portale «nei cui piedritti s’innestano delle teste di imperatori romani: di presente è fatta albergo d’un rosticciaio» (Mongeri 1872, pp. 482-483), come ricorda Giuseppe Mongeri che pure attribusce la dimora ai Grifi, è l’unica parte che sopravvive della dimora ora conservata nel Castello Sforzesco (Rossetti 2013, scheda n. 730, n. inv. 932). Il portale era collocato fino all’ottobre del 1876 nella sua sede originaria fino a quando il Noseda non decisa la demolizione dell’intera fabbrica e donò la porta di marmo al Patrio Museo Archeologico (Archivio della consulta, doc. 2331, 1876 dicembre 14). Evidentemente mentre demoliva una costruzione rinascimentale originale il proprietario non esitava a farsi costruire la sala principale della sua casa, sempre in Santa Maria alla Porta, in stile bramantesco (Rebora 1999, p. 91). La porta era murata in posizione decentrata su una facciata affrescata – le pitture ancora si intravedevano nel XIX secolo – con la quale si raccordava in uno stretto rapporto tra architettura reale e architettura dipinta: la trabeazione graffita del portale proseguiva nell’affresco segnando un marcapiano sul quale si impostavano delle paraste che scandivano il primo e unico piano dell’edificio. A segnare il centro della fronte «due paraste, formanti un ristretto campo, inquadravano una grande targa a testa di cavallo», forse simile a quelle scolpite del portale, un tempo contenenti lo stemma dei proprietari non più leggibile perché abrasi durante la Repubblica Cisalpina (Paravicini 1877, p. viii; Rossetti 2019, p. 61).

L’edificio si inseriva in un isolato di grande prestigio. Intorno alla domus umiliata di Santa Maria degli Ottazi che ne occupava il centro con ingresso da via Brentano si trovavano infatti le case degli Arcimboldi, di Filippo Maria Sforza (già di Scaramuccia Visconti), degli Attendoli Bolognini e di Francesco Birago, nonché altre dimore minori come la prima casa di Gaspare Ambrogio Visconti passata ai Maggiolini (ora nota come Casa Dal Verme), si cfr. Rossetti 2017.

Non si trovavano invece in questo isolato, ma in uno spazio più vicino a largo Cairoli e all’attuale Teatro Dal Verme, i palazzo di Ambrogio Grifi e Lucia Marliani, che Paravicini vorrebbe identificare con questa più modesta abitazione. Risulta dunque difficile comprendere chi sia stato il mecenate committente, ma nei disegni Paravicini sono raffigurati anche i resti di una vera da pozzo probabilmente un tempo inserita sotto il porticato in prossimità dell’ingresso della torre. Su questa vera si riconoscono gli stemmi dei Ferrari e dei Casati. Nei quaderni lo steso Paravicini annota «Casati» accanto al rilievo della vera.

Entro il territorio della parrocchia di Santa Maria alla Porta avevano molte case proprio membri della famiglia Ferrari. In particolare una casa degna di nota tra quelle dell’agnazione era quella in possesso di Giovanni Antonio Ferrari di Agostino, dal 1479 amministratore generale del traffico del sale che possedeva una dimora confinante con i beni della chiesa di San Matteo alla Banchetta, di quelli Gabriele Crispi, Bartolomeo Pirovano e Francesco Fagnani. Deceduto a fine aprile del 1490 la sua casa era descritta in un inventario (ASMi, Pergamene 409, San Francesco Grande, 1467 agosto 17, 1489 ottobre 30; Ivi, Fondo di Religione, 1156, 1489 ottobre 30; Ivi, Notarile 5355, notaio Giovanni Agostino Confalonieri, 1502 aprile 14, 1503 ottobre 14; Ivi, Archivio Andreani, Sormani, Verri 407; Pedralli 2002, pp. 571-576).

Si deve però tenere anche conto che Bergonzio Botta prima di passare ad abitare nel suo nuovo palazzo di Porta Ticinese, abitò nella parrocchia di San Maria alla Porta per oltre un ventennio. La sua casa in questa parrocchia risultava locata dai Ferrari e confinante con proprietà dei Ferrari (ASMn, Archivio Casati Stampa di Soncino 89, 1496 aprile 22). Anche uno dei principali agenti del Botta, Giovanni Pozzobonelli aveva proprietà nello stesso isolato dove si trova la casa ritratta da Paravicini (confinavano infatti con il monastero degli Ottazi) cedute a fitto sempre ai Ferrari (ASMi, Notarile 1939, notaio Antonio Bombelli, 1495 marzo 30).

Entro questo contesto deve trovarsi il mecenate della casa in via San Giovanni sul Muro.

 

Bibliografia estesa: 

Anfuso 2006 = Fabiana Anfuso, Scultura decorativa e gusto antiquario a Milano in età sforzesca: i medaglioni scolpiti con testa all’antica, «Numismatica e antichità classiche. Quaderni ticinesi», 35, 2006, 401-425.

Cantù, Venosta 1881 = I. Cantù, F. Venosta, Milano diamante, Milano 1881.

Lissoni, Fara, Pellini 1928 = O. Lissoni, M. Fara, C. Pellini, Reminiscenze di Storia e d’Arte in Milano: i portali; raccolta di 164 tavole con nota storica, una pianta topografica di Milano del 1872 divisa per i rioni originali, Milano 1928.

Malaguzzi Valeri 1913-1923 = Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Ludovico il Moro. I. La vita privata e l’arte a Milano nella seconda metà del Quattrocento, Milano, Hoepli, 1913-1923.

Mongeri 1872 = Giuseppe Mongeri, L’arte in Milano. Note per servire di guida nella città, Milano, Società cooperativa fra tipografi, 1872.

Paravicini 1878 = Tito Vespasiano Paravicini, Die Renaissance-Architektur der Lombardei. L’architettura del Risorgimento in Lombardia. L’architecture de la Renaissance en Lombardie, Dresden, Gilbers, 1878.

Paravicini 1887 = Tito Vespasiano Paravicini, La Casa della contessa di Melzo, «Raccolta milanese di storia, geografia ed arte», (dic. 1887), p. VIII.

Pedralli 2002 = Monica Pedralli, Novo, grande, coverto e ferrato. Gli inventari di biblioteca e l cultura a Milano nel Quattrocento, Milano, Vita & Pensiero, 2002.

Rebora 1999 = Sergio Rebora, La formazione del collezionismo imprenditoriale in Lombardia (1829-1881),  in Imprenditori e cultura. Raccolte d’arte in Lombardia 1829-1926, a cura di G. Ginex, S. Rebora, Cinisello Balsamo (Milano): Amilcare Pizzi, 1999, pp. 33-105.

Rossetti 2013 = Edoardo Rossetti, in Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco. Scultura lapidea, II, a cura di Maria Teresa Fiorio, Milano, Electa, 2013, scheda n. 730, pp. 335-339.

Rossetti 2017 = Edoardo Rossetti, Gli antefatti: tracce per l’immagine di un isolato tra sforzeschi, francesi e disegni vinciani (XV e XVI secolo), in Palazzo Litta, a cura di E. Bianchi, Milano, Silvana, 2017, pp. 25-36.

Rossetti 2019 = Edoardo Rossetti, Materiali per il catalogo di un patrimonio perduto: le facciate dipinte nella Milano del primo Rinascimento, «Arte Lombarda», 186-187 (2019), pp. 49-68.

Torino 1884 = L’ingegneria, le arti e le industrie all’esposizione nazionale del 1884. Divisione I. Belle Arti. Catalogo Ufficiale, Torino, Uninione Tipografico-Editrice, 1884, pp. 119-120.

Visioli 1989 = Monica Visioli, Tipologie architettoniche dei portali lombardi del primo rinascimento, «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 89, 1989, pp. 99-117.