Casino e cappella dei Pozzobonelli
Edificio parzialmente esistente
Disegni Paravicini: BAMi, S.P.II.217, quaderno 9, cc. 14-20.
«A meno che cinquecento metri ad oriente delle mura di Milano (ampio brano cancellato) in mezzo a quelle vaste praterie che si stendono a settentrione della grande strada che da porta Venezia mette a Loreto trovasi un lungo caseggiato che quantunque oggi intieramente volto ad uso agricolo attrae l’occhio per una certa grandiosità di proporzioni per decorazioni tutt’altro che rusticane che indicano che era lì quel caseggiato doveva essere uno splendido ritrovo od un’abitazione od una villa di qualche cospicua famiglia. Il nome che ha oggidì di Cassina Pozzobonella indica più che sufficientemente a quale illustre e nobilissima famiglia milanese si è dovuta l’erezione sebbene ora appartenga ad altro non meno illustre famiglia dei conti Lurani. Come è ora questa Cassina conta d’una serie di fabbricati allineati lungo una strada campagnola con interposti cortile e riuniti fra loro da un muro di cinta. Alcuni di questi fabbricati sono evidentemente antichi, altri o sono affatto nuovi e sono così raffazzonati alla moderna da sembrare tali. L’unità iconografica mostra tutto l’assieme di questi edifici quelli ancora riconoscibili per antichi sono segnati in tinta più scura.» (BAMi, R 253 inf).
In questo modo, in un appunto forse preparatorio ad un breve testo a stampa, Tito Vespasiano Paravicini descrive la Cascina Pozzobonella ora conservata nella sola porzione di una parte di porticato (quattro campate) e cappella affogata entro moderni edifici in viale Andrea Doria.
I disegni del Paravicini sono dei veri e propri rilievi contenenti una dettagliata misurazione dell’intero complesso con raffigurazione della cappella e del portico, ma anche delle singole finestre del padiglione centrale, nonché della dimensione dei mattoni utilizzati in varie parti del fabbricato. Rispetto ai rilievi di Pier Olinto Armanini i rilievi Paravicini sono più dettagliati e mancano dello spirito di restituzione che inserisce Armanini. Un’ulteriore interessante veduta del complesso è ritratta nel 1893 da Alessandro Greppi.
La cappella con la sua attribuzione mitizzata a Bramante diventa un importante modello dell’architettura neo-rinascimentale lombarda. In particolare, diventa un esempio per la costruzione di sacelli sepolcrali, la cappella che la riproduce quasi fedelmente è quella voluta nel primo dopoguerra dall’ingegnere Ernesto Sessa nel cimitero di Cartabbia (Varese). A ispirarsi alla Pozzobonella sono però anche i portici del palazzo Bagatti Valsecchi in via Santo Spirito 7 a Milano.
Ad oggi i passaggi di proprietà dell’edificio non sono del tutto chiari. Il complesso appartenne sicuramente fin dal XVI secolo ai Pozzobonelli. I documenti regestati in calce a questa scheda sembrano confermare che la dimora di campagna con gli attigui rustici e la cappella furono costruiti tra il 1498 e il 1502 da Giovanni Giacomo Pozzobonelli. L’architetto Andrea Fermini riposta in maniera confusa la nota sull’esistenza di una targa: «una iscrizione graffita sulla parete del portichetto non molti anni or sono nell’ occasione della chiusura di una porta e messa in testata di una veduta prospettica dell’oratorio stesso dice: IOH. IAC. PVTEOBONELLVS EREXIT AN: 1498» (Fermini 1935, p. 302). Nelle foto che corredano il saggio – segnalato a chi scrive da Lorenzo Colombo – sono chiaramente visibili i graffiti originali; caratterizzate, anche prima dell’intervento di Beltrami, dalla presenza di vedute urbane (Piazza San Marco a Venezia e il Castello di Milano), come accadeva alla Cassina Bianca e a Chiaravalle.

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Regesto dei documenti:
1498 febbraio 9,
ASMi, Notarile 2626, notaio Giovanni Francesco Cagnola; 2975, notaio Francesco Pagani, 1498 febbraio 9.
Donato, Gerolamo e Ambrogio Carcano figli del fu Antonio vendono a Simone Arrigoni dei beni siti a Milano fuori Porta Nuova e iuxsta Corpi Santi, parrocchia di San Bartolomeo foris, nel luogo detto la Torretta, beni misurati dagli ingegneri Ambrogio Valle e Maffiolo Giussani di 385 pertiche, 18 tavole, 9 piedi, 6 once, 8 p. per giusta misura e per il prezzo di 18.369 lire, 14 soldi e 2 denari, cioè 47 lire, 12 soldi e 4 denari per pertica. Beni sui quali si paga un fitto di 25 fiorini per la cappella dei Santi Pantaleone, Caterina e Barbara nella chiesa di San Giovanni alle Quattro facce, per l’annuale istituito da Antonio Carcano (come da atto del notaio arcivescovile Giovanni Pietro Giochis del 19 aprile 1464). Contestualmente i beni sono reinvestiti ai fratelli Carcano.
1498 aprile 2,
ASMi, Notarile 2626, notaio Giovanni Francesco Cagnola.
Simone Arrigoni vende i beni della Torretta fuori Porta Nuova a Giovanni Giacomo Pozzobonelli, figlio di Giovanni, abitante a Milano in Porta Ticinese, parrocchia di Santa Maria al Circo.
1499 aprile 20,
ASMi, Notarile 3083, Domenico Spanzotta; Sannazzaro, Sironi 1990, p. 280.
magister Jacobus de Aplano f. q. d. Donati p. v. p. s. Petri supra dossum promisit etc. Girardo de Ruschis … nomine … d. Jo Jacobi de Putheobonello f. spect. viri d. Johannis et pro eo … ita quod ad Kal. mensis Jullii proxime futuras dictus Jacobus debitor dabit … in sostra dicti Jacobi ubi dicitur ad Conchetam columpnas quatuor sarritii fornitas cum suis bassis et capitelis de marmore bastardo grossas videlicet in fondo de onziis novem (45 cm) et in somitate de onziis octo (40 cm) et in longitudine de brachiis septem (4,5 metri) cum dimidia omnibus computatis. Et hoc pro pretio et merchato … librarum 144 imper. … Item columpnellas decem lapidum de Angleria in longitudine per brachia tria et terziis duabus fornitis cum suis bassiis et capitellis et grossis in fondo onziis quinque (25 cm) et in sommitate onziis quatuor cum dimidia (22,5 cm) pro pretio … librarum quinque et soldorum sex imper. pro qualibet. Et quod columpne sint bone et bene facte et laborate ad laudem magistri Petri de Busti f. q. magistri Ambrosii.
1499 luglio 1, Milano.
ASR, Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum, b. 463, Milano, Giuseppe Varrone al cardinale Giovanni Antonio Sangiorgi da Piacenza, abate commendatario dell’abbazia di San Dionigi; Rossetti 2019.
L’agente milanese del cardinale Sangiorgi raccomanda di affidare la stima dei beni dell’abbazia di San Dionigi che devono essere locati a Giovanni Giacomo Pozzobonelli all’ingegnere Maffiolo da Giussano «molto affectionato et servitore di vostra reverendissima signora qual è homo pratico in similibus».
Nota: Le stime di Maffiolo per l’abbazia di San Dionigi si conservano in ASMi, Notarile 7543, notaio Gerolamo Giussani, varie date.
1499 novembre 14,
AFGF, Fondo Felice Cavallotti, Documentazione aggregata, 1/2; Fortunato 2016.
L’abbazia di San Dionigi loca a Giovanni Giacomo Pozzobonelli una casa con 150 pertiche di terra.
1502 novembre 8,
AFGF, Fondo Felice Cavallotti, Documentazione aggregata, 1/3; Fortunato 2016.
La chiesa di San Calimero loca a Giovanni Giacomo Pozzobonelli 22 pertiche di terreno.
Nota: su segnalazione di Francesco Repishti si ipotizza stima di Maffiolo Giussani (Fortunato 2016).
1507 dicembre 11,
ASMi, Notarile 3264, notaio Giovanni Ambrogio Maestri.
Bernardino Gallarati, agente del Giovanni Antonio Sangiorgi da Piacenza e il capitolo di San Dionigi approvano i miglioramenti datti da Giovanni Giacomo Pozzbonelli sui terreni dell’abbazia di San Dionigi ceduti in fitto al Pozzobonelli con documento di investitura rogato dal notaio arcivescovile di Milano Gentile della Torre: «spese facte ala casa de dita possessione nel anni 1506 e 1507 in fare una porta grande quale guarda sopra la strata de Monza, uno portico, duei cassi e cassina, fenestre nove videlicet viiii et altri melioramenti quale spese montarinao molto pià cha la dita et infrascripta somma se non se fusse adiutato de la materia de dito cassino sive cassine el auqle era za per la maiore parte riunato, la quale materia habiamo tolta de consentimento et con licentia del venerabile messer Bernardino da Gallarà. Li quali melioramenti ne hanno ad esere collaudati per vigore de la investitura nostra et anche per promissione facta per le dicto messer Bernardino, et primo nel 1506 son spesi ut infra: [elencate spese per 103 lire, 11 soldi e 1 denaro].
Spese per la causa antedicta 1507
tra queste si segnala
prede 800 grosse da intalio pagate a Ioanne iacobo da Romagnano lire 7, soldi 15
[…] per tanta maiorica per pingere le fenestre sodi 16.
Per un totale di lire 140, soldi 5, denari 6
Per un totale per i due ani di 243 lire, 15 soldi e 7 denari.
1514 novembre 9, Milano, in casa di Enrico Visconti.
ASMi, Santa Corona, Pergamene, 20, doc. 423; roga Pietro Martire Spanzotta.
Giovanni Giacomo Pozzobonelli vende per il prezzo di 5.200 lire imperiali a Enrico Visconti, figlio del fu Roberto, abitante a Milano in Porta Ticinese, parrocchia di San Vito al Carrobbio, una vigna di 40 pertiche sita nei Corpi Santi di Milano in parrochia di San Bartolomeo foris extra Porta Nuova ubi dicitur ad Brolium, confinante da due lati con i beni degli eredi di Niccolò Trivulzio, dagli altri due lati con i beni del Pozzobonelli; in più un prato di 55 pertiche ubi dicitur ad Pratum de Domo, confinante da un lato con i beni degli eredi Trivulzio e dagli altri tre con i beni del Pozzobonelli; ancora una ortaglia di 19 pertiche, 7 tavole in Pieve di Bruzzano ubi dicitur in Ortaliis, confinante da tre lati con i beni Pozzobonelli e dall’ultimo con i beni dell’abbazia di San Dionigi; infine una vigna in Pieve di Bruzzano, ubi dicitur ad Vignolum confinanti da due parti con i beni del Pozzobonelli, da una parte con i beni dell’abbazia di San Dionigi, da ultimo con i beni di Francesco Ghiringhelli mediante il fontanile dei frati di Casoretto; con i diritti di irrigazione un giorno ogni otto con l’acqua che deriva dal fontanile di Casoretto.
Contestualmente il Pozzobonelli è reinvestito di detti beni per un fitto di 260 lire imperiali annue (Ivi, Pergamene 14, doc. 278).
1515 febbraio 17,
ASMi, Santa Corona, Pergamene, 13.
Giovanni Giacomo Pozzobobelli vende a Enrico Visconti e viene contestualmente reinvestito di beni siti a Milano nei Corpi Santi fuori Porta Nuova parrocchia di San Bartolomeo foris.
1524 aprile 25, Milano, casa di Giovanni Pietro Figino.
ASMi, Santa Corona, Pergamene, 14, doc. 279, notaio Giovanni Ambrogio Barzi.
Dopo la vendita o meglio dato in soluto fatta da Ercole Pozzobonelli agente a nome del padre Giovanni Giacomo (come risulta da un documento di procura rogato dal notaio Giovanni Giussani del 30 maggio 1523) a Enrico Visconti, il Visconti loca al Pozzobonelli 38 pertiche di terra pro indiviso di un terreno sito alla Torretta nei Corpi Santi di Milano fuori Porta Nuova, parrocchia di San Bartolomeo foris, seu in Pieve di Bruzzano, ubi dicitur ad Pratum Vetus, confinante in parte con i beni del Pozzobonelli (la vigna magna), mediante il fontanile Usgioli che divide i beni del Pozzobonelli da quelli di Giovanni Francesco Pecchi, dall’altro il prato nuovo del Pozzobnelli mendiante il fontanile, dall’altro il prato nuovo del Pozzobonelli mediante il Seveso.
Bibliografia estesa:
Fumagalli, Sant’Ambrogio, Beltrami 1891 = C. Fumagalli, D. Sant’Ambrogio, L. Beltrami, Reminiscenze di Storia ed Arte nel Suburbio e nella Città di Milano, I, Il Suburbio, Milano 1891, pp. 33-35.
Beltrami 1888 = L. Beltrami, La Torre del Filarete nella fronte del Castello di Porta Giovia verso la città, in «Archivio Storico Lombardo», XV (dicembre 1888), pp. 1098-1106.
Moretti 1898 = G. Moretti, La Cascina Pozzobonello in Milano, in C. Boito, G. Ricciardi, G. Moretti, La Cattedrale di Nardò. La Cascina Pozzobonello. Rilievi e studi eseguiti dall’architetto Pier Olinto Armanini durante gli anni del suo pensionato artistico in Roma, Milano 1898, pp. 33-37.
Moretti 1908 = G. Moretti, La conservazione dei monumenti della Lombardia, Milano 1908, pp. 97-98.
Malaguzzi Valeri 1915 = Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Ludovico il Moro, II, Bramante e Leonardo da Vinci, Milano 1915, p. 318.
Fermini 1935 = Andrea Fermini, La Cappella dei Pozzobonello, in «Milano», 51, 1935, fasc. 6, pp. 302-306.
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Guagliumi 1958 = L. Guagliumi, Studio per il rilievo, disegno, restauro e trasporto di un antico monumento. ‘La Cascina Pozzobonelli in Milano’, Milano 1958.
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Ponticelli Righini 1988 = S. Ponticelli Righini, Nuove indagini sulla cascina Pozzobonelli a Milano, in «Arte Lombarda», 86/87 (1988/3-4), pp. 114-118.
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Alessandrini 1988 = G. Alessandrini, Gli intonaci della cascina Pozzobonelli. Prime indagini sui materiali e sulle tecniche di preparazione, in «Arte Lombarda», 86/87 (1988/3-4), pp. 121-126.
Borsi 1989 = F. Borsi, S. Borsi, Bramante, Milano 1989, pp. 207-210.
Sannazzaro, Sironi 1990 = G.B. Sannazzaro – G. Sironi, Un nuovo documento per la cascina Pozzobonelli, in «Arte Cristiana», LXXXVII (1990), p. 280.
Spiriti 1996 = A. Spiriti, Aspetti del classicismo milanese. La casa Vimercati a Osnago e la cascina Pozzobonelli a Milano, in Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento, atti del seminario di studi (Varenna, 7-9 ottobre 1994), a cura di M. L. Gatti Perer e A. Rovetta, Milano 1996, pp. 191-208;
Onida 2001 = N. Onida, Prospetto generale della Cappella Pozzobonelli, in Bramante e la sua cerchia a Milano e in Lombardia, catalogo della mostra, a cura di L. Patetta, Milano 2001, pp. 141-144.
Guagliumi, Guagliumi 2014 = S. Guagliumi, L. Guagliumi, Un gioiello d’architettura rinascimentale in Lombardia. La cappellina ed il portico bramanteschi residui della Cascina Pozzobonelli a Milano, Cologno Monzese 2014.
Fortunato 2016 = Fortunato Valeria, La cascina Pozzobonelli: indagini sulla proprietà e gli interventi architettonici, in Bruno Adorni, Francesco Repishti, Alessandro Rovetta, Richard Schofield (a cura di), Bramante e l’architettura lombarda del Quattrocento, «Arte Lombarda», 176-177 (2016), 1-2, pp. 64-70.
